Fuga dal Natale - La recensione di FilmTv
Con Tim Allen, Jamie Lee Curtis, Dan Aykroyd, M. Emmet Walsh, Elizabeth Franz
La recensione di FilmTv
Dal bel romanzo di Grisham un brutto film sul delirio natalizio americano
Fuga dal Natale di Joe Roth è l’esempio perfetto di come una regia inetta riesca a rovinare irrimediabilmente un testo che ha tutte le carte in regola per una resa cinematografica travolgente e a neutralizzare un gruppo di attori dotati di innata verve comica. Il libro di John Grisham è una satira appuntita e intelligente della follia dei riti natalizi americani, addobbi domestici e urbani, cenoni familiari e party aziendali, jingle fuori dalla porta e Frosty monumentali sul tetto, spirito di quartiere e buonismo dilagante. E di come se ne esca esausti e economicamente dissanguati. Tim Allen ha la faccia stralunata e nevrotica giusta per il protagonista (e l’unica scena che rende giustizia al suo talento comico è quella in cui non riesce a tenere in bocca la macedonia dopo le iniezioni di botulino); Dan Aykroyd avrebbe potuto essere un Frohmeyer di corporale, dilagante malevolenza; e Jamie Lee Curtis sarebbe stata una perfetta mamma suburbana se non fosse stata penalizzata dal parrucchiere più misogino del mondo. Ma del tutto irrimediabile è la regia di Joe Roth, per la quale non pare esistere la parola “tempo”: le battute hanno un ritmo sul quale la macchina da presa è in perenne ritardo, le gag sono diluite, persino gli stacchi tra una scena e l’altra sono faticosamente rallentati. Il doppiaggio italiano non aiuta, ma per una volta non è il maggior responsabile del disastro.
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