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Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)

[Bom yeoreum gaeul gyeoul geurigo bom, Corea del Sud, Germania 2003, Drammatico, durata 103']   Regia di Kim Ki-duk, Kim Ki-duk
Con Seo Jae-kyeong, Kim Young-min, Oh Yeong-su, Kim Ki-duk, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera: assente
Ritmo ritmo in Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera: presente
Impegno impegno in Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera: presente
Tensione tensione in Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera: minimo
Erotismo erotismo in Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (voti: 114 media: 3,95) 114

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La trama

Fra spiritualità e vita materiale.

Due monaci vivono in un eremo su un isoletta nel centro di un laghetto circondato dalle montagne. Ma nemmeno loro riescono a sfuggire all'attrazione della vita, ai desideri, alle sofferenze e alle passioni. Sotto lo sguardo vigile del monaco anziano, il monaco giovane perde l'innocenza, scopre l'amore quando una donna entra nel loro chiuso mondo, capisce cosa significhino gelosia e possessione. Come le stagioni continuano ad alternarsi, così l'eremo resta un rifugio per lo spirito... 

La lucidità è ciò che "ferisce" maggiormente nel cinema di Kim Ki-duk, in quanto prova di una risolutezza (anche stilistica) sfrondata del superfluo.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Pier Maria Bocchi - FilmTV n. 26/2004

La circolarità della vita nell’universo sfumato del regista coreano. Stilisticamente asciutto

Non è il miglior Kim Ki-duk, ma che un suo film esca nelle sale è già una specie di miracolo. In confronto a lavori come Bad Guy, The Coast Guard e Samaria, Primavera, estate… dimostra una propensione alla conciliazione verso il gusto occidentale che manca del tutto nelle opere migliori del regista coreano. Però averne. Se è vero che verso l’ultima parte, l’opera diventa un po’ troppo pomposa e “folcloristica”, è anche vero che per tre quarti riesce a descrivere un mondo e una vita con una durezza e un’inevitabilità da far venire spesso i brividi. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di ed wood scritta il 29/08/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Meno geniale di "Soffio" o "Ferro 3", ma di gran lunga più riuscito di "Time" o "La samaritana", è un'opera di grande armonia figurativa, nella quale al montaggio è riservata l'edificazione di quella struttura circolare e ricorsiva (a spirale, verrebbe da dire) che poi l'estroso cineasta coreano avrebbe perfezionato in alcune sue opere successive. La vita come ciclo, dunque. Con le sue fasi, le sue stagioni, le sue brusche rotture alle quale corrispondono insanabili ellissi temporali. E' difficile trovare un altro film che esprima in maniera così poetica ed acuta sensazioni e stati d'animo di età tanto diverse fra di loro come l'infanzia, l'adolescenza, l'età adulta, la senilità. La scoperta della vita, quella del sesso; poi la corruzione dell'animo, e infine la purificazione. Un processo doloroso, che Kim Ki-Duk punteggia in maniera sopraffina, indicando con grazia le assonanze fra i 4 stadi, giocando metaforicamente con porte che si chiudono e si aprono nel bel mezzo di un lago e alternando sapientemente i toni, dal tenero della Primavera, al passionale dell'Estate, dal sofferto (con punte di grottesco) dell'Autunno, al malinconico dell'Inverno. Ricorrono solo alcuni dei temi che avrebbero caratterizzato, di lì a poco, la stagione maggiore del regista: tuttavia, il discorso sul rapporto fra l'uomo e l'ambiente circostante, il primo invisibile come un fantasma ("Ferro 3"), il secondo artificiale ("Soffio"), è in qualche modo rintracciabile nella ricerca della propria anima riflessa nel paesaggio naturale. A restare impressa nella memoria, è la lunga, strepitosa sequenza delle parole incise, cavate e infine dipinte sul pontile, gigantesca allegoria testuale di tutto il cinema di Kim.
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SI

Opinioni su Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera


29 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
marcopolo30

Splendidi paesaggi, immagini accattivanti e un'intelligente parabola, forse persino troppo chiara. Ma anche un ritmo troppo, troppo lento e una parsimonia di parole da far pensare che tutti i dialoghi del film siano entrati comodamente in un paio di cartelle. Interessante nel suo insieme, ma non al livello di “Ferro 3” dello stesso autore.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)


29 agosto 2011 Opinione di ed wood su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
ed wood

