The Village (2004)
Con Bryce Dallas Howard, Joaquin Phoenix, Adrien Brody, William Hurt, Sigourney Weaver
La trama
Una "favola nera" impastata d'amore, di dolore e di terrore.
ine XIX secolo: la comunità di Covington, in Pennsylvania, vive isolata dal resto del mondo sotto la guida degli anziani e circondata da un bosco popolato da misteriose creature, con le quali è stato stretto un patto di reciproco rispetto. Ma improvvisamente la situazione precipita: gli strani esseri della foresta violano i confini e seminano il panico nel villaggio...
Lavorando con lentezza nella messa in scena, ispirandosi a livello di immaginario al gotico americano, a Cime tempestose e alle fiabe dei fratelli Grimm, il regista di origine indiana racconta un’America oscura, ferita e assoggettata. Soprattutto per colpa di se stessa. La Howard è figlia d’arte di immacolata bellezza.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 45/2004
Thriller soprannaturale dai forti connotati politici e simbolici, splendidamente interpretato dall’esordiente Bryce Dallas Howard
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 2010-12-22 22:51:51 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
“Perchè , perchè non mi lasci vedere cos'hai nella testa?”
“E tu perchè continui a farmi vedere quello che hai tu nella testa?”
The Village è il punto di svolta, il momento della maturità del giovanissimo talento indiano naturalizzato americano, dopo i successi internazionali di The Sixth Sense e Signs. Shyamalan continua la sua dialettica tra materiale e spirituale, tra naturale e sovrannaturale, spostando il tema anche a livello metacinematografico. La messa in scena degli anziani del villaggio è un tentativo utopico di costruire una illusione di realtà. Ma il valore aggiunto del film risiede nella perfetta aderenza tra il contenuto e la grammatica filmica.
In poco più di 100 minuti Shyam riesce a fare di tutto: rendere credibile un villaggio di (apparente) fine ottocento con la cura maniacale del particolare, creare una situazione claustrofobica a cielo aperto con i confini mentali più opprimenti di quelli boschivi, parlarci d’amore senza retorica e senza languori e infine spaventarci a morte senza ricorrere a nessun effetto speciale, ma con i soli movimenti della mdp.
Shymalan inoltre continua ad inquadrare in alternanza interni ed esterni, spesso delimitati da porte. Da un lato gli spazi aperti diventano paradossalmente claustrofobici, dall'altro gli spazi interni sono letteralmente abitati da zone oscure, cassette segrete che custodiscono la chiave del mistero, doppifondi del pavimento dove nascondere travestimenti. Come se l'uomo volesse relegare nel retrobottega del subconscio, le paure più ancestrali, i desideri più repressi, le pulsioni più violente. Questa frattura inesorabile tra in e out può essere risanata dalla forza del sentimento nascente tra i due protagonisti Lucius e Ivy. L'amore è riconoscersi dal colore, anche ad occhi chiusi, senza ricorrere a parole.
Il regista sta spesso sulla soglia delle porte, degli ingressi quasi volesse sottolineare una invisibile difficoltà nell'attraversarle. Esiste una frattura inesorabile tra Uomo e Natura , tra violenza del mondo reale e innocenza del mondo infantile, tra il rosso del desiderio e il giallo della divisa. Ma il Male può nascere anche dall'interno, dalla follia, dal caso, dalla gelosia. Se il male alberga dentro di noi ed è pronto a contaminare anche le buone intenzioni, allora tutti i recinti e tutti i confini, tutte le difese e i fossati, tutte le precauzioni e i blocchi mentali vengono a cadere. La paura del nemico esterno è una proiezione dei nostri demoni interiori.
Shyamalan analizza minuziosamente questa paura ancestrale e la ripropone in una versione aggiornata: la paura del mondo esterno, violento e senza amore, può comportare due tipi di reazione: la voglia di combattere e di isolare frammenti di paradiso in quello che sembra solo inferno oppure rinchiudersi in una sorta di monade leibniziana senza porte e finestre, senza più contatti all’esterno, con attorno l’invisibile muro di proiezioni del nostro inconscio malato, del lupo cattivo che proiettato all’esterno ci paralizza e ci fa chiudere gli occhi dal terrore. ESPANDI +
- negative [41]
- sufficienti [35]
- positive [123]
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2011-12-30 19:34:00 Opinione di Zardoz su "The Village"
Confesso che il film mi ha molto annoiato. Prima ancora di vederlo avevo immaginato dove andava a parare e speravo di essere in qualche modo sorpreso da soluzioni inaspettate... purtroppo ci ho azzeccato e mi sono annoiato a morte per tutto il film. Detto questo, l'attrice protagonista è molto brava e tiene la scena. Anzi, direi che tutti gli attori sono bravi, tranne Adrien Brody che fa lo scemo del villaggio, nel senso più letterale del termine. Per fare quella parte bastava qualunque...
