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Il fascino discreto della borghesia (1972)

[Le charme discret de la bourgeoisie, Francia 1972, Grottesco, durata 97']   Regia di Luis Buñuel
Con Jean-Pierre Cassel, Fernando Rey, Delphine Seyrig, Bulle Ogier, Stéphane Audran, Paul Frankeur



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il fascino discreto della borghesia: presente
Ritmo ritmo in Il fascino discreto della borghesia: presente
Impegno impegno in Il fascino discreto della borghesia: forte
Tensione tensione in Il fascino discreto della borghesia: presente
Erotismo erotismo in Il fascino discreto della borghesia: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Il fascino discreto della borghesia

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Il fascino discreto della borghesia (voti: 119 media: 4,19) 119

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La trama

Due coniugi, la sorella di lei, un ambasciatore e un'altra coppia: sono i personaggi principali di questa "favola" con cui Buñuel, ormai anziano ma sempre col dente avvelenato contro le istituzioni e i miti del mondo borghese, satireggia la società del perbenismo ufficiale. L'elemento unificante della vicenda è il tentativo, sempre frustrato dai più imprevedibili intoppi, di consumare un pranzo in compagnia. Attorno a questo spunto, altre figure significative e una serie di avvenimenti collaterali danno vita a un quadro tanto elegante quanto "feroce". Ironico e senza speranza, limpido e complesso nel suo sviluppo narrativo, il film vinse l'Oscar come miglior film straniero (ovviamente Buñuel non andò a ritirarlo). 

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 2010-12-20 14:26:33 - utile per 22 utenti

Voto al film: voto ottimo

Don Rafael Acosta (Fernando Reiy, ambasciatore in Francia del piccolo Stato Sudamericano di Miranda, approfittando della sua posizione diplomatica trasporta droga illegalmente facendo lauti affari con altre due distinte personalità, i signori Thevenot (Pauk Frankeur) e Senechal (Jean-Pierre Cassel). I tre soci, insieme alle mogli dei due, Simone Thevenot (Delphine Seyring) e Alice Senechal (Stephane Audran), e a Florence (Bulle Ogier), sorella di Simone, si frequentono molto e ogni volta che tentono di pranzare vengono interrotti da avvenimenti imprevisti e inusuali. Sei personaggi tipo e una situazione che ciclicamente si ripete più volte lungo tutto il film sono il pretesto usato da Luis Bunuel per una divertita disamina sullo stato di salute della borghesia. "Il fascino discreto della borghesia" è uno sferzande apologo antiborghese, tutto giocato sull'ironia e sull'illogica concatenazione dei fatti narrati : per smascherarne i vizi privati e ammantare di grottesco il pubblico perbenismo. Viene derisa la sacralità di uno dei momenti cardini della condizione borghese, quella della riunione a tavola, dove tra una prelibatezza culinaria e l'altra, ognuno fa solitamente sfoggio della propria classe e ostenta la vastità delle proprie esperienze di vita. I convenevoli e le più opportune frasi di circostanza impazzano e per non non fare un torto alla gradevolezza della situazione l'ipocrisia benpensante tocca livelli d'eccellenza. Su tutto, a conferire quell'immancabile vena surrealista del maestro spagnolo, aleggiano i sogni dei tre personaggi che invece di marcare dei momenti di rottura con la realtà, l'evidente evasione da essa, rappresentano la continuazione plausibile della loro vita, la dimostrata ambiguità del loro perbenismo di facciata. Come a voler sottolineare che non è possibile mascherare in sogno ciò che è possibile fare nella realtà. Sale da the che non possono servire il the, cadaveri onorati in una sala di un ristorante, improbabili terroristi, storie di brigadieri "insanguinati" e di genitori defunti che appaiono al figlio per esortarlo a commettere un omicidio, le manovre dell'esercito nel giardino di una villa, un Vescovo (Julien Bertheau) che chiede e ottiene di essere assunto come giardiniere dai signori Senechal. Queste sono solo alcune delle situazioni grottesche che ruotano attorno alle vicende dei sei protagonisti, che contribuiscono a conferire al tutto un senso di perenne immobilismo, di voluta incompiutezza. Le loro azioni non giungono mai a compimento, sono sempre sul punto di fare qualcosa che non fanno mai, di cominciarle senza mai portarle a termine. Le situazioni rimangono sempre in sospeso, come un cerchio che non si chiude mai, come succedeva in "L'angelo Sterminatore", ma se nel capolavoro "messicano" il generale senso di indeterminatezza serviva a spingere dei borghesi delineati al massimo della loro forma nel baratro dei loro più bassi istinti, qui serve ad accrescere il senso della loro indole parassitaria, il fatto che la perpetuazione della loro posizione sociale, come evidenzia Ugo Casiraghi, deriva più "dall'inazione che dall'azione". Luis Bunuel c'è li mostra spesso mentre vagano lungo una strada in mezzo all'aperta campagna, intenti ad andare diritto verso un punto non ben precisato, come chi vaga senza una meta e senza una guida che gli indichi la direzione. Come chi non sa recitare ruoli diversi da quelli rigidamente definiti dalle convenzioni sociali (straordinaria in tal senso è la celebre sequenza sul "sogno del teatro"). Affatto preoccupati del vuoto che li avvolge, sanno di poter contare sull'alleanza funzionale dei loro amici (clero, esercito, polizia), sulla forza corporativa di un sistema di potere che riesce a sopravvivere all'iproduttività stessa delle proprie azioni. A far rimanere tutto indefinito e, perciò, tutto immutabile. Capolavoro, l'ennesimo di un maestro.  
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SI

Opinioni su Il fascino discreto della borghesia


2011-12-09 14:52:32 Opinione di berkaal su "Il fascino discreto della borghesia"
berkaal

