Opinioni del pubblico su Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera
Con Seo Jae-kyeong, Kim Young-min, Oh Yeong-su, Kim Ki-duk, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (2003)
29 agosto 2011 Opinione di ed wood su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Meno geniale di "Soffio" o "Ferro 3", ma di gran lunga più riuscito di "Time" o "La samaritana", è un'opera di grande armonia figurativa, nella quale al montaggio è riservata l'edificazione di quella struttura circolare e ricorsiva (a spirale, verrebbe da dire) che poi l'estroso cineasta coreano avrebbe perfezionato in alcune sue opere successive. La vita come ciclo, dunque. Con le sue fasi, le sue stagioni, le sue brusche rotture alle quale corrispondono insanabili ellissi temporali. E' difficile trovare un altro film che esprima in maniera...
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29 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Splendidi paesaggi, immagini accattivanti e un'intelligente parabola, forse persino troppo chiara. Ma anche un ritmo troppo, troppo lento e una parsimonia di parole da far pensare che tutti i dialoghi del film siano entrati comodamente in un paio di cartelle. Interessante nel suo insieme, ma non al livello di “Ferro 3” dello stesso autore.
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29 agosto 2011 Opinione di ed wood su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Meno geniale di "Soffio" o "Ferro 3", ma di gran lunga più riuscito di "Time" o "La samaritana", è un'opera di grande armonia figurativa, nella quale al montaggio è riservata l'edificazione di quella struttura circolare e ricorsiva (a spirale, verrebbe da dire) che poi l'estroso cineasta coreano avrebbe perfezionato in alcune sue opere successive. La vita come ciclo, dunque. Con le sue fasi, le sue stagioni, le sue brusche rotture alle quale corrispondono...
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29 novembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Ci sono film che riconciliano con il cinema, che riescono con la sola forza evocativa delle immagini e con la circolarità narrativa a creare una atmosfera coinvolgente e una momentanea dolce anestesia. Kim attraversa le stagioni metereologiche ( e della vita) con la saggia leggerezza zen e un piccolo ironico sorriso. Il suo gusto dell’immagine non è solo estetico ma fortemente simbolico. Queste porte che si aprono e si chiudono su un paesaggio da sogno (che muta colori...
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29 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "e' una storia sempilce, però t'incanta, si vedono sempre gli stessi luoghi, ma non ci s'annoia mai. l'ho visto in un cineforum pieno di ragazzi ed ogni tanto ci veniva da ridere per certi aspetti della loro cultura che non capivamo. Un bellissimo film."
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2 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Quattro stagioni, più una quinta che si ripete a sottolineare la circolarità del tempo e della Natura, fanno da sfondo ad altrettante stagioni della vita di un monaco buddista che vive isolato dal mondo in una pagoda al centro del lago Jusan Pond, in Corea del Sud. Le sevizie ai danni degli animali, l'amore perduto, gli insegnamenti a chi è più giovane di lui e infine la morte suicida sono le tappe attraverso le quali si snoda questo film fortemente antinarrativo,...
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2 settembre 2010 Opinione di almodovariana su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Film per palati raffinati, occorre una vera educazione a uscire dai canoni visivi dell'Occidente per entrare in una dimensione fatta di silenzi pressoché assoluti rotti da brevi dialoghi, dominata dalla visione paesaggi mozzafiato e musiche suggestive ma a tratti strazianti
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25 febbraio 2010 Opinione di Axeroth su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Kim Ki Duk vuole rappresentare simbolicamente la vita dell'uomo legato alla materialità, all'errore e che attraverso un'evoluzione interiore, spirituale, di discendenza perciò di crescita della sua anima, possa come la natura, attraverso stagioni spirituali, arrivare alla nascita (primavera), evoluzione (estate), progresso e caduta (autunno), fine e morte (inverno), poi di nuovo primavera (rinascita) che rappresenta il ciclo della vita di ogni essere vivente nell'Universo....
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12 settembre 2009 Opinione di Mulligan71 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Il film raggiunge la sufficienza per la bellezza delle immagini, per l'estetica. Purtroppo non si può dire per la storia che si trascina intrisa fino al midollo di filosofia orientale, simbolismi, per me (o forse per noi?) completamente incomprensibili. Banale fra l'altro l'assunto, con la ciclicità della vita. Ma dai? Ci voleva Kim Ki Duk e una simpatica congrega d'immusoniti orientali per dircelo? Mangiate leggero prima di vederlo. Perfetto per i festivals.
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9 aprile 2009 Opinione di satura su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Lo rivedrei daccapo. Perfetto, equilibrato, un apologo complesso sulla vita, sulle sue insidie, sulla sua ciclicità...Da vedere assolutamente come una metafora, non come narrazione realistica.
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11 febbraio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Aspira alla poesia, il nostro Kim Ki-Duk: si isola dal mondo e prende tutte le distanze possibili da ogni dimensione temporale e spaziale. Ma non riesce ancora a volare altissimo come vorrebbe. Per essere vera poesia, a quest’opera manca una sola cosa: autentico lirismo. E’ una mancanza che nega al film la possibilità di diventare capolavoro, ma non costituisce affatto un vero “difetto” perchè esso si rivela ugualmente incantevole e riuscito: restituisce la pace ai sensi e sa di...
