Donnie Darko - La recensione di FilmTv
Con Jake Gyllenhaal, Maggie Gyllenhaal, Patrick Swayze, Drew Barrymore, Jena Malone, Mary McDonnell, Holmes Osborne, Daveigh Chase, James Duval, Noah Wyle, Beth Grant, Seth Rogen, Katharine Ross, Lisa K. Wyatt, Jolene Purdy
La recensione di FilmTv
Troppa carne al fuoco ma un film interessante tra cataclismi annunciati e risvolti inquietanti
Non c’è da meravigliarsi che Donnie Darko, il film scritto e diretto da Richard Kelly nel 2001 (fino a oggi inedito in Italia), in America sia diventato un cult movie (sotterraneo e poi esplosivo). Infatti, nella storia dell’adolescente disturbato (ma non più di tanti altri) e dei 28 giorni che lo separano dall’Halloween del 1988 ci sono tutte le suggestioni inquiete dell’ultimo scorcio del XX secolo: un cataclisma annunciato e una scuola malandata a un passo da quella descritta da Van Sant, allucinazioni che sembrano uscite da un B movie (il coniglio Frank) e fisionomie quotidiane che malcelano la loro mostruosità (Patrick Swayze, il ballo sexy delle bambine), viaggi nel tempo e sobborghi borghesi più inquietanti di altri mondi. E Stephen Hawking, Philip Dick, American Beauty, Duran Duran, Tears For Fears, Dukakis contro Bush senior, Giovane Holden. Il tutto miscelato e diretto con uno stile che, più di Weir o Gilliam (citati da Kelly come influenze) ricorda il David Lynch di Twin Peaks, dalla strada tra i boschi e dal prato ben curato su cui si apre la storia ai carrelli inquieti, i piccoli ralenti, i personaggi bizzarri e inspiegabili che si affacciano nelle inquadrature. Naturalmente Kelly non è Lynch e il film mette davvero troppa carne al fuoco e, a un certo punto, sembra non saper bene che direzione prendere. Ma è bizzarro e sincero quanto basta a renderlo interessante.
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