Le cousin (1997)
Con Alain Chabat, Patrick Timsit, Agnès Jaoui, Marie Trintignant, Samuel Le Bihan, Caroline Proust
La trama
Un informatore se la intende con la polizia, ma rischia grosso.
Il "cugino" del titolo è Nounours, un piccolo spacciatore che ha un accordo speciale con gli sbirri: lui spiffera tutto ciò che sa, loro gli mollano il 10% sulla droga rastrellata grazie alle sue soffiate. Il vento comincia però a cambiare quando l'ispettore Maurin - che teneva personalmente i contatti con Nounours - si suicida: al suo posto subentra il collega Gérard Delvaux, intorno al quale la giudice Lambert sta stringendo il cerchio a proposito di un giro di poliziotti corrotti...
Non nuovo a incursioni nel polar (_Police Python 357_, _Il fascino del delitto_), Corneau ottiene il meglio da un plot opportunamente venato di commedia nera.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 03/11/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
E' il modo brutale in cui Corneau ci accoglie nel suo inferno metropolitano.
Quello che tratteggia in questa affascinante rilettura del genere polar è il rapporto particolare che hanno i poliziotti con i loro informatori,i cugini del titolo.
La squadra a cui apparteneva il poliziotto suicida aveva come informatore lo spacciatore Nounours,etnia araba ma figlie mandate a una scuola privata perchè in quelle pubbliche gira troppa droga.
Nel rapporto con il poliziotto defunto gli era assicurato il 10 % della droga sequestrata grazie alle sue soffiate. Tale quota gli sarà confermata anche da Gerard,subentrato al collega morto nella sua gestione, a costo di notti insonni, pasticche e alcool per lenire i sensi di colpa.
Le cousin racconta di un grosso sequestro di droga ma questa parte della storia è messa sapientemente sullo sfondo pronta a venir fuori prepotentemente solo nel finale.
E'soprattutto la storia del rapporto ispido tra Gerard e Nounours,dei problemi di coscienza di Gerard e della vita quotidiana di questa squadra di agenti antidroga che sono sotto il tiro di un giudice che sospetta ci sia qualcosa che non vada nella loro gestione dei vari casi.
In effetti questi sono poliziotti abituati a muoversi tra le pieghe della legge e a infrangerla completamente quando si tratta di chiudere qualche operazione.
Una questione di mera convenienza.Preferiscono mettere le mani su grosse partite di droga e dare il 10% della roba sequestrata a Nounours piuttosto che starsene con le mani in mano.
La messa in scena di Courneau ricorda molto da vicino quella iperealistica di Legge 627 di Tavernier ma a differenza di questo,più prettamente documentaristico, si concede divagazioni umoristiche e più squisitamente action con un paio di inseguimenti girati come il dio del bel cinema comanda.
Interessante affidare le due parti principali a due attori che non hanno precisamente il physique du role per sostenerle ma Timsit e Chabat sono eccellenti nel far dimenticare questa stranezza.
Le cousin è un'altra felice incursione di Courneau nel mondo a tinte fosche del polar dopo i felicissimi esiti di Serie Noir(Il fascino del delitto) e Police Python 357.
3 novembre 2011 Opinione di bradipo68 su "Le cousin"
Un poliziotto di una squadra antidroga davanti alla foto della moglie e delle figlie prende la pistola e apparentemente senza perchè si spara in bocca con il sangue che affresca la parete dietro di lui. E' il modo brutale in cui Corneau ci accoglie nel suo inferno metropolitano. Quello che tratteggia in questa affascinante rilettura del genere polar è il rapporto particolare che hanno i poliziotti con i loro informatori,i cugini del titolo. La squadra a cui apparteneva il poliziotto...
voto al film: 
21 gennaio 2011 Opinione di sasso67 su "Le cousin"
Buon poliziesco con virate nella commedia, che Corneau situa nel cinema francese a partire da quell'interessantissimo esperimento che fu Legge 627 di Tavernier, ma guardando anche a modelli americani, come Serpico e I ragazzi del coro. Piuttosto riuscito, Le cousin (che non riguarda legami di sangue, ma si riferisce al termine gergale per indicare gli informatori della polizia) merita una visione.
voto al film: 
17 agosto 2009 Opinione di sergio75 su "Le cousin"
“Le cousin” segna il ritorno di Alain Corneau, dopo anni di assenza, nelle sale cinematografiche. Di questo regista gli appassionati del genere noir non potranno dimenticare titoli notevoli come “Police Pyton 357” o “Codice d’onore” e non resteranno delusi da questo film che, con uno stile moderno, ripropone quelle situazioni tipiche del poliziesco d’oltralpe senza però trascurare la lezione del cinema americano e di registi come William...
voto al film: 
14 ottobre 2008 Opinione di joseba su "Le cousin"
Indubbiamente Corneau ha un tocco molto personale che si fa impercettibilmente strada nel corso dei minuti, avvolgendo lo spettatore e lasciandogli un sapore agrodolce in bocca alla fine del film. Ma qui le atmosfere, pur sapientemente smorzate, sono penalizzate da una messa in scena pedestre e deludente, quasi televisiva. La professionalità non manca (l'uso di attori volutamente fuori ruolo fa parte della strategia insinuante di Corneau), la dinamica narrativa è tenuta sotto controllo (il...
voto al film: 
10 giugno 2007 Opinione di Mr.Klein su "Le cousin"
"Lo sanno fare solo loro" avremmo detto un po' di tempo dal cinema americano:adesso dovremmo lasciare questo primato a quello francese. Anche se non è recente(già un decennio è trascorso),"Le cousin" ridefinisce con uno stile più brutale la tradizione del polar e la perlustrazione di una metropoli che pare sapere quando svestirsi del suo aspetto ammiccante per offrirsi sempre gigantesca ma avvilita dalle luci del neon. Stringato e non soporifero,violento quasi suo malgrado,si concede...
voto al film: 
4 giugno 2007 Opinione di emmepi8 su "Le cousin"
Cadiamo nel già visto, ma più che altro in un racconto che non dice e non ha forme di novità, tutto è scontato. Un regista e sceneggiatore che spazia nella su carriera, ma senz'altro predilige il noir, in cui però ha molti limiti. Qui ci si arrampica in scene violente abbastanza gratuite, che cercano di occupare gli spazi vuoti che il film crea. Le intepretazioni sono tutte lasciate a sé stesse in un disordine stanco, ed è questo che rimane impresso del film. Il personaggio del...
voto al film: 



















