La casa dei 1000 corpi - La recensione di FilmTv
Con Sid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon Zombie, Karen Black, Chris Hardwick
La recensione di FilmTv
Un bell’horror di carne e sangue. Personaggi indovinati e trucchi “con i fiocchi”
Il vero remake, anche se non dichiarato, di Non aprite quella porta. Per il suo esordio dietro la macchina da presa, l’artista musicale hard Rob Zombie dimostra una conoscenza dei luoghi e degli stereotipi del cinema horror anni ‘70 molto più precisa rispetto a quella di Michael Bay e di Marcus Nispel. E non irritano desideri dimostrativi o snobismi cinefili: qua e là ci sono, ma restano incanalati a dovere in una struttura che è un sentito omaggio e un inchino a un’Epoca, più che una lezione cattedratica. E poi Rob Zombie dà a vedere anche una certa eleganza di stile abbastanza sorprendente: si veda la sequenza dell’omicidio dei due poliziotti. Se avesse potuto fare quello che voleva, sarebbe venuto fuori un film notevole! E tale è, sia chiaro, ma è evidente quanto ci si sia autocautelati o automutilati per il terrore dell’MPAA, l’organo di censura americano. Si dice in giro che prima o poi dovrebbe saltar fuori un director’s cut: mai è stato più desiderato. Così com’è, La casa dei 1000 corpi resta un bell’horror di carne e sangue, con alcuni personaggi indovinati (strepitosi Karen Black battona e Sid Haig clown), trucchi coi fiocchi e un senso di malessere e sporcizia che si sprigiona tanto dai luoghi quanto dai volti e dai corpi. Significa che gli ingredienti sono azzeccati, e che risultano più necessari dieci film così (anche se si tratta di genere e basta), piuttosto che un solo A mia madre piacciono le donne.
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