Meno geniale di "Soffio" o "Ferro 3", ma di gran lunga più riuscito di "Time" o "La samaritana", è un'opera di grande armonia figurativa, nella quale al montaggio è riservata l'edificazione di quella struttura circolare e ricorsiva (a spirale, verrebbe da dire) che poi l'estroso cineasta coreano avrebbe perfezionato in alcune sue opere successive. La vita come ciclo, dunque. Con le sue fasi, le sue stagioni, le sue brusche rotture alle quale corrispondono...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)

5 commenti
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29 novembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Snaporaz68

Ci sono film che riconciliano con il cinema, che riescono con la sola forza evocativa delle immagini e con la circolarità narrativa a creare una atmosfera coinvolgente e una momentanea dolce anestesia. Kim attraversa le stagioni metereologiche ( e della vita) con la saggia leggerezza zen e un piccolo ironico sorriso. Il suo gusto dell’immagine non è solo estetico ma fortemente simbolico. Queste porte che si aprono e si chiudono su un paesaggio da sogno (che muta colori...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto ottimo a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)

nessun commento
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29 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Luke Vacant

Recensione col vecchio nickname Titanic900: "e' una storia sempilce, però t'incanta, si vedono sempre gli stessi luoghi, ma non ci s'annoia mai. l'ho visto in un cineforum pieno di ragazzi ed ogni tanto ci veniva da ridere per certi aspetti della loro cultura che non capivamo. Un bellissimo film."

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)



2 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
barabbovich

Quattro stagioni, più una quinta che si ripete a sottolineare la circolarità del tempo e della Natura, fanno da sfondo ad altrettante stagioni della vita di un monaco buddista che vive isolato dal mondo in una pagoda al centro del lago Jusan Pond, in Corea del Sud. Le sevizie ai danni degli animali, l'amore perduto, gli insegnamenti a chi è più giovane di lui e infine la morte suicida sono le tappe attraverso le quali si snoda questo film fortemente antinarrativo,...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)


2 settembre 2010 Opinione di almodovariana su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
almodovariana

Film per palati raffinati, occorre una vera educazione a uscire dai canoni visivi dell'Occidente per entrare in una dimensione fatta di silenzi pressoché assoluti rotti da brevi dialoghi, dominata dalla visione paesaggi mozzafiato e musiche suggestive ma a tratti strazianti

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)

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25 febbraio 2010 Opinione di Axeroth su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Axeroth

Kim Ki Duk vuole rappresentare simbolicamente la vita dell'uomo legato alla materialità, all'errore e che attraverso un'evoluzione interiore, spirituale, di discendenza perciò di crescita della sua anima, possa come la natura, attraverso stagioni spirituali, arrivare alla nascita (primavera), evoluzione (estate), progresso e caduta (autunno), fine e morte (inverno), poi di nuovo primavera (rinascita) che rappresenta il ciclo della vita di ogni essere vivente nell'Universo....

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)

1 commento
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12 settembre 2009 Opinione di Mulligan71 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Mulligan71

Il film raggiunge la sufficienza per la bellezza delle immagini, per l'estetica. Purtroppo non si può dire per la storia che si trascina intrisa fino al midollo di filosofia orientale, simbolismi, per me (o forse per noi?) completamente incomprensibili. Banale fra l'altro l'assunto, con la ciclicità della vita. Ma dai? Ci voleva Kim Ki Duk e una simpatica congrega d'immusoniti orientali per dircelo? Mangiate leggero prima di vederlo. Perfetto per i festivals.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto sufficiente a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)

4 commenti


9 aprile 2009 Opinione di satura su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
satura

Lo rivedrei daccapo. Perfetto, equilibrato, un apologo complesso sulla vita, sulle sue insidie, sulla sua ciclicità...Da vedere assolutamente come una metafora, non come narrazione realistica.

voto al film: satura assegna il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)


11 febbraio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Mathiasparrow

Aspira alla poesia, il nostro Kim Ki-Duk: si isola dal mondo e prende tutte le distanze possibili da ogni dimensione temporale e spaziale. Ma non riesce ancora a volare altissimo come vorrebbe. Per essere vera poesia, a quest’opera manca una sola cosa: autentico lirismo. E’ una mancanza che nega al film la possibilità di diventare capolavoro, ma non costituisce affatto un vero “difetto” perchè esso si rivela ugualmente incantevole e riuscito: restituisce la pace ai sensi e sa di...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)

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