Evil il ribelle (2003)
Con Andreas Wilson, Henrik Lundström, Gustaf Skarsgård, Jesper Salén, Marie Richardson
La trama
Dopo essere stato espulso da scuola, Erik viene mandato in un collegio privato dove gli studenti più giovani sono vittima dei grandi. Erik in particolare deve vedersela con Otto Silverhielm. Il ragazzo stringe però anche una forte amicizia con Pierre e incontra Marja...
Questo adattamento di un romanzo autobiografico di Jan Guillou è stato candidato agli Oscar 2004. Si tratta di un'operazione non particolarmente nuova, messa in scena in modo tradizionale e un po' elementare nei conflitti. In fondo, cose molto simili le aveva già raccontate (con maggiore urgenza) un film svedese di sessant'anni fa, _Spasimo_, scritto da Bergman. La regia, più che andare per il sottile, mostra una certa energia e un discreto ritmo, coadiuvata dall'altrettanto energica interpretazione di Andreas Wilson.
La recensione di FilmTv
Di Emiliano Morreale - FilmTV n. 47/2004
Un giovane inquieto si ribella al nonnismo. Una storia non nuova in un film tradizionale
L'opinione più votata
Di alfatocoferolo scritta il 08/03/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [2]
- positive [12]
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29 agosto 2011 Opinione di manuel88 su "Evil il ribelle"
Tratto dal romanzo autobiografico “Ondskan” edito in Italia con il titolo La fabbrica del male di Jan Guillou. Svezia, anni '50. Erik è un adolescente ribelle vittima di un patrigno che lo picchia violentemente per ogni minimo pretesto e di una madre debole che non riesce a ribellarsi alla violenza del marito. Il ragazzo sfoga la propria rabbia a scuola, picchiando i propri compagni e disertando le lezioni,tanto che verrà allontanato dall'istituto e costretto a...
voto al film: 
8 marzo 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Evil il ribelle"
Sembrerebbe il solito film del ragazzetto ribelle che subisce vessazioni di ogni tipo ed alla fine si vendica. Lo è o perlomeno è anche questo però ha altre due indubbie qualità. La prima, sul lato estetico, è quella di proporre una regia abbastanza pulita ed asciutta sebbene per certi versi ingenua. Il regista non si sofferma su scene violente, racconta e lascia che siano gli attori a dominare la scena e questi lo fanno con buona capacità;...
voto al film: 
17 luglio 2010 Opinione di VAJONT su "Evil il ribelle"
Film bellissimo ! A nessuno di noi piace la violenza...ma verso la fine del film siamo tutti li a sperare nella vendetta del protagonista. Questo film ci fa capire che in ognuno di noi c'è un lato violento che forse neanche sospettavamo di avere ma che in qualche modo ci accompagna x tutta la vita.
voto al film: 
24 gennaio 2010 Opinione di danandre67 su "Evil il ribelle"
decisamente bello
voto al film: 
4 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "Evil il ribelle"
Niente di nuovo sotto il sole di Svezia, ma raccontato dal regista Håfström con buon senso della suspense e dello spettacolo. La storia del sadismo all'interno dei collegi privati l'abbiamo già vista cento volte, raccontata soprattutto in film inglesi ed americani. La novità è che sostanzialmente tutto il mondo è paese, nel senso che non ci si aspetterebbe di trovare una simile forma di soprusi (ma chi abbia visto film come "Fanny e Alexander" di Bergman era già sull'avviso)...
voto al film: 
26 marzo 2008 Opinione di SaintlySinner su "Evil il ribelle"
Un film molto bello con un bravissimo protagonista.Meritata la candidatura all'oscar.
voto al film: 
1 marzo 2007 Opinione di legolas su "Evil il ribelle"
un film triste dall'inizio alla fine, davvero bello
voto al film: 
14 gennaio 2007 Opinione di ilpanda su "Evil il ribelle"
Come buona parte dei film europei il film assicura una certa imprevedibilità (è noto che i film americani, almeno in linea generale, siano più convenzionali), e poi piace anche l'ambientazione college d'altri tempi (meglio fece in questo campo Robert Mandel nel 1994 con "Scuola D'Onore") e la scelta degli interpreti. Ribadisco che la sceneggiatura è disinvolta e imprevedibile, ma nel "metterla in scena" forse si poteva osare di più. Voto (da 1 a 10): 7.
voto al film: 
- sufficienti [2]
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