Motorpsycho! (1965)
Con Haji, Alex Rocco, Stephen Oliver, Holle K. Winters
La trama
Le vittime di un trio di perversi motociclisti cercano vendetta.
Tre "bad boys" in motocicletta compiono feroci scorribande a base di sevizie, rapine e stupri. Contro di loro si coalizzeranno un veterinario e una donna cajun, ai quali i delinquenti hanno rispettivamente violentato la moglie e ucciso il marito...
Un film più "politico" che erotico, chiuso da un finale memorabile e "incendiario".
L'opinione più votata
Di michel scritta il 13/05/2011 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Tre teppisti in motocicletta battono il margine del deserto a caccia di donne da violentare. Due vittime si uniscono per stanarli e vendicarsi. Il deserto è un topos, inizio e fine di ogni cosa, è un non luogo a tempo zero. Il deserto di Meyer non è certo quello della rinascita dopo l'apocalisse (Antonioni), ne quello della ritrovata verginità del cinema (Wenders), semmai è lo spazio aperto del western, crocevia di tutte le storie e, soprattutto, è un luogo dove ci si può muovere liberamente con mezzi leggeri, senza bisogno di autorizzazioni, di comparse, immerso in una luce generosa. Meyer scrive, dirige, fotografa e ci mette le sue passioni, fino a dove la censura lo consente, per le donne selvagge, i seni smisurati, la violenza. La trama è puro pulp ma senza moralismi pruriginosi e con in più una grande attenzione ai valori formali. Ironico, anarcoide, personalissimo “Motorpsycho” è degno del culto un po'singolare tributato al suo autore.
- negative [3]
- sufficienti [5]
- positive [7]
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13 maggio 2011 Opinione di michel su "Motorpsycho!"
LA METÀ È GIA UN TUTTO Tre teppisti in motocicletta battono il margine del deserto a caccia di donne da violentare. Due vittime si uniscono per stanarli e vendicarsi. Il deserto è un topos, inizio e fine di ogni cosa, è un non luogo a tempo zero. Il deserto di Meyer non è certo quello della rinascita dopo l'apocalisse (Antonioni), ne quello della ritrovata verginità del cinema (Wenders), semmai è lo spazio aperto del western, crocevia di...
voto al film: 
14 ottobre 2009 Opinione di bellahenry su "Motorpsycho!"
violenza violenza violenza!!!questo trio di motociclisti capeggiati da un reduce di guerra non propriamente sano gira gli stati uniti ommettendo ogni genere di violenza! la violenza è gratuita e questo la rende forte sia nei contenuti che nelle immagini!il lato "nudista"è assente visto che le donne bellissime del film (3) sono molto formose ma sempre coperte e questo devo dire da al film qualcosa in piu,troppo facile mostrare donne nude in ogni scena,molto meglio far immaginare...
voto al film: 
21 settembre 2009 Opinione di bradipo68 su "Motorpsycho!"
La violenza cieca dell'America provinciale.Prima del trio di memorabili spogliarelliste in Faster Pussycat,kill,kill!!,ecco i tre motociclisti sanguinari(uno di loro reduce dal Vietnam)nel deserto.Ma ogni violenza subirà il meritato castigo ad opera di un veterinario e di una donna a cui i tre avevano ucciso il marito.Finale esplosivo.Letteralmente.E'quasi un anticipazione ,una versione rudimentale di quello che sarà trattato nel film succitato.Qui si insiste meno sul sex...
voto al film: 
12 settembre 2009 Opinione di mmciak su "Motorpsycho!"
ho visto questo "Motorpsycho!" diretto da Russ Meyer nel 1965 dopo a mio avviso riuscito "Lorna" e prima dell'assurdo "Mondo topless". Questo Film non mi è dispiaciuto anche se penso non è totalmente riuscito ma si può collocare benissimo ai B Movie per il fatto che cade molte volte nell'umorismo involontario (come quando il veterinario viene morsicato dal serpente). La storia non è nuova,avevo visto una storia simile in un Film della Troma che non ricordo...
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31 agosto 2009 Opinione di XANDER su "Motorpsycho!"
Allucinante sotto tutti i punti di vista: da un doppiaggio che neanche nelle telenovela fanno a una recitazione pessima, d'altro canto come in tutti i film di Russ Muyer, una vergogna del cinema erotico. Per non parlare poi della orrenda colonna sonora.
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31 agosto 2009 Opinione di perunavolta su "Motorpsycho!"
Doppiaggio che fa schifo. Le attrici…mi vien voglia di recuperare la Bellucci! Sono cioe’ il peggio, del peggio, del peggio. Ci si sono pure messi in due a scrivere la sceneggiatura. Gia’ perche’ cosi’ tante stronzate messe insieme, una sola persona non ce l’avrebbe fatta. “Amore” dice la signora nel letto, coperta dal lenzuolo al limite capezzolo “ .. e poi pensare a cose piu’ belle, invece che a quei tre” E il marito...
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22 giugno 2009 Opinione di carlos brigante su "Motorpsycho!"
Gli anni della contestazione stanno esplodendo, ma lo sguardo anticonformista di Russ Meyer è meno pungente del solito. La violenza impazza tra le strade polverose degli States, ma lo sberleffo e la "meccanica" sessualità guascona tipica del regista rimangono fuori scena, lasciando il campo a maggiorate che aggiungono poco o nulla "all'azione". Bianco e nero lucente e regia monocorde per un film dal sapore un po' insipido. 6
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30 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Motorpsycho!"
Anni luce dalla violenza programmata, lucida, ludica di Arancia meccanica. Se lì era uno svago, pura ricreazione, qui la violenza è semplicemente la realtà, il quotidiano. Non c'è bisogno di pensarla: c'è. Troppo estremo per essere capito immediatamente, come sempre Meyer gioca sui toni pesanti e fabbrica un mix di idiozie ed esagerazioni gratuite e letali, portando a compimento un preciso discorso femminista (in quanto antimaschilista). Curioso esperimento fra road movie e western.
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16 settembre 2008 Opinione di SaintlySinner su "Motorpsycho!"
Spaccato dell'America violenta degli anni '60.Stupro,omicidio e la giusta vendetta. Russ Meyer firma un road movie molto diverso dagli altri suoi lavori,e il risultato e pregevole.
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3 maggio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Motorpsycho!"
Abbandonato (per il momento) il nudo che gli aveva causato non pochi problemi con la censura, Meyer si butta nell’azione, un genere che accoglie alla perfezione la storia e i contenuti violenti da lui prediletti. “Motorpsycho” non si rivelerà uno dei migliori film del regista californiano, ma è ugualmente una tappa fondamentale del suo percorso artistico, imperdibile per chi lo volesse approfondire.
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- negative [3]
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