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Opinione di almodovariana su The Woodsman. Il segreto

[The Woodsman, USA 2004, Drammatico, durata 87']   Regia di Nicole Kassell
Con Kevin Bacon, Kyra Sedgwick, Mos Def, Benjamin Bratt, Eve




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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02/05/2009 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Il film non si propone di scavare nella passata vicenda di Walter che lo ha condotto al carcere ma piuttosto suggerisce con lievi pennellate un profilo di pedofilo "anonimo" che cerca di capire le cause della propria anormalità

Sulla trama

Walter è uscito dal carcere in libertà vigilata dopo aver scontato dodici anni per molestie a delle adolescenti; ne è attratto pur non avendo fatto loro alcuna violenza. Trova lavoro in una segheria dove conosce una donna dai modi rudi e ben presto tra loro inizia una relazione. Ma Walter dovrà scavare dentro di sé per uscire da ricordi e ossessioni che lo rigettano nell'incubo.

Sull'interpretazione di Kevin Bacon

Eccezionale nel rendere il tormento del protagonista in cerca di redenzione


SI

Commenti

  • 4 maggio 2009, 13:01 di Daskabinett

    Secondo me è un film stupendo, complesso ma dal tocco lieve che riesce a farti provare empatia verso il "mostro" interpretato (in questo sono d'accordo con te) in maniera perfetta da Kevin Bacon.

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  • 4 maggio 2009, 19:50 di almodovariana

    Ma secondo te il film, non scavando mai nei "crimini" commessi da Walter,non rischia di far apparire "normale" ciò che non è? Voglio dire....quando incontra Robin nel parco la seconda volta lui ci prova a farla salire sulle ginocchia....poi "si redime"..il finale mi pare molto improbabile col poliziotto complice che passa sotto silenzio il pestaggio di Candy....boh!

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  • 5 maggio 2009, 11:17 di Daskabinett

    Mah, più che di "normalità", concetto assai delicato da definire e conseguentemente pericoloso, parlerei di giusto e sbagliato, altrettanto pericoloso ma più facile se si parla di bambini come vittime. Personalmente credo che sia molto facile e anche comodo sbattere il mostro in prima pagina - e in effetti è lo sport preferito di tutta la nostra informazione con il beneplacito di noi utenti. E' anche uno dei limiti dell'essere umano, quello del minimo sforzo, quello di non saper ragionare in maniera complessa, ma semplificare al fine di (cercare di) comprendere. Il problema è che non si risolvono i problemi; anzi, una conseguenza di questo modo di ragionare può essere il semplificare anche i rimedi: introduciamo la pena di morte e abbiamo risolto il problema dei pedofili, stupratori, assassini, ecc. E anche questa è uan soluzione che viene invocata ogni tanto, per adesso da un numero ancora abbastanza limitato di persone. Tuttavia, basterebbe che le stesse persone rivolgessero lo sguardo ai Paesi in cui la pena di morte è presente per rendersi conto che non funziona come deterrente, perchè gli stessi reati vengono perpetrati ugualmente. Quindi forse varrebbe la pena studiare le cause, sicuramente complesse e difficili, in molti casi, che stanno dietro questi mali. E qui torno al film dopo aver divagato forse troppo: l'ho apprezzato per non aver reso le cose in modo univoco, semplicistico, piatto. Detto questo, ho avuto già altre discussioni con alcuni utenti perchè credo che i film non vadano giudicati, almeno non solo, in base al "messaggio", al finale, a quanto è simpatico o antipatico un personaggio. Un film è un'opera d'arte e in quanto tale è finzione, per quanto impegnato possa essere (altro discorso sono i docuemntari alla Michael Moore).

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  • 5 maggio 2009, 14:19 di almodovariana

    Premetto che sono d'accordo al 100% con te con la tua analisi sociale e che sono contraria alla pena di morte. Io mi pongo sempre un problema di messaggi di fronte alle pellicole americane; i prodotti USA per la maggior parte mi sembrano privi di quella qualità artistica di cui parli; ma è proprio per questo che questo film così sussurrato mi suona "strano"!!!! Insomma strano che in una pellicola potenzialmente "scandalosa" non ci si butti sul sensazionalismo. Però vorrei capire se questo registro sottotono deriva da una mancata presa di posizione o da una scelta "artistica" tout court.

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  • 5 maggio 2009, 14:39 di Daskabinett

    Si; intendiamoci, non dico che bisogni prescindere totalmente dal messaggio, ci mancherebbe.. Trovo molto importanti i film impegnati, come per esempio il recente "L'Onda". E' che molti in questo sito danno un giudizio negativo a un certo film perchè non ha il lieto fine, oppure un personaggio "è proprio antipatico", che mi sembrano motivazioni puerili. Tornando a noi, credo sia positivo che Woodsman ti abbia "stranito": vuol dire che non è banale, innanzitutto. E soprattutto, se anche fosse una mancata presa di posizione, tanto meglio! Il regista ti pone i termini della questione, che non è semplice, nella maniera meno stereotipata possibile, e lascia che sia tu a farti la tua idea.

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