Shark Tale - La recensione di FilmTv
La recensione di FilmTv
È simpatico il pesciolino protagonista, ma il film non ha la freschezza e l’ironia di Shrek
In un mondo sottomarino che architettonicamente è un mix tra alcuni dei luoghi più famosi del pianeta, Oscar, pesce pulitore di balene e aspirante rapper, sogna una vita sotto i riflettori dello showbiz. Ci riesce quando millanta l’uccisione di un temibile squalo, figlio del boss Don Lino che taglieggia la pacifica e operosa città del riff. La menzogna però gli si ritorce contro e allora deve venire a patti con Lenny, l’altro figlio di Don Lino il quale ha bisogno di Oscar per nascondere un terribile segreto, ma tutti e due non possono fare a meno della dolce Angie, innamorata di Oscar. Nonostante la ricchezza di sfondi e personaggi, la cinefilia che lo pervade dal primo all’ultimo cell digitale, alimentata dal doppiaggio di attori famosi che determinano anche le caratteristiche fisiche e psicologiche dei personaggi, il film non riesce a eguagliare la feschezza e la scioltezza di Shrek 2, l’altro recente figlio di casa DreamWorks. Il primo appunto è che i registi non si sono accorti che il vero protagonista in realtà è il dolce e simpatico Lenny, puntando invece la loro attenzione su un personaggio abbastanza insignificante, anche dal punto di vista grafico, come Oscar. Poi la cinefilia e la precisa costruzione dei personaggi su voci e volti del cinema americano (nonostante il doppiaggio italiano sia ben realizzato), si trasforma in una sorta di boomerang per le edizioni non in lingua inglese e per il target dei piccoli spettatori che, nonostante le immagini accattivanti e i colori vivaci, potrebbero annoiarsi.
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