The Bourne Supremacy - La recensione di FilmTv
Con Matt Damon, Franka Potente, Joan Allen, Brian Cox, Julia Stiles, Karl Urban
La recensione di FilmTv
Una botta di adrenalina questo secondo film sulla spia smemorata. Consueto ma divertente
Seconda puntata delle avventure dello smemorato Jason Bourne, il killer addestrato dalla Cia incappato in un buco nero dello spionaggio internazionale e della propria mente inventato dal macinatore di best seller Robert Ludlum, che ne ha fatto l’eroe di tre romanzi (aspettiamoci perciò tra un paio d’anni il terzo episodio cinematografico): da Goa a Berlino, da Mosca a New York, Bourne cerca di sottrarsi a una nuova trappola che lo allontana dalla sua ricerca della pace e della memoria. Matt Damon fugge, spara, precipita, aggredisce, spia, combatte contro i suoi incubi notturni. Tre inseguimenti (a Goa in auto, a Berlino a piedi, tra una stazione del metro e una chiatta, a Mosca ancora in auto) danno il tempo e lo scopo del film: pura adrenalina, l’intreccio conta poco e tende a offuscarsi, come nei ricordi smozzicati del protagonista. La regia è passata da Doug Liman (che resta produttore esecutivo) a Paul Greengrass, il regista di Bloody Sunday che applica al thriller la stessa cadenza nervosa, con molti piani ravvicinati e tagli veloci di montaggio. Uno stile che dà il meglio nell’identificazione immediata delle location (non banali, anche se, come sempre in questi film, resta un sospetto “turistico”) e nella sequenza dell’agguato in Alexanderplatz, tra la folla dei manifestanti. Consueto ma godibile; resta da chiedersi: riuscirà Jason Bourne a sostituire James Bond?
Commenti
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10 novembre 2010, 18:56 di satura
Noto una discrepanza tra la recensione della Martini (che sembrerebbe un "buono") e il voto della redazione (5 stelle! Ma siamo sicuri?). Che si sia verificato un errore?
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6 maggio 2011, 00:38 di Inside man
Considerando pure la recensione completamente negativa (e molto superficiale) al primo capitolo della trilogia, la Martini dimostra di non aver capito un granchè del valore, tutt'altro che irrilevante, di questa serie, che condensa proprio nei primi due film le migliori e nient'affatto scontate qualità. Si direbbe poco portata a recensire il genere action/thriller (da notare la netta differenza con la critica assolutamente "in topic" di uno "specialista" come Gervasini sul più debole e convenzionale Ultimatum).
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