Terra promessa (2004)
Con Anne Parillaud, Hanna Schygulla, Rosamund Pike, Diana Bespechni
La trama
Un gruppo di donne dell'Europa dell'Est si scalda intorno a un fuoco in una fredda notte nel deserto del Sinai: di lì a qualche ora entreranno in Israele dove verranno vendute all'asta da Anna, trafficante di schiave bianche. L'arrivo inaspettato di Rose, una turista, rappresenta per le vittime l'unica speranza di salvezza da un destino a cui non possono ribellarsi...
L'assunto didascalico del film è supportato da un impatto visivo che non lascia scampo e maneggia con sorprendente riserbo una materia incandescente. La sequenza finale dell'attentato allude alla possibilità che dal caos possano nascere libertà e speranza: sarà pure sopra le righe, ma è magnifica.
L'opinione più votata
Di ed wood scritta il 17/06/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [10]
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11 novembre 2011 Opinione di sasso67 su "Terra promessa"
Una cruda ed impietosa discesa agli inferi di un gruppo di ragazze estoni, catapultate verso bordelli d'Israele e della Palestina. Gitai getta anche lo spettatore nel mezzo del cammin di questo viaggio notturno, umido e ombroso in un universo opprimente come le più cupe poesie di Baudelaire, un universo nel quale paradossalemnte soltanto un atto di infinita violenza può costituire una via di fuga. A metà film si insinua quasi il sospetto che il regista tenti la strada dell'esibizione...
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17 giugno 2011 Opinione di ed wood su "Terra promessa"
Le donne trattate letteralmente come bestie. Vendute all'asta, maneggiate, spogliate, esposte, prese in braccio per essere mostrate. Esseri umani ridotti a merce, materiale di scambio, variabili dipendenti del teorema microeconomico globale. A Gitai esce bene questa rappresentazione di un'economia in cui sesso e denaro sono gli unici fattori utili, mentre uomini e donne non sono altro che ombre. Viene in mente "Se questo è un uomo" di Levi, quando una doccia...
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5 giugno 2011 Opinione di wang yu su "Terra promessa"
Si racconta una storia di diverse donne russe che vengono trafficate in Egitto e da lì, attraverso la striscia di Gaza, in Israele. Lo stile è semi-documentario di una squallida realtà.Quello che più può interessare di quest'opera è leggere negli occhi delle ragazze la loro angoscia,e i dialoghi fra di loro.Gli uomini che vanno con le prostitute si facciano un esame di coscienza e si chiedano quanto contruibuiscono ad alimentare questo mercato.
voto al film: 
2 giugno 2009 Opinione di chribio1 su "Terra promessa"
film che sembra quasi in presa diretta,storie purtroppo reali che si vivono in quelle zone e in se' un 'opera molto cruda e dal sapore amaro,ma ben impostata in cabina di regia.voto.8.
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2 giugno 2009 Opinione di chribio1 su "Terra promessa"
film che sembra quasi in presa diretta,storie purtroppo reali che si vivono in quelle zone e in se' un 'opera molto cruda e dal sapore amaro,ma ben impostata in cabina di regia.voto.8.
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1 giugno 2009 Opinione di OGM su "Terra promessa"
Ormai è chiaro: per Amos Gitai, l'aderenza alla realtà assume il carattere di un vizio. Principale sintomo ne è il presenzialismo del cineoperatore, a cui importa più di "esserci" e di "star nel mezzo" che di effettuare riprese dignitose. Questa (voluta) mancanza di controllo della macchina da presa dà vita ad un realismo molle, più che delicato, che, per mostrare l'insensatezza della guerra e dei suoi orrori, non trova nulla di meglio che girare a vuoto. Solo quando questo turbinio...
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29 aprile 2008 Opinione di carlos brigante su "Terra promessa"
La Terra Promessa d'Israle non è quella dell'esodo del popolo ebraico di Mosè, ma è uno dei tanti bordelli a cui sono destinate tante ragazze trattate come merce, come bestiame da selezionare, da vendere e dunque da comprare. E' un Gitai incazzato, nudo, crudo come non si era mai visto. Telecamera quasi sempre a spalla, uso per lo più di campi strettissimi, ritmo frenetico, tutto in stile "cinema diretto", o meglio per usare un linguaggio meno specialistico e....più "diretto", stile...
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28 dicembre 2005 Opinione di pea su "Terra promessa"
lascio stare il discorso politico perche' altrimenti nn se ne esce piu'. anche se anche in questo film, per l'ennesima volta, il regista nn trascura di inserire l'attentatino nel gran finale, che nn guasta mai...tra l'altro in modo, come sempre, senza senso. a parte questo, che cmq puo' dare molto fastidio, il film e' buono secondo me, alcune bellissime inquadrature, le prime scene nel deserto addirittura, nn so'come, mi hanno ricordato alcune scene di 'fino alla fine del mondo'. asciutto...
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30 maggio 2005 Opinione di lao su "Terra promessa"
TOLEDAD---Eva Loventhal nel suo “Eva e le altre” mette in evidenza come la parola storia in ebraico, “toledad”, sia femminile plurale e significhi generazioni: la donna dunque è colei che fa nascere il presente, mentre l’uomo è colui che dà il nome alle cose. E in “Hotel promised land” di Amos Gitai il riferimento implicito alla tradizione culturale giudaica evoca suggestive affinità fra eventi attuali e remoti ancora tragicamente e...
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26 maggio 2005 Opinione di fefy su "Terra promessa"
Sono in pieno accordo con quanto dice Caprara, e cioe' che Amos Gitai, è uno di quegli autori nati con la camicia: i festival di tutto il mondo selezionano avidamente le sue opere, senza darsi mai la pena di verificare se per una volta non gli siano riuscite malamente. Ed è questo il caso: le intenzioni sono buone, ma il film pur avendo la pretesa stilistica pseudodocumentarita sfocia nel sensazionalismo pruriginoso (come nei classici di serie B sulla tratta delle bianche) a volte...
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