Against the Ropes - La recensione di FilmTv
Con Meg Ryan, Omar Epps, Charles S. Dutton, Tony Shalhoub, Timothy Daly
La recensione di FilmTv
Ennesimo film sul pugilato, ennesima occasione sprecata. Sola novità Meg Ryan che fa la dura
Il sogno americano, che nella vita reale prende botte da orbi, nel cinema alza di tanto in tanto la testa e in questo film si sistema tra le corde di un ring di pugilato. Siamo dalle parti di un Jerry Maguire in tono minore e il protagonista arriva dal mondo reale perché in fondo si tratta di un biopic, della storia di un vero e atipico manager di pugilato, di una donna che ha sfondato in un mondo maschile e profondamente maschilista per definizione. Lei è Jackie Kallen, cresciuta sin da bambina nella palestra del padre e nell’adorazione di uno zio pugile morto troppo prematuramente. Una passione forte che ha nel sangue e che la porta a sfidare il boss dell’organizzazione pugilistica di Detroit puntando tutto su un giovane nero scapestrato ma di grande talento. Il successo arriva, ma il prezzo da pagare c’è e non è proprio a buon mercato. La sceneggiatura è da manuale, quasi scontata, con un’eroina che ascende, cade e si rialza dopo avere tratto una grande lezione dai propri errori e la regia di Charles S. Dutton, che si ritaglia anche il ruolo dell’allenatore Felix, non ha nulla a che spartire con quella di Scorsese e del suo Toro scatenato. Però la notizia è che c’è una Meg Ryan, ex fidanzata d’America smagrita e tutta nervi, alla continua ricerca di un suo nuovo posto nel mondo del cinema, che nel personaggio androgino di Jackie sembra un po’ più a suo agio che in quello della protagonista del presuntuoso thriller erotico In the Cut.
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