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22 settembre 2008 Opinione di luisasalvi su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Un piccolo monastero (galleggiante?) in mezzo a un laghetto montano, abitato (in primavera) da un anziano monaco e da un bambino; questo compie alcune crudeltà su animali, il “maestro” lo osserva, poi fa a lui la stessa cosa e gli fa capire così che lui ha fatto male; in estate il bambino è diventato un giovane monaco; viene a farsi curare al monastero una giovane donna, il giovane la cerca, si amano, lei “guarisce” e lui la segue per vivere con lei. L’autunno è il tempo della...
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27 giugno 2007 Opinione di annamartori su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Sarei curiosa di sapere quanti di coloro che hanno inneggiato a questo film, sarebbero disposti a seguirne l’insegnamento. Un’ istigazione all’autocastrazione, alla “non vita”, alla fuga dalle passioni, a favore di un’esistenza dedicata alla preghiera, alla meditazione, alla contemplazione. Un isolotto in mezzo ad una lago su cui sorge un piccolo tempio, tutt’intorno montagne e boschi: un luogo incantevole, dove trascorrerei volentieri una settimana per disintossicarmi dagli...
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7 giugno 2007 Opinione di PP su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Voto 8. Questo piccolo grande film è una stilla di autentica vitalità spirituale, rinvigorente con il suo potente, lento, pacato e silenzioso magistero. Con quale efficacia sono rappresentati la potenza dei tramutamenti interiori, l’esigenza di un raccordo tra corpo e spirito, la forza del desiderio, il significato autentico della solitudine e del raccoglimento, il valore dell’insegnamento fondato sulla disciplina e sull’esempio. No, non è la solita patacca new age… questo è un...
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16 maggio 2007 Opinione di ico su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
PRIMAVERA,ESTATE,AUTUNNO,INVERNO...E ANCORA PRIMAVERA di Floxy '77 Fin dal titolo il film si propone come uno dei tanti lavori orientali debordanti silenzio, poesia, paesaggi e filosofia, da quelle opere però si discosta per delle scelte fondamentali. Nulla deborda, anzi, il paesaggio è coprotagonista, il silenzio necessario, la filosofia fondamentale, la poesia esistenza. Le stagioni dell'età seguono le stagioni dell'ambiente; tutto scorre in equilibrio fra vita e riflessione, fino...
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28 marzo 2007 Opinione di piernelweb su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Fotografia e ambientazioni mozzafiato in questo "saggio buddista" del regista Kim Ki-duk. Il film è strutturato in 5 segmenti che rileggono nella ciclicità delle stagioni e del tempo, l'ancestrale e perpetua natura dell'uomo. Nella sua integrità, l'opera è perfettamente compiuta e clamorosamente significativa, ma la narrazione soprattutto nella prima parte (primi due episodi) è eccessivamente didascalica e grossolana: troppo esemplificativa la crudeltà punita del bambino, per niente...
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9 febbraio 2007 Opinione di vkova su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Linearità come essenza ultima. Nonostante i salti stagionali. Ciò che conta è lo sguardo del vecchio monaco, la cui vita è stallo. Osservare dall'eremo galleggiante. Quello che non passa davanti agli occhi bisogna intuirlo dai semplici dettagli: la rabbia che scompone i capelli allungati, il ghiaccio che rispecchia la scintilla piatta delle pupille quando la pace è questione di poche centinaia di metri. La linearità è un crescendo infinito. Per gli immortali. Un uomo - un monaco...
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29 gennaio 2007 Opinione di tobanis su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Qua invece siamo al capolavoro del regista, o almeno lo sfioriamo parecchio. Film semplice, schematico, ok; "d'essai", magari per qualcuno un po' lento… in realtà un filmone da gustare, bellissimo nelle immagini, recitato da dio e scritto sontuosamente. Avercene di film così! Ovviamente sulla Rai lo daranno alle 2 di notte e lo vedranno in 6… bea merda. La critica non aveva visto giusto, al contrario del pubblico.
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10 dicembre 2006 Opinione di LAMPUR su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Affascinante l'idea delle sole porte, senza pareti, all'interno della casa; che idealmente dividono, creando ambiente ed ordine, e divengono sinonimo di autodisciplina in un open space dove il solo varcare la soglia di un uscio automaticamente plasma intimita' oppure la rivela. E quel bambino di 6 anni che rispetta diligentemente la cerimonia del passaggio della soglia per accedere agli ambienti comuni, e' simbolo di estrema maturita', giustamente acquisita a contatto col Maestro. Peccato...
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21 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
Il percorso umano sintetizzato con grande abilità: l'apprendimento e i sensi di colpa, il desiderio di evasione e i bisogni materiali, l'errore. Ed è qui che l'uomo deve ritrovare la forza per ricominciare, abbandonando il passato e cercando la spiritualità della esistenza. Una bella lezione del pensiero orientale, dono del bravo regista Kim Ki-duk. Splendida l'ambientazione e la fotografia.
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18 settembre 2006 Opinione di scandoniano su "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera"
L’ultima fatica di Kim Ki-Duk è un’enorme metafora sulla civiltà. Tra i crociani ricorsi storici ed una ciclicità particolarmente significativa, la storia di questo film narra le vicende di un monaco Shaolin e di un suo adepto. La forza centrifuga della dissolutezza contemporanea, con i suoi pro ed i suoi contro, proverà a spezzare questo legame, ma alla fine il monaco troverà il suo degno sostituto, per una tradizione che sembra reiterarsi all’infinito. Troppo dettagliato il...
voto al film: 
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