La febbre dell'oro (1925)
Con Charles Chaplin, Georgia Hale, Mark Swain, Tom Murray, Henry Bergman
La trama
Charlot è nel Klondike sulle tracce del prezioso metallo, ma su di lui hanno più presa gli occhi di una ballerina. Dopo una tempesta di neve Charlot si ritrova in una capanna in bilico sul baratro, in compagnia di un altro cercatore, il corpulento Giacomone che, affamato, lo scambia per un gigantesco pollo e tenta di divorarlo. Charlot si deve poi accontentare di una scarpa e dei suoi lacci come spaghetti.
Il pezzo memorabile del film è però la danza dei panini fatta per allietare (in sogno) la serata alla ragazza e alle sue amiche. La felicità è solo rimandata: a quando l'oro trovato con l'amico rende l'omino ricco e ammirato.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 2011-01-14 15:55:42 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Il grande autore edifica una pellicola più vasta di quanto sia percepibile all’apparenza e la muove su due linee narrative fondamentali: le peripezie dell’esploratore sprovveduto, e il rapporto tra questi e una sbarazzina protagonista di tabarin. La forma predominante è quella della dialettica del qui pro quo: gag a profusione si avvicendano tra loro in un susseguirsi vertiginoso (la baracca in bilico sul dirupo in primis) senza sosta, che passa dalla ingombrante e simpatica figura di Giacomone/Big Jim all’orso bruno che arriva provvidenzialmente in scena, dal ballo nel salone con la giovane Georgia alla corda legata a mo’ di cintura che coinvolge un cane scattante, dalla gallina pennuta (allucinazione dovuta alla fame) alla scarpa cucinata per alleviare gli appetiti impellenti. Traversie tragicomiche e romantiche che tengono avvinti dalla prima all’ultima scena.
La vita viene effigiata come dominata dal caso, senza discipline, metodi o prassi. In questa confusione Chaplin ritrova e svela gli usi di un celato equilibrio, comandato dai soldi, dall’inammissibilità di un amalgama tra ricchi e poveri, e da un desiderio di felicità, per alcuni agognata e per altri raggiunta fortuitamente. La realtà è dolorosa, ed esibirne l’aspetto farsesco simboleggia proprio il divulgarne la drammaticità. Ecco l’importanza del ricorso al sogno e dell’appisolarsi in beata solitudo: per tenere lontano il dolore di un Capodanno tradito dall’assenza, dal languore dovuto alla mancanza di cibo, e dal freddo climatico e dell’anima.
L’epilogo è spensierato, e deciso ancora una volta dalla fatalità: il ritrovamento del giacimento aurifero grazie a una tempesta, e l’incontro con Georgia sulla nave. Charlot è diventato miliardario, ma resta verosimile agli occhi degli altri e a se stesso quando veste ancora i panni del pezzente vagabondo, quell’omino coi baffi credulone e dolce che tiene sulle spalle il peso dei vizi altrui e dei loro dubbiosi intenti.
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2011-12-31 12:27:16 Opinione di armonica1996 su "La febbre dell'oro"
Divertentissima commedia chapliniana, per l' epoca molto difficile da interpretare un film muto con la neve, quindi i miei complimenti
voto al film: 
2011-10-30 19:08:53 Opinione di antonio de curtis su "La febbre dell'oro"
Grande successo e capolavoro artistico di Chaplin che trasporta il suo celebre personaggio sulle nevi del Klondyke alla ricerca dell'oro, in mezzo ad una natura ostile ricreata in studio ma straordinariamente realistica e che diventa essa stessa personaggio. Diversi momenti indimenticabili (tra questi la danza dei panini) per un film giustamente celebrato come un classico del cinema
voto al film: 
2011-06-07 16:36:06 Opinione di Cannella su "La febbre dell'oro"
Grande comicità ma anche storia, umanità... di Chaplin ce n'è stato SOLO UNO. GRANDE !
voto al film: 
2011-01-14 15:55:42 Opinione di PompiereFI su "La febbre dell'oro"
Quali coordinate ha la fortuna? Qual è la direzione da prendere per raggiungerla, trovare pepite d’oro, diventare ricchi e dare uno schiaffo alla miseria? Basta disegnare una bussola su di un foglio di carta, girarsi alla bell’e meglio e come più ci conviene, e dirigersi a Nord, sempre a Nord, fino ad arrivare sulle piste innevate del Klondike, oltre l’Alaska. E’ questa la condotta del geniale Charlot, sconclusionato “cercatore per...
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2010-11-13 07:11:47 Opinione di Mattyman su "La febbre dell'oro"
Uno dei maggiori film di Chaplin avente protagonista Charlot, pieno di geniali trovate cinematografiche e memorabili scene. Chaplin si dimostra ancora una volta abilissimo nell'unire al tragico il comico, sapendo scherzare su elementi serissimi ma non apparendo mai fuori luogo o di cattivo gusto, per poi però farci commuovere anche solo con uno sguardo o una movenza (da citare la scena in cui il protagonista apre la porta e sente i rumori della festa solo e sconsolato). La scena della...
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2010-08-17 21:26:27 Opinione di bellahenry su "La febbre dell'oro"
rimango sempre colpito dalla chiarezza che trasmettono i film di chaplin senza l'utilizzo dell'audio,qui aggiunto dopo e decisamente un optional. la storia come sempre ha momenti di dramma e di gioia sempre conditi dall'umorismo geniale del protagonista.Bello
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2010-08-08 13:07:38 Opinione di XANDER su "La febbre dell'oro"
Le storie dei film di Chaplin sono drammatiche, in realtà è lui che le trasforma in situazioni comiche con buffe gag, basti pensare alla sopravvivenza e alla casa che si trova in bilico. Memorabile per me più questa scena per via dei grandissimi effetti speciali che per la scena dei panini
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2010-01-06 21:53:03 Opinione di mondolariano su "La febbre dell'oro"
Poche parole per definire il capolavoro di Chaplin dopo “Luci della ribalta”. Bisogna solo vederlo. Come certe cose che più invecchiano e più diventano belle, così la comicità spontanea di Giacomone e il trucco ingenuo del pollo gigante sono l’emblema di un’origine. Il cinema ha avuto origine qui, come il film stesso narra l'avventura dei pionieri agli albori di una nazione. Memorabile e commovente. Non...
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2009-12-27 14:47:54 Opinione di steno79 su "La febbre dell'oro"
VOTO 10/10 Insieme a Luci della città, il film di Chaplin universalmente più amato e, a quanto pare, il preferito dallo stesso autore. L'unica versione oggi visibile è quella sonorizzata nel 1942, con l'aggiunta di una colonna sonora originale, l'eliminazione delle didascalie e una narrazione effettuata da una voce off (le musiche sono molto belle e adatte, ma l'aggiunta della voce off la trovo un pò discutibile, e a mio parere sarebbe stato meglio conservare le didascalie, trattandosi...
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