Già sospettavo di capirne poco di cinema, ma toccare con mano l'evidenza non è certamente piacevole. Certo, basterebbe accodarsi agli innumerevoli estimatori di questa pellicola o applicare il principio dell'omne ignotum pro magnifico per mettersi l'anima in pace ed evitare improperi e contumelie, ma un minimo di onestà intellettuale mi impedisce di unirmi ad un coro di cui non condivido i carmina triumphalia. Forse mi ha nuociuto la recente visione dell'Amleto di Laurence Olivier,...

voto al film: berkaal assegna il voto sufficiente a Il fascino discreto della borghesia (1972)

5 commenti
[utile per 6 utenti]

2010-12-20 14:26:33 Opinione di Peppe Comune su "Il fascino discreto della borghesia"
Peppe Comune

Don Rafael Acosta (Fernando Reiy, ambasciatore in Francia del piccolo Stato Sudamericano di Miranda, approfittando della sua posizione diplomatica trasporta droga illegalmente facendo lauti affari con altre due distinte personalità, i signori Thevenot (Pauk Frankeur) e Senechal (Jean-Pierre Cassel). I tre soci, insieme alle mogli dei due, Simone Thevenot (Delphine Seyring) e Alice Senechal (Stephane Audran), e a Florence (Bulle Ogier), sorella di Simone, si frequentono molto e ogni...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Il fascino discreto della borghesia (1972)

2 commenti
[utile per 22 utenti]


2010-11-16 17:47:53 Opinione di chribio1 su "Il fascino discreto della borghesia"
chribio1

alquanto monocorde e molto monotono.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a Il fascino discreto della borghesia (1972)

3 commenti

2010-11-07 16:16:40 Opinione di steno79 su "Il fascino discreto della borghesia"
steno79

VOTO 10/10 L'ambasciatore di Miranda, uno stato sudamericano, è invischiato nel traffico di droga insieme a un gruppo di borghesi francesi, suoi amici, costituito da due coppie, i signori Sénéchal e i Thevenot. Ogni volta che il gruppo si incontra per andare a mangiare fuori, una circostanza imprevista manda all'aria il loro progetto. Terzultimo film di Bunuel, è una commedia intrisa di veleni satirici contro la borghesia che riprende alcuni procedimenti narrativi di matrice surrealista...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Il fascino discreto della borghesia (1972)

nessun commento
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2010-05-03 08:13:02 Opinione di OGM su "Il fascino discreto della borghesia"
OGM

La compostezza della borghesia è un atteggiamento forzato e labile, che crolla, ad ogni piè sospinto, dietro l’irresistibile richiamo della trasgressione.  Il proibito, che si confonde con la primitività del “popolo”, è come un sottosuolo oscuro in cui, regolarmente, ci si rifugia per consumare in privato le proprie manie e dare libero sfogo alle proprie ossessioni. Per l’occasione si depongono gli abiti del decoro (i vestiti da sera,...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il fascino discreto della borghesia (1972)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

2009-11-03 21:19:43 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Il fascino discreto della borghesia"
Utente rimosso (signor joshua)

Un delirio in chiave aristocratica, spesso incomprensibile, tra il comico e il drammatico, ma principalmente ambiguo e simbolico; il fondamento di tutto si può intuire anche dal titolo, questo è infatti una sorta di "parodia" nera del mondo alto borghese in tutte le sue sfaccettature nobili e perbenistiche che in realtà celano una profonda e radicata nevrosi animalesca che esce nei momenti di tensione e quando si è messi all' angolo, l' obbiettivo di Bunel...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a Il fascino discreto della borghesia (1972)

2 commenti


2009-09-17 16:50:54 Opinione di fornarolo su "Il fascino discreto della borghesia"
fornarolo

Capolavoro dell'ultima stagione bunueliana, è un film dal sarcasmo feroce, costruito attraverso spunti narrativi e simbologie di derivazione surrealista, ma adattati ai vizi della borghesia rapace e irresponsabile dei nostri anni. Straordinaria lucidità e preveggenza.

voto al film: fornarolo assegna il voto buono a Il fascino discreto della borghesia (1972)


2009-06-10 10:27:19 Opinione di ultrapaz su "Il fascino discreto della borghesia"
ultrapaz

Un film strepitoso, diviso tra sogno e realtà, sbeffeggiando taglientemente il mondo borghese, le sue abitudini, i pregiudizi e le paure...incredibile Bunuel !

voto al film: ultrapaz assegna il voto ottimo a Il fascino discreto della borghesia (1972)



2009-04-24 14:57:45 Opinione di mm40 su "Il fascino discreto della borghesia"
mm40

Un altro delirio firmato Bunuel, un racconto continuamente sospeso fra realtà e scenario onirico, fra proiezione mentale (sogni, desideri, fantasticherie) ed eventi concreti. Il pranzo, oltre all'insita valenza rituale, è uno degli eventi più concreti della vita umana: ne rappresenta fondamentalmente la prosecuzione, che qui viene puntualmente interrotta senza scampo. La borghesia impotente di fronte al suo stesso status sociale ed all'ipocrisia che la logora? La realtà moderna che non...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Il fascino discreto della borghesia (1972)


2009-03-28 15:33:37 Opinione di Sal Paradise su "Il fascino discreto della borghesia"
Sal Paradise

Oltre Bunuel non c'è niente. Il Fascino Discreto manda al rogo la normalità stagnante di ogni borghesia, etica e sociale. E i protagonisti che camminano su una strada verso il nulla, che poi è la vita. Divino. Voto: 10 e lode

voto al film: Sal Paradise assegna il voto ottimo a Il fascino discreto della borghesia (1972)




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