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Le chiavi di casa (2004)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le chiavi di casa: assente
Ritmo ritmo in Le chiavi di casa: presente
Impegno impegno in Le chiavi di casa: forte
Tensione tensione in Le chiavi di casa: presente
Erotismo erotismo in Le chiavi di casa: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Le chiavi di casa

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Le chiavi di casa (voti: 129 media: 3,67) 129

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La trama

Il sofferto avvicinamento fra un adolescente "problematico" e il suo giovane padre.

Il quindicenne Paolo è handicappato dalla nascita a causa di complicazioni sopravvenute durante il parto, in cui la madre ha perso la vita. Il ragazzo è stato cresciuto dagli zii perché suo padre Gianni, sconvolto dalla tragedia, lo ha abbandonato. Ma quando Paolo deve recarsi a Berlino per alcune visite specialistiche, uno degli zii riesce a convincere Gianni ad accompagnarlo...  

Un film fatto di treni e di oggettivi spaesamenti (non solo perché si svolge tutto a Berlino e in Norvegia, ma soprattutto perché il giovane protagonista è necessariamente spiazzato di fronte alle azioni più banali e quotidiane), che - con il suo viaggio di reciproca conoscenza tra una figura genitoriale e un figlio - può di primo acchito ricordare _Il ladro di bambini_, ma che in filigrana nasconde anche le amarezze e le violenze di _Così ridevano_. E, forse, _Le chiavi di casa_ nasce proprio come gesto di liberazione emotiva rispetto alla nota tragica e oscura della pellicola del 1998.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 38/2004

Un bellissimo film che si tiene miracolosamente lontano dal ricatto della rappresentazione del dolore. Una commedia dei sentimenti tragica e insieme lieve, dove gli adulti riscoprono l’ineluttabile potere degli affetti

Il primo piano di un uomo; in sottofondo, i rumori del bar di una stazione. L’uomo ha la faccia affaticata, concentrata, ma non arrabbiata: sta passando le consegne di un’esperienza difficile a un altro uomo, che vediamo nel controcampo, che sembra preoccupato, teso, quasi intimidito. L’esperienza difficile si chiama Paolo, ha quindici anni, è nato da un parto disgraziato che ha ucciso sua madre e segnato il suo corpo, e in quel momento sta dormendo sul treno che deve portarlo a Berlino, per una terapia di riabilitazione in una clinica specializzata. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Baliverna scritta il 10/03/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

Coraggioso questo film di Amelio, perché ha il coraggio di andare a scavare in una ambito – quello degli storpi e degli spastici – che assai pochi si azzardano a toccare. E lo fa con la sensibilità umana che sempre caratterizza il regista, e una volontà di andare a fondo di questa censurata realtà. Da una parte troviamo un padre con alle spalle un rimorso incolmabile per aver abbandonato il figlio e pure anche la madre, probabilmente già prima del parto. Dall'altro un figlio problematico non solo dal punto di vista fisico, che forse (come viene detto) ha risentito ancor più nella sua situazione svantaggiata proprio per l'assenza del padre. Il ragazzo, benché sia certamente meno intelligente della media e ogni tanto abbia i suoi colpi di testa, è certamente un essere umano a tutti gli effetti, capace di amare e che chiedere di essere amato. Amelio, constatato questo fatto, rileva anche quanto sia difficile amare un siffatto figlio, e il suo film ci lascia in sospeso su questo punto. In ogni caso non è assolutamente un film cinico o solo pessimista, ma molto umano e sensibile, semmai sofferto e combattuto. Kim Rossi Stuart dà prova di essere un buon attore; lo dico perché in passato più volte ha fatto solo il bello per le ragazzine. Charlotte Rampling recita ottimamente nei panni di una donna provata dalla vita, ma che è riuscita a trovare una certa serenità e saggezza.
La scena degli esercizi ginnici del ragazzo ripropone il tema dell'educazione dei bambini svantaggiati, che è al centro di “Anna dei miracoli”: il padre di questo film crolla dove l'istitutrice dell'altro era riuscita a vincere, forse proprio perché non era la madre della ragazzina. E infatti Amelio fa dire alla dottoressa una frase da meditare: il vero problema di certi bambini sono i genitori (che per un malinteso amore li giustificano e non li spingono a migliorarsi). Ah sì: proprio carina la ragazza spastica.
 