voto al film: 
2011-03-14 17:08:49 Opinione di tafo su "The Village"
Il rovesciamento di prospettiva rispetto ai film precedenti nei quali si spiegava il razionale con l'irrazionale, diventa l'irrazionale spiegato e contrapposto al razionale. L'utopia del villaggio nega la realtà esterna la rende invisibile quindi minacciosa come tutte le cose che non capiamo perchè non riusciamo a razionalizzare. L'utopia del villaggio è politica perchè rappresenta benissimo quella ricerca di sicurezza sociale dell'America post-11 settembre per...
voto al film: 
2011-03-05 13:58:59 Opinione di Myau su "The Village"
Un altro centro per M. Night Shyamalan. Oltre alla messa in scena di rara bellezza per regia e fotografia, oltre ad un manipolo di star al loro meglio, abbiamo un plot che funziona bene come thriller, ma soprattutto come riflessione sulla paura. Paura come collante sociale, paura di affrontare la realtà, paura di vivere, paura di essere felici.
voto al film: 
2010-12-22 22:51:51 Opinione di Snaporaz68 su "The Village"
AMOR VINCIT OMNIA “Perchè , perchè non mi lasci vedere cos'hai nella testa?” “E tu perchè continui a farmi vedere quello che hai tu nella testa?” The Village è il punto di svolta, il momento della maturità del giovanissimo talento indiano naturalizzato americano, dopo i successi internazionali di The Sixth Sense e Signs. Shyamalan continua la sua dialettica tra materiale e spirituale, tra naturale e...
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2010-09-16 00:19:48 Opinione di cheftony su "The Village"
The village, scritto, girato e prodotto da Shyamalan, regista noto per Il sesto senso e da allora etichettato come regista horror, non è affatto un horror. Tensione? Pochissima. Sangue? Quasi niente, un tentato omicidio e qualche inquietante carcassa d'animale. No, decisamente non siamo nei paraggi dell'horror, dev'esserci qualcos'altro. The village è infatti un film sulla volontà di autoestraniarsi, di non affrontare il dolore e la morte per chiudersi in un guscio che...
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2010-09-05 22:46:13 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "The Village"
Quello che succede durante il film non ha importanza! Si potrebbero vedere gli asini volare come Babbo Natale e la Befana giocare a ramino, etc. Il film sta tutto nel finale (forse il più bello della storia del cinema!!!). Oltre ad essere originalissimo ed anche veramente a sorpresa è sopratutto riflessivo: il vero mostro è la cattiveria nel genere umano!!! (State tranquilli, non vi ho rivelato il finale...fare una cosa simile è da arresto immediato!!!)....
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2010-07-09 20:42:30 Opinione di jonas su "The Village"
Una comunità ristretta e autosufficiente viene mantenuta compatta dalla paura del mondo esterno: una paura indefinita, solo apparentemente motivata dai rumori provenienti da oltre l’alta cerchia degli alberi e da misteriose creature delle tenebre che ogni tanto imperversano nel villaggio. Tutti sanno che il rosso è il colore del male: non bisogna versare sangue per nessun motivo. Alcuni giovani cominciano però a mostrarsi insofferenti di tanti divieti e tanti...
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2010-05-11 18:34:12 Opinione di GIANNISV66 su "The Village"
The Village ovvero come utilizzare gli strumenti del film horror (ma l'horror psicologico, con poco sangue e tanta tensione) per proporre una riflessione sulla società moderna, sulle fobie che genera e più in generale sulla irrealizzabile aspirazione dell'uomo di sfuggire al male. Un film realizzato con mano davvero felice, tutto è giusto e ben dosato, i tempi, i dialoghi persino la musica. Può risultare un pò lento per chi ama l'azione. ma lo...
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2010-03-26 00:29:38 Opinione di mmciak su "The Village"
"The Village" diretto nel 2004 da M. Night Shyamalan, devo dire che è stata una delusione. La storia si svolge a Covington, in Pennsylvania,alla fine del XIX secolo e racconta una comunità vive isolata dal resto del mondo sotto la guida degli anziani e circondata da un bosco popolato da misteriose creature, con le quali è stato stretto un patto di non superare certi confini. Ma improvvisamente la situazione precipita perché gli strani esseri della foresta...
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2010-01-18 23:06:40 Opinione di ed wood su "The Village"
Questo è sicuramente meglio di "E venne il giorno". Il discorso politico è più lucido, gli obiettivi dell'autore sono maggiormente a fuoco. Però ci sono molte frizioni fra regia e script. Qualche immagine evocativa (la sedia a dondolo protesa verso la natura minacciosa), una bravissima e bellissima B.D.Howard; per il resto, tanti irrisolti snodi della sceneggiatura (il personaggio dello scemo del villaggio, il finale ambientato negli anni 2000, il...
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- negative [41]
- sufficienti [35]
- positive [123]
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