Fedora (1978)
Con William Holden, Marthe Keller, José Ferrer, Hildegarde Knef
La trama
Barry Detweiler, un produttore hollywoodiano, si reca a Corfù alla ricerca dell'anziana star Fedora, di cui fu occasionale amante. La vuole convincere a partecipare a un film, dopo tanti anni. Tra mille difficoltà incontra una donna ancor giovane, che dice di essere Fedora sottopostasi a un intervento di chirurgia estetica. Ma un suicidio rivela a Barry la patetica verità. Siamo ancora dalle parti di Viale del tramonto: c'è la crudeltà del mondo del cinema, c'è William Holden... Gli anni sono passati e la cattiveria di Wilder forse non colpisce più con la rapidità e la ferocia di un tempo, ma la storia è comunque bella, malinconica e crudele.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 05/09/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [3]
- positive [20]
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19 aprile 2011 Opinione di urios su "Fedora"
A ognuno il proprio tramonto. Anche senza Swanson, e 28 anni dopo. La donna del titolo potrebbe essere reclusa o pazza. Scopriremo che è soltanto stata sostituita; e si fingerà la morte pur di sfuggire alla realtà, sancendo la finzione della vita dopo aver vissuto la finzione del lavoro di attrice. Non è vita quando si assume l’identità di un’altra persona, fosse anche la madre, anzi peggio. Ma le dive – quelle d’un tempo –...
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27 dicembre 2010 Opinione di mm40 su "Fedora"
In effetti, anche solo per onestà verso sè stesso, Wilder avrebbe potuto intitolare Fedora (titolo originale non modificato dai traduttori italiani), piuttosto, Viale del tramonto 2. Perchè, seppure non si tratti di un sequel del gioiello girato quasi trent'anni prima, in profondità Fedora ha legami inequivocabili con il precedente lavoro che mostrano una continuità nel discorso assolutamente ineccepibile; sono entrambe storie che vanno a toccare la...
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7 ottobre 2010 Opinione di riverworld su "Fedora"
Non ci sono il brio e la sfrontatezza degli anni d'oro di Wilder in questo film, bensì una calma e una solidissima determinazione nel portare fino in fondo il suo racconto. Quella calma e sicurezza frutto della maturità, del conoscere a menadito se stessi e i propri mezzi. Sappiamo subito che Fedora è morta e che era stata una grande diva del cinema. Così immediatamente Wilder ci sventola sotto al naso un filo ben visibile con il precedente "Viale del Tramonto"....
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5 settembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Fedora"
Wilder ,ritornato in Europa,ricomincia a raccontare Hollywood ,la fabbrica delle illusioni.E lo fa col tono autunnale di chi è consapevole di essere arrivato alla fine di un percorso.Fedora ha un cordone ombelicale che porta diritti all'immortale Viale del tramonto,di circa 30 anni prima.E se già lì era ben evidente il tono funereo,qua il tutto è amplificato nelle architetture decadenti della villa di Corfù,nei silenzi di cui risuonano le vuote stanze,dei...
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9 agosto 2010 Opinione di LorCio su "Fedora"
Cerchiamo di capire subito chi è Fedora. Fedora è stata la più grande attrice del suo tempo, nonostante le sia stato sempre negato l’Oscar, ma d’improvviso scomparve dalla circolazione. Come la Garbo (trasversalmente citata nel film d’immaginazione Vacanze a Taormina – la meta siciliana era un luogo d’elezione nelle vacanze della Divina), si ritirò in un silenzio inaccessibile. C’è un produttore spiantato americano, che...
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9 agosto 2010 Opinione di Baldovino su "Fedora"
La vera contestualizzazione di Fedora (la diva, e il film) l'ha data il team di enrico ghezzi, inserendola nel titolo profetico e fossilizzante di "Dive nel paese dei b(a)locchi", contrapponendola ad un'altra deforme creatura di Billy Wilder, quel Sunset Boulevard che è ormai divenuto baluardo nazionalpopolare e di cui si nutrono famelici protogiornalisti da rivista glamour quando vogliono citare dive da supermercato in pura decadenza. Banalmente potremmo asserire che è...
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30 agosto 2009 Opinione di rebis su "Fedora"
Dall’autodeterminazione onanista di Norma Desmond – donna viva, circondata da cadaveri – che il mondo vuole eclissare, all’ossessione demiurgica, prometeica di Fedora – attrice morta, circondata da viventi – a cui il mondo non vuole rinunciare. Complemento a Viale del Tramonto (ne presuppone la visione), è un’elaborazione critica sul cinema cui la maturità artistica di Wilder ha elargito lucida e distaccata consapevolezza. Tortuoso e...
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13 giugno 2009 Opinione di maso su "Fedora"
Una Marthe Keller diva e divina in un interpretazione memorabile per la quale a mio avviso doveva essere premiata con un Oscar vero come avviene in una significativa scena del film con Harry Fonda. La cosa che mi ha sbalordito è il fatto che sia riuscita a caratterizzare un personaggio che in realtà ha tre personalità nello sviluppo della storia: la star, la ragazza, la ragazza che impersona la star con una disinvoltura ed una naturalezza fantastica. Ghezzi lo ha definito un capolavoro...
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7 dicembre 2008 Opinione di bubuwest su "Fedora"
Film intelligentissimo, dal sapore amaro e funereo, visivamente a metà tra Viale del Tramonto e Brazil (di T. Gilliam). La seconda parte è un po' dispersiva, in quanto la struttura a flashback (troppo frequenti e troppo brevi) non regge bene, ma, parafrasando le parole di Ghezzi, rimane una riflessione lucidissima sulla plastica bruttezza della vecchiaia accostata alla maschera vampiresca del cinema e ai belletti mortuari di Hollywood. La penultima opera di un grandissimo regista.
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28 marzo 2008 Opinione di frankwalker su "Fedora"
Alla base di “Fedora”, venticinquesima fatica da regista di Billy Wilder, vi è una struttura narrativa che segue un percorso temporale in cui si alternano una serie di flashback a scene di un presente intriso di drammaticità (la morte tragica e il funerale di una star cinematografica). Quest’alternanza spezza la continuità narrativa e permette all’osservatore di riunire i tasselli del mosaico man mano che la vicenda si dipana. La concatenazione dei fatti, il costante inanellarsi...
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