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SI

Opinioni su Le chiavi di casa


28 maggio 2011 Opinione di PP su "Le chiavi di casa"
PP

Voto 7. [27.05.2011]

voto al film: PP assegna il voto buono a Le chiavi di casa (2004)


10 marzo 2011 Opinione di Baliverna su "Le chiavi di casa"
Baliverna

Coraggioso questo film di Amelio, perché ha il coraggio di andare a scavare in una ambito – quello degli storpi e degli spastici – che assai pochi si azzardano a toccare. E lo fa con la sensibilità umana che sempre caratterizza il regista, e una volontà di andare a fondo di questa censurata realtà. Da una parte troviamo un padre con alle spalle un rimorso incolmabile per aver abbandonato il figlio e pure anche la madre, probabilmente già prima...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Le chiavi di casa (2004)

nessun commento
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24 gennaio 2011 Opinione di chribio1 su "Le chiavi di casa"
chribio1

film diretto ed interpretato bene,la storia in se' e' ben pensata e pur essendo un film a tema difficile lo si guarda in modo abbastanza interessato.voto.7.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Le chiavi di casa (2004)


12 settembre 2010 Opinione di mm40 su "Le chiavi di casa"
mm40

Un viaggio per conoscersi, due partner improbabili o semplicemente difficili, un'avventura che li unirà e li farà conoscere ed apprezzare reciprocamente. In tutto questo il film di Amelio non è nulla di nuovo; ma la prospettiva si amplia se si considera il problematico - e colmo di insidie - rapporto fra i due protagonisti: il padre fuggito alle proprie responsabilità ed il figlio ritardato mentale quindicenne, che per la prima volta finalmente riesce a vedere il...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Le chiavi di casa (2004)



11 marzo 2010 Opinione di kubritch su "Le chiavi di casa"
kubritch

Perché Eastwood dovrebbe essere più osannato di Amelio, almeno, in Italia? Per paura di apparire troppo di sinistra, comunisti? Penso che, a volte, l'esterofilia sia una manifestazione di provincialismo più accentuata. Questo film è di una semplicità che solo i grandi geni possono permettersi. Non bisogna farsi ingannare da una lettura superficiale - la storia di un padre alle prese con un figlio disabile. Questo film parla di tutti noi, della nostra...

voto al film: kubritch assegna il voto buono a Le chiavi di casa (2004)

1 commento
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25 gennaio 2010 Opinione di tobanis su "Le chiavi di casa"
tobanis

Classico film d’essai: tempi lunghi, silenzi, sguardi, tema molto impegnato. C’è sempre il rischio orchite, che qua però si corre poco, dato che alla fine è comunque un buon film, anche se chiaramente non per tutti. Kim Rossi Stuart (ottimo, direi ormai il miglior giovane attore italiano) ha un figlio che non ha mai voluto vedere: nato con malformazioni, per un parto difficile dove la madre non ce l’ha fatta. Lo rivede ora, dopo 15 anni, in una 3 giorni...

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Le chiavi di casa (2004)



22 novembre 2009 Opinione di gene55 su "Le chiavi di casa"
gene55

Bel film,emozionante e commovente al punto giusto...Incentrato sull'incontro tra un bambino disabile ed il suo sconosciuto papà si delinea tra viaggi,camere d'albergo e corridoi d'ospedale...Proprio in quegli ospedali dove tutto viene amplificato,Gianni imparerà ad amare Paolo con discrezione sia per i pregi sia per gli inevitabili difetti...Bravi gli attori,eccezionale il bambino,per un film mai sopra le righe,quasi sottovoce ma con un forte significato...Da vedere

voto al film: gene55 assegna il voto buono a Le chiavi di casa (2004)


22 novembre 2008 Opinione di xMassix su "Le chiavi di casa"
xMassix

Un tale potenziale sprecato in maniera così maldestra, che peccato! "Le chiavi di casa" non regala emozioni ed poi ulteriormente peggiorato da un Kim Rossi Stuart ad una delle sue peggiori performance della carriera, infatti è imbalsamato per tutto il film in una posa vuota ed inespressiva che trasmette solo distacco. La sceneggiatura poi è pessima poichè il film dovrebbe trattare il difficile e travagliato rapporto tra un genitore ed un figlio mai conosciuto, ma non c'è nessun dialogo...

voto al film: xMassix assegna il voto mediocre a Le chiavi di casa (2004)



24 ottobre 2008 Opinione di blade runner apocalipse nov su "Le chiavi di casa"
blade runner apocalipse nov

Bel film .

voto al film: blade runner apocalipse nov assegna il voto buono a Le chiavi di casa (2004)


4 febbraio 2008 Opinione di joe cavana su "Le chiavi di casa"
joe cavana

Questo è uno di quei film "pesanti" che vanno visti con concentrazione, ma di cui spesso però resta poco. Il film parte lento, con la bella scena alla stazione, e lentamente cresce l'amore del padre per questo figlio che non vede da 15 anni, aiutato dalla solidarietà umana di una Rampling bravissima e nella sua stessa sfortunata situazione, ma sinceramente dopo poco più di un'ora si spera che finisca il prima possibile perchè tutta la storia e l'ambientazione sono veramente strazianti....

voto al film: joe cavana assegna il voto sufficiente a Le chiavi di casa (2004)




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