Confidenze troppo intime (2004)
Con Sandrine Bonnaire, Fabrice Luchini, Michel Duchaussoy, Anne Brochet
La trama
Un equivoco dà origine a un'intensa relazione.
Convinta di trovarsi nello studio di uno psicoterapeuta, senza essersi resa conto di aver sbagliato porta, Anna si confida con William Faber, consulente finanziario. Seguono altri appuntamenti, anche dopo che William le ha rivelato la sua vera identità...
Servito a meraviglia da tutti i suoi interpreti (il cast è ammirevole anche nei ruoli più circoscritti, ma la Bonnaire e Luchini sono degli autentici fuoriclasse), il regista di _Il marito della parrucchiera_ e _L'uomo del treno_ realizza il suo "breve incontro" intorno a un divano, ribadendo che l'immaginario del cinema può essere costituito anche solo da parole e da sguardi.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 51/2004
Leconte dirige con maestria un “breve incontro” cinematografico di parole e sguardi
L'opinione più votata
Di yume scritta il 01/10/2010 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Come molte donne credono sia giusto fare, va dallo psicanalista, ma a volte succedono cose veramente incredibili. Sbaglia porta, invece che alla terza a sinistra suona alla terza a destra (tende a confondere sinistra e destra, succederà ancora, più avanti, con il bagno, Laconte dissemina piccoli particolari e indizi, la vicinanza a stilemi hitchcockiani è notevole anche in questo) e si ritrova a confidare i guai del suo matrimonio ad un consulente fiscale, William Faber (Fabrice Luchini).
William, sbalordito (gli occhi sgranati e la mimica facciale perfetta, minimale, ogni muscolo è controllato, paralisi della volontà, impotenza decisionale e desiderio, c’è tutto in quel viso rotondo, né bello né brutto, di una normalità impressionante) la lascia parlare.
Ogni volta che è lì lì per dire “Ma cara signora, cosa crede…” c’è qualcosa che glielo impedisce, e, a ben vedere, spesso è proprio lei che chiude frettolosamente la “seduta”, dà l’altro appuntamento, va via di corsa perché perde il treno.
L’ex di lui, che intanto se ne sta col palestrato in tuta e fuoristrada, e che ha mantenuto col fiscalista buoni rapporti e ci va anche a letto qualche volta così, tanto per non si sa cosa (alla fine scopriremo che è lei l’unica ad andare da un vero psicanalista), gli dice: “Ma come, sei pazzo? devi dirle che non sei il dottor XY, che senso ha?”
Il senso ce lo racconta Laconte, con i suoi millimetrici e inesorabili avanzamenti nel profondo dei suoi personaggi, aiutato dalla sceneggiatura di Jerome Tonnerre distillata, essenziale, non una parola di troppo e la musica, ora da thriller ora da favola romantica, di Pascal Esteve.
Completa l’opera la scenografia anni trenta di Ivan Maussion, che la fotografia di Eduardo Serra illumina con filtri per interni claustrofobici, come ipnotici, per poi far irrompere luce e sole nel finale mediterraneo, con un prevalere di toni rosati da favola d’altri tempi.
Confidenze troppo intime è un film che sollecita uno sguardo da “giallista” fin dall’inizio, ha ritmo, sonorità e tecnica di ripresa del thriller: prima scena, tic tac tic tac, sono le polacchine nere di lei, moda anni quaranta, forse anche trenta,inquietanti, che battono sul selciato e la mdp le segue fin dentro la guardiola della portiera.
Un televisore sta mandando una telenovela stile Uccelli di rovo d’anteguerra, tornerà a più riprese qualche breve scena e il contrasto con il resto del film è di raffinato umorismo (del simil padre Ralph alla fine verrà fuori perfino l’omosessualità).
Tutto quello che accadrà, dopo il fatale sbaglio d’indirizzo, o sarebbe meglio dire non accadrà, sarà una schermaglia sottile di piccoli gesti e di sguardi, un piacere reiterato del gioco seduttivo fine a sé stesso, una scoperta di complicità che si consuma tutta nell’ascolto e nella confidenza, ma che riesce ad avere l’aspetto dell’appagamento pieno, per entrambi, al punto da modificare stili di vita e scelte di comportamento. ESPANDI +
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5 febbraio 2012 Opinione di ceo_85 su "Confidenze troppo intime"
Anna (un'affascinante Sandrine Bonnaire) è una donna insoddisfatta e problematica che decide di andare a parlare dei suoi problemi con un nuovo psicanalista, il dottor Monnier. Solo dopo un paio di sedute, si renderà conto di aver sbagliato ufficio, e di aver parlato della sua vita a William (un impagabile Fabrice Luchini), un fiscalista, il quale non era riuscito ad avvertire la donna del malinteso in tempo. Si instaurerà uno strano rapporto tra i due... Trama interessante e...
