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Fino all'ultimo respiro (1960)

[À bout de souffle, Francia 1960, Drammatico, durata 90', b/n]   Regia di Jean-Luc Godard
Con Henri Jacques Huet, Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Van Doude



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Fino all'ultimo respiro: presente
Ritmo ritmo in Fino all'ultimo respiro: forte
Impegno impegno in Fino all'ultimo respiro: minimo
Tensione tensione in Fino all'ultimo respiro: minimo
Erotismo erotismo in Fino all'ultimo respiro: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro (voti: 88 media: 3,90) 88

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La trama

Michel è un giovane spostato: moderno erede dei romantici maledetti è incapace di vivere secondo le regole della società borghese. Ruba un'auto, fugge verso l'Italia, ma la polizia lo insegue. Due agenti lo intercettano e Michel ne uccide uno. Torna a Parigi dove trova rifugio da Patricia, una giovane americana con la quale ha una complicata storia d'amore. La conclusione del loro rapporto coincide con una nuova denuncia alla polizia. Per Michel la resa dei conti è sempre più vicina. Da un soggetto di François Truffaut, il primo lungometraggio Jean-Luc Godard, uno dei titlo mitici della Nouvelle Vague: rivoluzionò il linguaggio cinematografico con la siua strafottenza delle regole canoniche, propose un nuovo, aggressivo e frenetico approccio al "fare cinema", lanciò Belmondo come star. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 2011-03-21 08:24:03 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

L’essenza innovativa della nouvelle vague risiede nell’aver saputo far emergere il carattere disordinato, incoerente e selvaggio della natura umana attraverso i suoi aspetti più civilizzati, come la vita cittadina moderna e meccanizzata, il colloquio sentimentale ed introspettivo, il culto dell’arte e della filosofia. Questo film inaugura un senso dell’avventura intesa secondo un’accezione più ampia ed astratta rispetto a quella dei romanzi classici: il termine si riferisce ancora a una vicenda imprevedibile e vissuta pericolosamente, sempre sul filo del rasoio e nella costante incertezza sul passo successivo, ma il suo significato non è più legato alla solita ambientazione esotica o fantascientifica. Lo scenario metropolitano, fatto prevalentemente di spazi chiusi e/o affollati (gli interni degli appartamenti, le sale dei caffè, le vie piene di traffico) è la nuova giungla equatoriale, il nuovo pianeta misterioso, in cui si incontrano esseri feroci od alieni, sia pure nei panni rispettabili di uomini  e donne raffinati e pensanti.   L’istintualità è una dimensione nascosta ed inafferrabile, che, però, non smette di affiorare dai discorsi indiretti, dalle menzogne, dalle allusioni, dai sottintesi. Il giro di parole è l’arma di un confronto corpo a corpo che non risparmia, ormai, nemmeno l’anima, scavando nell’interlocutore-avversario fino a scoprirne i più intimi recessi. Ed è anche un strumento di esplorazione dell’altrui territorio, di cui il dialogo - che parte per improvvisazione e poi aggiusta il tiro strada facendo -  saggia strategicamente  le risorse ed i punti deboli. Il progresso ha dunque complicato le dinamiche delle lotte primordiali, pur non alterandone lo spirito spietato e primitivo, basato sul mors tua vita mea.   La figura di Michel Poiccard, dongiovanni, burlone, impostore, ed anche ladro ed assassino, riassume i tratti incerti e mutevoli di una personalità che, nella complessa arte di sopravvivere richiesta dalla nostra epoca, continua ad inventarsi nuove identità, fino a perdere quella vera, confondendo realtà ed apparenza, sincerità e falsità. La sua esistenza col doppio fondo è il perfetto ritratto della confusione di cui rimane vittima chi ha ricche ambizioni e scarsi valori, numerose esigenze ma pochi principi, in un contesto cosmopolita che assicura grande varietà, ma riduce al minimo i punti di riferimento.
La sua vita da criminale e vagabondo, che maschera l’assenza di scrupoli dietro un’aria frivola e zuzzurellona, è emblematica di un’autonomia di pensiero che, spregiudicatamente, rifiuta qualsivoglia limite.  All’interno di un movimento culturale che spinge insistentemente verso la libertà espressiva, moltiplicandone  le forme (la pittura, la letteratura, il cinema, la fotografia,) e puntando sempre più verso l’internazionalizzazione, i vincoli della morale vengono sacrificati alle esigenze di un’avanguardia che, non accontentandosi del primato intellettuale, vuole imporsi anche sul piano economico e politico, facendosi moda commerciale e corrente di pensiero.  Come Michel, che sfreccia per le strade, cambiando continuamente la marca ed il modello dell’autovettura (francese, italiana, americana), i portatori delle nuove ideologie vorrebbero scorrazzare trionfanti per il mondo, proclamando in tutte le  lingue il loro messaggio rivoluzionario. È, questo, il gaudente assolutismo del nulla, che, in nome dell’oblio del passato, della rifondazione ex novo, della fuga in avanti,  respinge, come inaccettabile via di mezzo, anche il nobile compromesso del dolore.  La citazione dal romanzo Wild Palms (1939) di William Faulkner offre la decisiva chiave di lettura di questo film: un film il cui titolo richiama l’affanno di un’impresa estrema, forse addirittura eroica, che, però, letta fino in fondo, si traduce nella corsa forsennata ed incosciente verso il proprio azzeramento. 
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SI

