Innocenza selvaggia (2001)
Con Mehdi Belhaj Kacem, Julia Faure, Michel Subor, Mathieu Genet, Valérie Kéruzoré
La trama
Per poter realizzare un film, un regista accetta di farsi corriere della droga.
Dopo la morte della moglie Carole per overdose di eroina, il giovane regista François decide di girare un film di denuncia sulla droga: lo interpreterà Lucie, l'attrice di cui è innamorato. Nessuno sembra però voler produrre il progetto: l'unico a offrirgli dei soldi è Chas, un losco uomo d'affari che conosceva Carole e che in cambio gli chiede di contrabbandare due valigie di eroina...
Garrel ci trascina freddamente nel cuore di una problematica spesso dimenticata ma che gli appartiene in profondità, che sa farsi - ambiguamente e amaramente - arte. Finalmente una riflessione sul cinema da "artista" e non da "mercante".
L'opinione più votata
Di Aquilant scritta il 26/10/2005 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
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7 settembre 2008 Opinione di joe cavana su "Innocenza selvaggia"
Se questo film fosse più corto di 20 minuti, meriterebbe almeno un voto in più e invece sono costretto a fermarmi solo su un voto più che sufficiente. Garrel continua il suo personale viaggio cinematografico con un film sull'amore, sulla droga, sul dolore, la spietatezza e il paradoosso del mondo. Nonostante un difficile linguaggio, e dei tempi eccessivamente dilatati, va riconosciuta la sincerità del regista e la sua capacità di far arrivare allo spettatore il suo messaggio, toccandolo...
voto al film: 
29 marzo 2008 Opinione di orlando66 su "Innocenza selvaggia"
Tipico film alla Garrel, quindi, per intenderci, deve piacervi non tanto il genere, ma il modo di Garrel di fare film: molto bianco e nero, poca musica, dialoghi scarni, molti silenzi, emozioni scritte sul viso, espresse con gli atteggiamenti del corpo....ma in grado di raccontare storie a tutti gli effetti.
voto al film: 
4 febbraio 2008 Opinione di chribio1 su "Innocenza selvaggia"
film che non mi ha suscitato molto interesse.voto.5.
voto al film: 
26 ottobre 2005 Opinione di Aquilant su "Innocenza selvaggia"
Se c’è una cosa che non fa certamente difetto a Philippe Garrel è la mancanza di costanza nel perseguire le sue tematiche preferite passandole metodicamente al vaglio di una sensibilità straziata da esperienze di dolore che si rinnovano puntualmente ogni volta che una sua nuova uscita viene data alla luce, frutto di un ennesimo doloroso parto tutto cosparso da quel senso irrimediabile di perdita che costituisce la costante immutabile della sua opera. E che lo spinge ad indugiare a lungo...
voto al film: 
1 marzo 2005 Opinione di kloden su "Innocenza selvaggia"
Insolito film sulla droga e sul rapporto tra artista, opera d'arte e società. Ma forse un pò freddo, a tratti sembra qualcosa di già visto. Con qualche accenno al cinema sperimentale di Andy Warhol. Apprezzabile però l'ironia di fondo che caratterizza la storia: un regista vuole fare un film contro la droga e la mafia e finisce per farlo con i soldi di un mafioso e dopo aver per suo conto contrabbandato eroina! Come dire: l'artista per poter operare liberamente (e trovare finanziamenti)...
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