Opinione di Dalton su The Agronomist
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Sul film
Reportage su un personaggio emblema della libertà d'espressione, filtrato attraverso la regia - volutamente non stilizzata - di uno degli ultimi genii della "new Hollywood" e un messaggio chiaro: il cinema è una grande cassa di risonanza. Tanto materiale audiovisivo raccolto e messo da parte per questa sbalorditia esperienza culturale; nulla di nuovo (purtoppo!) dal punto di vista della forma e della sostanza (filmica). La rappresentazione dell'urlo di una voce che voleva rappresentare le vere necessità di un popolo, diviso tra gli stravolgimenti dei rivoluzionari e le ingiustizie dell'establishment, colpirà anche i più indifferenti alla vicenda. Resta lecita, comunque, la solita domanda: prima di Michael Moore quest'opera avrebbe stupito un pubblico ulteriore a quello di Discovery channel?
Commenti
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9 giugno 2009, 10:40 di Daskabinett
Credo di no, semplicemente perchè Michael Moore parla di argomenti di più largo interesse e grazie al tam tam mediatico c'è anche una parte di pubblico che visiona le sue opere per "essere informata" (leggi: per avere un argomento di conversazione), per moda. Per vederti questo interessantissimo documento sull'agronomo e giornalista haitiano devi invece essere sinceramente interessato.
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