Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)
Con Seo Jae-kyeong, Kim Young-min, Oh Yeong-su, Kim Ki-duk, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong
La trama
Fra spiritualità e vita materiale.
Due monaci vivono in un eremo su un isoletta nel centro di un laghetto circondato dalle montagne. Ma nemmeno loro riescono a sfuggire all'attrazione della vita, ai desideri, alle sofferenze e alle passioni. Sotto lo sguardo vigile del monaco anziano, il monaco giovane perde l'innocenza, scopre l'amore quando una donna entra nel loro chiuso mondo, capisce cosa significhino gelosia e possessione. Come le stagioni continuano ad alternarsi, così l'eremo resta un rifugio per lo spirito...
La lucidità è ciò che "ferisce" maggiormente nel cinema di Kim Ki-duk, in quanto prova di una risolutezza (anche stilistica) sfrondata del superfluo.
La recensione di FilmTv
Di Pier Maria Bocchi - FilmTV n. 26/2004
La circolarità della vita nell’universo sfumato del regista coreano. Stilisticamente asciutto
L'opinione più votata
Di ed wood scritta il 29/08/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [7]
- positive [46]
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29 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Splendidi paesaggi, immagini accattivanti e un'intelligente parabola, forse persino troppo chiara. Ma anche un ritmo troppo, troppo lento e una parsimonia di parole da far pensare che tutti i dialoghi del film siano entrati comodamente in un paio di cartelle. Interessante nel suo insieme, ma non al livello di “Ferro 3” dello stesso autore.
voto al film: 
29 agosto 2011 Opinione di ed wood su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Meno geniale di "Soffio" o "Ferro 3", ma di gran lunga più riuscito di "Time" o "La samaritana", è un'opera di grande armonia figurativa, nella quale al montaggio è riservata l'edificazione di quella struttura circolare e ricorsiva (a spirale, verrebbe da dire) che poi l'estroso cineasta coreano avrebbe perfezionato in alcune sue opere successive. La vita come ciclo, dunque. Con le sue fasi, le sue stagioni, le sue brusche rotture alle quale corrispondono...
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29 novembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Ci sono film che riconciliano con il cinema, che riescono con la sola forza evocativa delle immagini e con la circolarità narrativa a creare una atmosfera coinvolgente e una momentanea dolce anestesia. Kim attraversa le stagioni metereologiche ( e della vita) con la saggia leggerezza zen e un piccolo ironico sorriso. Il suo gusto dell’immagine non è solo estetico ma fortemente simbolico. Queste porte che si aprono e si chiudono su un paesaggio da sogno (che muta colori...
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29 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "e' una storia sempilce, però t'incanta, si vedono sempre gli stessi luoghi, ma non ci s'annoia mai. l'ho visto in un cineforum pieno di ragazzi ed ogni tanto ci veniva da ridere per certi aspetti della loro cultura che non capivamo. Un bellissimo film."
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2 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Quattro stagioni, più una quinta che si ripete a sottolineare la circolarità del tempo e della Natura, fanno da sfondo ad altrettante stagioni della vita di un monaco buddista che vive isolato dal mondo in una pagoda al centro del lago Jusan Pond, in Corea del Sud. Le sevizie ai danni degli animali, l'amore perduto, gli insegnamenti a chi è più giovane di lui e infine la morte suicida sono le tappe attraverso le quali si snoda questo film fortemente antinarrativo,...
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2 settembre 2010 Opinione di almodovariana su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Film per palati raffinati, occorre una vera educazione a uscire dai canoni visivi dell'Occidente per entrare in una dimensione fatta di silenzi pressoché assoluti rotti da brevi dialoghi, dominata dalla visione paesaggi mozzafiato e musiche suggestive ma a tratti strazianti
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25 febbraio 2010 Opinione di Axeroth su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Kim Ki Duk vuole rappresentare simbolicamente la vita dell'uomo legato alla materialità, all'errore e che attraverso un'evoluzione interiore, spirituale, di discendenza perciò di crescita della sua anima, possa come la natura, attraverso stagioni spirituali, arrivare alla nascita (primavera), evoluzione (estate), progresso e caduta (autunno), fine e morte (inverno), poi di nuovo primavera (rinascita) che rappresenta il ciclo della vita di ogni essere vivente nell'Universo....
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12 settembre 2009 Opinione di Mulligan71 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Il film raggiunge la sufficienza per la bellezza delle immagini, per l'estetica. Purtroppo non si può dire per la storia che si trascina intrisa fino al midollo di filosofia orientale, simbolismi, per me (o forse per noi?) completamente incomprensibili. Banale fra l'altro l'assunto, con la ciclicità della vita. Ma dai? Ci voleva Kim Ki Duk e una simpatica congrega d'immusoniti orientali per dircelo? Mangiate leggero prima di vederlo. Perfetto per i festivals.
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9 aprile 2009 Opinione di satura su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Lo rivedrei daccapo. Perfetto, equilibrato, un apologo complesso sulla vita, sulle sue insidie, sulla sua ciclicità...Da vedere assolutamente come una metafora, non come narrazione realistica.
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11 febbraio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Aspira alla poesia, il nostro Kim Ki-Duk: si isola dal mondo e prende tutte le distanze possibili da ogni dimensione temporale e spaziale. Ma non riesce ancora a volare altissimo come vorrebbe. Per essere vera poesia, a quest’opera manca una sola cosa: autentico lirismo. E’ una mancanza che nega al film la possibilità di diventare capolavoro, ma non costituisce affatto un vero “difetto” perchè esso si rivela ugualmente incantevole e riuscito: restituisce la pace ai sensi e sa di...
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- negative [3]
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