Opinione di 21thcentury schizoid man su Lupin III: il castello di Cagliostro
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Sul film
Che bello! Ci sono tutti, non manca proprio nessuno! Ci sono Jigen, con la sua inseparabile pistola, e Goemon, samurai tanto bravo con la spada quanto parco di parole, e ci sono anche Zenigata, nevrotico ispettore di polizia, e Fujiko, rapinatrice doppiogiochista dal fascino ammaliante, e, naturalmente, c'è pure lui, Lupin, il mitico e inafferrabile ladro gentiluomo che si fa continuamente beffe del suddetto ispettore Zenigata. Dopo aver rapinato un casinò, Lupin e Jigen si accorgono che i soldi del malloppo sono falsi. Le banconote contraffatte che minacciano la stabilità dell’economia mondiale sono opera del Conte di Cagliostro, e così i nostri due eroi, dopo aver seminato la polizia che dava loro la caccia, decidono di partire, a bordo della mitica 500 gialla, in direzione del paese che porta il medesimo nome del malvagio contraffattore, con l’obiettivo di rubargli le preziose matrici con le quali fabbrica i soldi falsi. Oltre a rubare le matrici, Lupin cercherà anche di impedire che il Conte convoli a nozze con la bella principessa Clarisse, che il crudele falsario tiene prigioniera nel suo castello.
Date i personaggi sopra citati in mano ad un maestro del cinema come Hayao Miyazaki e il gioco è fatto. Tra l'altro, questo "Lupin III: il castello di Cagliostro" è il primo lungometraggio del maestro giapponese, realizzato esattamente trentuno anni fa; ma nonostante siano già passati tre decenni, il film conserva ancora intatto tutto il suo strabiliante fascino.
Ci sono molti pregi (e praticamente nessun difetto) in questo brillante esordio, e anche alcune cose che ricorreranno spesso nelle pellicole successive del regista (ad esempio, qui appare evidente la sua passione per gli aeroplani, a cui dedicherà un intero film, "Porco rosso", che uscirà nel Paese del Sol Levante nel ‘92).
Il tratto del disegno è accattivante, il ritmo dell'azione sempre sostenuto, tanto da non concedere neanche un attimo di tregua allo spettatore (già dall'incipit: guardate che inseguimento quello della polizia che tenta di arrestare Lupin e Jigen dopo che questi ultimi due hanno svaligiato un casinò), le invenzioni narrative e visive profuse a getto continuo, e i caratteri dei personaggi delineati alla perfezione (con la sola eccezione di quello di Goemon, il cui ruolo appare un po’ sacrificato, dal momento che lo stesso rimane ai margini della storia).
Un cocktail (quasi) perfetto di azione, mistero e magia: vedere questo film è un po’ come tornare bambini, quando si guardava la serie di Lupin in televisione; grazie al genio di Miyazaki, però, tutto è diventato ancora più bello in questo meraviglioso lungometraggio, che se non è un capolavoro, poco ci manca. Perfino Steven Spielberg rimase rapito dalla bellezza di tale film quando venne proiettato al Festival di Cannes del 1980. Guardando “Lupin III: il castello di Cagliostro”, ci si diverte, ci si commuove e ci si emoziona. Grazie, Miyazaki, per averci regalato questa gemma.
Commenti
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8 dicembre 2010, 15:23 di M Valdemar
E' da quando hanno aperto una bella fumetteria nella mia città che ho adocchiato il dvd di questo film, e ora, leggendoti, senz'altro lo acquisterò. Solo una curiosità: avevo letto da qualche parte che il personaggio di Fujiko per l'adattamento italiano viene chiamato Rosaria, è vero? o forse era solo per il passaggio televisivo ... Un saluto
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8 dicembre 2010, 19:51 di 21thcentury schizoid man
Nella versione italiana, Fujiko era diventata, chissà per quale motivo, Margot. Che io sappia, qui da noi non l'hanno mai chiamata Rosaria. In ogni caso, "Il castello di Cagliostro" è un grande film, uno dei più belli di Miyazaki. Perciò sono sicuro che quando lo vedrai ti piacerà. Ciao.
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16 dicembre 2010, 20:42 di Immorale
Sono pienamente d'accordo con te, questo è il miglior lungometraggio di Lupin III. Ciao.
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17 dicembre 2010, 18:55 di 21thcentury schizoid man
Eh sì, grazie al genio di Miyazaki, "Il castello di Cagliostro" è, senza dubbio, il lungometraggio più bello tra quelli aventi come protagonista il mitico Lupin. Ciao.
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