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Confidenze troppo intime (2004)

[Confidences trop intimes, Francia 2004, Drammatico, durata 104']   Regia di Patrice Leconte
Con Sandrine Bonnaire, Fabrice Luchini, Michel Duchaussoy, Anne Brochet



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Confidenze troppo intime: minimo
Ritmo ritmo in Confidenze troppo intime: presente
Impegno impegno in Confidenze troppo intime: minimo
Tensione tensione in Confidenze troppo intime: assente
Erotismo erotismo in Confidenze troppo intime: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Confidenze troppo intime

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Confidenze troppo intime (voti: 71 media: 3,51) 71

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La trama

Un equivoco dà origine a un'intensa relazione.

Convinta di trovarsi nello studio di uno psicoterapeuta, senza essersi resa conto di aver sbagliato porta, Anna si confida con William Faber, consulente finanziario. Seguono altri appuntamenti, anche dopo che William le ha rivelato la sua vera identità...  

Servito a meraviglia da tutti i suoi interpreti (il cast è ammirevole anche nei ruoli più circoscritti, ma la Bonnaire e Luchini sono degli autentici fuoriclasse), il regista di _Il marito della parrucchiera_ e _L'uomo del treno_ realizza il suo "breve incontro" intorno a un divano, ribadendo che l'immaginario del cinema può essere costituito anche solo da parole e da sguardi.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 51/2004

Leconte dirige con maestria un “breve incontro” cinematografico di parole e sguardi

«Quello che si dichiara e quello che si nasconde» è una pratica che accomuna, in modo singolare e imprevedibile, il lavoro dello psicanalista (qualunque sia la sua scuola di riferimento, il suo nume tutelare, lo stregone della psiche che ne determina il metodo) e la professione, meno brillante, più precisa, più disturbante (per i clienti), del commercialista. Su quello che potrebbe sembrare un paradosso teorico e metodologico, Patrice Leconte struttura un sapido thriller dell’anima che si vorrebbe fosse interminabile come teorizzava Freud dell’analisi. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di yume scritta il 01/10/2010 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Anna (Sandrine Bonnaire) è una donna sposata e infelice.
Come molte donne credono sia giusto fare, va dallo psicanalista, ma a volte succedono cose veramente incredibili. Sbaglia porta, invece che alla terza a sinistra suona alla terza a destra (tende a confondere sinistra e destra, succederà ancora, più avanti, con il bagno, Laconte dissemina piccoli particolari e indizi, la vicinanza a stilemi hitchcockiani è notevole anche in questo) e si ritrova a confidare i guai del suo matrimonio ad un consulente fiscale, William Faber (Fabrice Luchini).
William, sbalordito (gli occhi sgranati e la mimica facciale perfetta, minimale, ogni muscolo è controllato, paralisi della volontà, impotenza decisionale e desiderio, c’è tutto in quel viso rotondo, né bello né brutto, di una normalità impressionante) la lascia parlare.
Ogni volta che è lì lì per dire “Ma cara signora, cosa crede…” c’è qualcosa che glielo impedisce, e, a ben vedere, spesso è proprio lei che chiude frettolosamente la “seduta”, dà l’altro appuntamento, va via di corsa perché perde il treno.
L’ex di lui, che intanto se ne sta col palestrato in tuta e fuoristrada, e che ha mantenuto col fiscalista buoni rapporti e ci va anche a letto qualche volta così, tanto per non si sa cosa (alla fine scopriremo che è lei l’unica ad andare da un vero psicanalista), gli dice: “Ma come, sei pazzo? devi dirle che non sei il dottor XY, che senso ha?”
Il senso ce lo racconta Laconte, con i suoi millimetrici e inesorabili avanzamenti nel profondo dei suoi personaggi, aiutato dalla sceneggiatura di Jerome Tonnerre distillata, essenziale, non una parola di troppo e la musica, ora da thriller ora da favola romantica, di Pascal Esteve.
Completa l’opera la scenografia anni trenta di Ivan Maussion, che la fotografia di Eduardo Serra illumina con filtri per interni claustrofobici, come ipnotici, per poi far irrompere luce e sole nel finale mediterraneo, con un prevalere di toni rosati da favola d’altri tempi.
Confidenze troppo intime è un film che sollecita uno sguardo da “giallista” fin dall’inizio, ha ritmo, sonorità e tecnica di ripresa del thriller: prima scena, tic tac tic tac, sono le polacchine nere di lei, moda anni quaranta, forse anche trenta,inquietanti, che battono sul selciato e la mdp le segue fin dentro la guardiola della portiera.
Un televisore sta mandando una telenovela stile Uccelli di rovo d’anteguerra, tornerà a più riprese qualche breve scena e il contrasto con il resto del film è di raffinato umorismo (del simil padre Ralph alla fine verrà fuori perfino l’omosessualità).
Tutto quello che accadrà, dopo il fatale sbaglio d’indirizzo, o sarebbe meglio dire non accadrà, sarà una schermaglia sottile di piccoli gesti e di sguardi, un piacere reiterato del gioco seduttivo fine a sé stesso, una scoperta di complicità che si consuma tutta nell’ascolto e nella confidenza, ma che riesce ad avere l’aspetto dell’appagamento pieno, per entrambi, al punto da modificare stili di vita e scelte di comportamento. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Confidenze troppo intime


