Faust (1926)
Con Gosta Ekman, Emil Jannings, Camilla Horn
La trama
Mefistofele scommette con l'arcangelo Gabriele che saprà conquistare l'anima di Faust. Prima gli concede di guarire un'epidemia di peste; poi gli ridà la giovinezza e gli fa sedurre la duchessa di Parma; infine, dopo essere stato l'amante della bella Margherita, Faust si redime accettando di dividere con lei il rogo. Straordinario lavoro sullo spazio, sfaccettato, rimpicciolito e ingrandito a creare una dimensione di fiaba morale. Momenti indimenticabili: il prologo con la sfida tra Satana e l'angelo, l'arrivo della peste con l'ombra di Satana sul villaggio, la scena sul tappeto volante. Per illustrare la Notte sul Monte Calvo, in Fantasia, Walt Disney si è ispirato all'apparizione iniziale del Satana di Emil Janniongs.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 25/09/2008 - utile per 5 utenti
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24 giugno 2011 Opinione di Mattyman su "Faust"
Murnau, per il suo ultimo film europeo, riprende la ben nota storia di Faust, seguendo abbastanza fedelmente (pur con qualche licenza narrativa) la versione di Goethe. Si rivela una pellicola che fa del simbolismo e della potenza delle immagini il suo principale punto di forza, rendendo il film uno dei più affascinanti esempi dell'espressionismo tedesco. Molte le scene da ricordare, in particolare il patto iniziale e la figura di Mefistofele incombente sul paese prima dello scoppio...
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9 maggio 2011 Opinione di Axeroth su "Faust"
Conoscere l'Amore attraverso le fiamme della morte | -Il Dr. Faust riflette l'emblema dello scienziato rinascimentale, ma è anche la manifestazione della situazione spirituale e sociale della Germania e dell'Occidente degli inizi del XX secolo. Fra ombre, luci, musiche suggestive e una fotografia sublime, Murnau ritrae uno dei capolavori assoluti dell'Espressionismo tedesco, trasponendo cinematograficamente una pietra miliare della letteratura del suo paese, scritta da Goethe, il...
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8 aprile 2010 Opinione di OGM su "Faust"
L'umanità di questo Faust ha la sinistra monumentalità di un fossile marmoreo, sbiancato dall'impotenza ed appesantito dal giogo del male e della morte. Il colorito esangue è il marchio carnale della lontananza da Dio: sui volti non c'è vera luce, ma solo un glaciale pallore spettrale che emerge dall'oscurità, e si confonde con il fumo e con la nebbia. Il fuoco non è calore vitale, bensì la crudele espressione di una violenza distruttrice...
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25 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Faust"
Ultimo film tedesco di Murnau, generalmente ritenuto inferiore ad altre sue opere come Nosferatu o L'ultima risata, ma ultimamente molto rivalutato, è ispirato a diverse fonti germaniche che raccontano il mito di Faust, fra cui anche il poema di Goethe. Bellissimo a livello plastico-figurativo ( il regista Eric Rohmer ha scritto un famoso libro sull'uso dello spazio filmico da parte di Murnau in quest'opera), sconta forse qualche lentezza narrativa di troppo, soprattutto nella parte...
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7 novembre 2005 Opinione di scapigliato su "Faust"
Uno dei tanti capolavori di Murnau. L’Espressionismo tedesco era ed è tutt’ora ciò che di più affascinante e suggestivo il cinema europeo offrisse ai tempi delle sue origini. Sarà per il carattere del “dramma nero” che in più casi ha virato radicalmente nell’horror, come il “Nosferatu”, sarà per le proprie caratteristiche estetiche di deformazione ed esasperazione che ben rappresentano il dramma umano, ma l’Espressionismo tedesco riesce a suggestionare meglio di altre...
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10 agosto 2005 Opinione di MIK64 su "Faust"
Effetti visivi stuependi e atmosfere assurde consentono a questo film di essere nella schiera dei film più belli della storia.Da vedere!
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16 febbraio 2005 Opinione di giovannino su "Faust"
Perfetto. Grazie al fatto che è muto, si segue con attenzione e non si perde alcun dettaglio, né sulla scenografia né nel poter immaginare i dialoghi aldilà delle didascalie. L'accompagnamento al pianoforte delle sequenze di immagini esalta i momenti di tensione.
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30 settembre 2004 Opinione di valien88 su "Faust"
Capolavoro assoluto. Un film in cui le soluzioni visive memorabili non si contano, con dei trucchi fotografici che nonostante gli ottant'anni non sono affatto invecchiati. Cupo, sinistro, meraviglioso.
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