voto al film: 
22 agosto 2011 Opinione di Kurtisonic su "Confidenze troppo intime"
Una bella prova di Leconte che si misura col rapporto uomo-donna questa volta originato dall'equivoco iniziale di Anna che invece di entrare nello studio dello psicanalista, per sbaglio si trova di fronte William, consulente fiscale. Quest'ultimo sta al gioco, lei confida suoi problemi matrimoniali ma sorprendentemente quando si svela l'equivoco il gioco andrà avanti. La terapia funziona, i ruoli si scambiano, poi si ripetono, alla fine si liberano per un...
voto al film: 
16 febbraio 2011 Opinione di leporello su "Confidenze troppo intime"
Non saprei…. Il viso di Lucchini “di una normalità impressionante” (cito Yume nel suo pregevole commento al film) mi è sempre rimasto indigesto: è il classico caso in cui un interprete con il quale hai poca affinità è capace di falsare il giudizio di tutto il film. Sandrine Bonnaire è anche lei un’attrice non troppo morbida, bravissima ma impermeabile. E lo stile scelto questa volta da Leconte, con una camera indugiante sugli...
voto al film: 
15 febbraio 2011 Opinione di Mr.Klein su "Confidenze troppo intime"
Il caso può essere ribattezzato destino imprudente,fino a quando non ne scopriamo il beneficio in un primo momento inavvertibile e sentiamo nei suoi confronti la gratitudine per aver finalmente alterato quell’equilibrio cui non vogliamo dare la definizione più consona di vigliacca abitudinarietà.Il piccolo miracolo di un altro equilibrio più rischioso,quello della novità,di cui avvertiamo l’impatto quando la componete scherzosa sembra voler...
voto al film: 
4 dicembre 2010 Opinione di contemalfido su "Confidenze troppo intime"
Ho letto con cura la dozzina di opinioni negative su questo film.Ai dozzinali che le hanno scritte consiglio di cercarsi altri modi di passare il tempo, per esempio l'ippica. Non sono fatti per il cinema. Viva la Francia e, con tutti i suoi difetti, la sua borghesia, colta.
voto al film: 
5 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "Confidenze troppo intime"
l'intreccio della storia pareva non male ma la visione totale risulta monotona e con pochi slanci importanti da ricordare,anzi proprio non ce ne sono,neanche la stella d'erotismo messa da quelli di Filmtv,non c'e' neanche quello,quindi e' ancora piu' pallosa come visione.voto.5.
voto al film: 
1 ottobre 2010 Opinione di yume su "Confidenze troppo intime"
Anna (Sandrine Bonnaire) è una donna sposata e infelice. Come molte donne credono sia giusto fare, va dallo psicanalista, ma a volte succedono cose veramente incredibili. Sbaglia porta, invece che alla terza a sinistra suona alla terza a destra (tende a confondere sinistra e destra, succederà ancora, più avanti, con il bagno, Laconte dissemina piccoli particolari e indizi, la vicinanza a stilemi hitchcockiani è notevole anche in questo) e si ritrova a confidare...
voto al film: 
24 dicembre 2009 Opinione di toni70 su "Confidenze troppo intime"
Voto: 7. Una delicata storia "d'amore" quella che Laconte ci propone durante la visione di questo film, una storia sottile, delicata, basata su personali e intime confidenze, sulla (s)fiducia reciproca e giocata sul sottile filo della comprensione. Due persone, ognuna con qualche problema, si incontrano quasi per caso e da questo ingannevole incontro cominciano un rapporto basato su confessioni personali che portano inevitabilmente conseguenze inaspettate. Un dottore commercialista, in crisi...
voto al film: 
6 novembre 2009 Opinione di menestrello su "Confidenze troppo intime"
Ma che meraviglia questa storia.. Semplice come in (quasi) tutti i film di Leconte, piacevole, con due protagonisti assolutamente a proprio agio nella sceneggiatura. Mi sono piaciute molto le riprese degli interni: scuri e profondi in tutto il film, aperti e solari negli ultimi minuti...
voto al film: 
13 settembre 2009 Opinione di perunavolta su "Confidenze troppo intime"
Inizio simpatico e interessante ma dopo 3 quarti d'ora, ho mollato. Film fiacchissimo, monotono; troppe chiacchiere e nessun fatto. La noia aveva preso il sopravvento. Bravi i due, ma non basta per essere coinvolta.
voto al film: 
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