5 febbraio 2012 Opinione di ceo_85 su "Confidenze troppo intime"
ceo_85

Anna (un'affascinante Sandrine Bonnaire) è una donna insoddisfatta e problematica che decide di andare a parlare dei suoi problemi con un nuovo psicanalista, il dottor Monnier. Solo dopo un paio di sedute, si renderà conto di aver sbagliato ufficio, e di aver parlato della sua vita a William (un impagabile Fabrice Luchini), un fiscalista, il quale non era riuscito ad avvertire la donna del malinteso in tempo. Si instaurerà uno strano rapporto tra i due... Trama interessante e...

voto al film: ceo_85 assegna il voto sufficiente a Confidenze troppo intime (2004)


22 agosto 2011 Opinione di Kurtisonic su "Confidenze troppo intime"
Kurtisonic

Una bella prova di Leconte che si misura col rapporto uomo-donna questa volta originato dall'equivoco iniziale di Anna che invece di entrare nello studio dello psicanalista, per sbaglio si trova di fronte William, consulente fiscale. Quest'ultimo sta al gioco, lei  confida suoi problemi matrimoniali ma sorprendentemente quando si svela l'equivoco il gioco andrà avanti. La terapia funziona, i ruoli si scambiano, poi si ripetono, alla fine si liberano per un...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Confidenze troppo intime (2004)

nessun commento
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16 febbraio 2011 Opinione di leporello su "Confidenze troppo intime"
leporello

Non saprei…. Il viso di Lucchini “di una normalità impressionante” (cito Yume nel suo pregevole commento al film) mi è sempre rimasto indigesto: è il classico caso in cui un interprete con il quale hai poca affinità è capace di falsare il giudizio di tutto il film. Sandrine Bonnaire è anche lei un’attrice non troppo morbida, bravissima ma impermeabile. E lo stile scelto questa volta da Leconte, con una camera indugiante sugli...

voto al film: leporello assegna il voto sufficiente a Confidenze troppo intime (2004)

nessun commento
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15 febbraio 2011 Opinione di Mr.Klein su "Confidenze troppo intime"
Mr.Klein

Il caso può essere ribattezzato destino imprudente,fino a quando non ne scopriamo il beneficio in un primo momento inavvertibile e sentiamo nei suoi confronti la gratitudine per aver finalmente alterato quell’equilibrio cui non vogliamo dare la definizione più consona di vigliacca abitudinarietà.Il piccolo miracolo di un altro equilibrio più rischioso,quello della novità,di cui avvertiamo l’impatto quando la componete scherzosa sembra voler...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto buono a Confidenze troppo intime (2004)

2 commenti
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4 dicembre 2010 Opinione di contemalfido su "Confidenze troppo intime"
contemalfido

Ho letto con cura la dozzina di opinioni negative su questo film.Ai dozzinali che le hanno scritte consiglio di cercarsi altri modi di passare il tempo, per esempio l'ippica. Non sono fatti per il cinema. Viva la Francia e, con tutti i suoi difetti, la sua borghesia, colta.

voto al film: contemalfido assegna il voto buono a Confidenze troppo intime (2004)

4 commenti

5 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "Confidenze troppo intime"
chribio1

l'intreccio della storia pareva non male ma la visione totale risulta monotona e con pochi slanci importanti da ricordare,anzi proprio non ce ne sono,neanche la stella d'erotismo messa da quelli di Filmtv,non c'e' neanche quello,quindi e' ancora piu' pallosa come visione.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Confidenze troppo intime (2004)



1 ottobre 2010 Opinione di yume su "Confidenze troppo intime"
yume

Anna (Sandrine Bonnaire) è una donna sposata e infelice. Come molte donne credono sia giusto fare, va dallo psicanalista, ma a volte succedono cose veramente incredibili. Sbaglia porta, invece che alla terza a sinistra suona alla terza a destra (tende a confondere sinistra e destra, succederà ancora, più avanti, con il bagno, Laconte dissemina piccoli particolari e indizi, la vicinanza a stilemi hitchcockiani è notevole anche in questo) e si ritrova a confidare...

voto al film: yume assegna il voto buono a Confidenze troppo intime (2004)

3 commenti
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24 dicembre 2009 Opinione di toni70 su "Confidenze troppo intime"
toni70

Voto: 7. Una delicata storia "d'amore" quella che Laconte ci propone durante la visione di questo film, una storia sottile, delicata, basata su personali e intime confidenze, sulla (s)fiducia reciproca e giocata sul sottile filo della comprensione. Due persone, ognuna con qualche problema, si incontrano quasi per caso e da questo ingannevole incontro cominciano un rapporto basato su confessioni personali che portano inevitabilmente conseguenze inaspettate. Un dottore commercialista, in crisi...

voto al film: toni70 assegna il voto buono a Confidenze troppo intime (2004)



6 novembre 2009 Opinione di menestrello su "Confidenze troppo intime"
menestrello

Ma che meraviglia questa storia.. Semplice come in (quasi) tutti i film di Leconte, piacevole, con due protagonisti assolutamente a proprio agio nella sceneggiatura. Mi sono piaciute molto le riprese degli interni: scuri e profondi in tutto il film, aperti e solari negli ultimi minuti...

voto al film: menestrello assegna il voto buono a Confidenze troppo intime (2004)


13 settembre 2009 Opinione di perunavolta su "Confidenze troppo intime"
perunavolta

Inizio simpatico e interessante ma dopo 3 quarti d'ora, ho mollato. Film fiacchissimo, monotono; troppe chiacchiere e nessun fatto. La noia aveva preso il sopravvento. Bravi i due, ma non basta per essere coinvolta.

voto al film: perunavolta assegna il voto mediocre a Confidenze troppo intime (2004)




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