L'amore ritrovato - La recensione di FilmTv
Con Stefano Accorsi, Maya Sansa, Marco Messeri, Luisanna Pandolfi, Vania Rotondi
La recensione di FilmTv
Due attori fuori parte e una regia incerta per una storia che manca di autenticità
Ispirato a Una relazione (1969) di Carlo Cassola, il film riprende dal romanzo il tono di pacata osservazione del versante dimesso dell’esistenza. Anche Mazzacurati va in cerca del "bisbigliare quotidiano", di quella lieve traccia che lasciano le persone, anche le più semplici, quando siano sottilmente segnate da un intimo e rassegnato tormento. Litorale toscano, 1936. Giovanni fa una vita regolare e opaca, lavoro in banca, moglie, bambino. Ogni giorno, prende il treno, avanti e indietro. Quando incontra Maria, che era già stata sua in gioventù, vuole averla ancora, e ancora. Lui fa l’amore come rubandolo. Lei subisce e spera. Dopo la guerra, le cose cambiano per tutti. Mazzacurati dice che si è lasciato guidare da «un desiderio di autenticità». Però, sullo schermo, più che non l’autenticità si sente la ricostruzione (anche nella fotografia di Luca Bigazzi), più che il bisbigliare quotidiano si ascolta un parlare spento, più che una relazione che poteva essere un amore si segue un rapporto inconsistente. Stefano Accorsi e Maya Sansa non sembrano convinti e convincenti né come amanti selvaggi (sopra una scomoda catasta di legna!), né come esponenti di un’umile umanità appartata.
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