Opinioni su Fino all'ultimo respiro


2011-07-04 17:41:07 Opinione di emmepi8 su "Fino all'ultimo respiro"
emmepi8

Finalmente sono riuscito a vedere questo film , che è poi il debutto di Godard, su scrittura di Truffaut e con la supervisione di Chabrol, quindi un vero e proprio manifesto della Nouvelle Vague. Certo da parte mia c’era un certo timore reverenziale verso questo capolavoro del cinema moderno, e i rimandi ed i richiami dei tanti registi  a me cari, uno per tutti Bertolucci, avevano accentuato questo mio timore, ma alla fine, come altre volte ho detto, il pensiero di Fellini...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro (1960)

nessun commento
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2011-06-04 15:55:53 Opinione di ed wood su "Fino all'ultimo respiro"
ed wood

Capolavoro assoluto della Storia del Cinema, film spartiacque, tra i più influenti di sempre. Forse solo Rossellini è stato più pervasivo di Godard nel tracciare le coordinate di mezzo secolo di modernità cinematografica. Ma limitare il valore dell’esordio di Godard a una mera sfilata di innovazioni tecniche (peraltro in gran parte riprese dal cinema muto, da Murnau a Dreyer, ampiamente citati, assieme ad altri, fin da questo primo film) sarebbe riduttivo....

voto al film: ed wood assegna il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro (1960)

8 commenti
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2011-03-21 08:24:03 Opinione di OGM su "Fino all'ultimo respiro"
OGM

L’essenza innovativa della nouvelle vague risiede nell’aver saputo far emergere il carattere disordinato, incoerente e selvaggio della natura umana attraverso i suoi aspetti più civilizzati, come la vita cittadina moderna e meccanizzata, il colloquio sentimentale ed introspettivo, il culto dell’arte e della filosofia. Questo film inaugura un senso dell’avventura intesa secondo un’accezione più ampia ed astratta rispetto a quella dei romanzi...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro (1960)

3 commenti
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2010-08-04 17:18:28 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Fino all'ultimo respiro"
Utente rimosso (signor joshua)

“Se dovessi scegliere tra il dolore e il nulla, sceglierei il dolore.” C'è sempre (o quasi) qualcuno che ha detto qualcosa di giusto prima di noi, qualcuno che ha incarnato il nostro pensiero con parole sue e ci ha fatto piangere perché ha portato avanti questa parte di noi, inconsapevolmente certo, ma lo ha comunque fatto, forse non con le sue parole, ma con il suo modo di vivere; forse, addirittura, con il suo modo di morire. È qui, in questo campo da gioco...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro (1960)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


2010-03-21 14:42:47 Opinione di godardforever su "Fino all'ultimo respiro"
godardforever

Capolavoro assoluto Storia del cinema

voto al film: godardforever assegna il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro (1960)


2010-02-12 14:19:40 Opinione di bellahenry su "Fino all'ultimo respiro"
bellahenry

non si può aggiungere molto a quanto detto da tutti su questo capolavoro...mi è piaciuto tantissimo il protagonista sia come personaggio che come attore. il ritmo ha delle punte inimmaginabili...ma questo già è stato detto....

voto al film: bellahenry assegna il voto buono a Fino all'ultimo respiro (1960)



2009-11-27 21:21:55 Opinione di Tato88 su "Fino all'ultimo respiro"
Tato88

Interi volumi sono stati scritti su questo film, ritenuto all'unanimità un capolavoro della nouvel vague e della storia del cinema in generale. Frammentato e spezzettato, rapido, strafottente eppure prolisso, divertente e appassionante, serio e caricaturale, cambiò il modo di fare cinema aprendolo a nuovi orizzonti. Belmondo scimmiotta Bogart e la Seberg divenne "la" femme fatale. Basta, non mi dilungo.....(comunque stupendo)

voto al film: Tato88 assegna il voto buono a Fino all'ultimo respiro (1960)


2009-10-09 21:19:04 Opinione di fenice69 su "Fino all'ultimo respiro"
fenice69

Lui è un giovane con il mito di Humphrey Bogart. Mentre si reca a Parigi per riallacciare la relazione con una sua ex fiamma, uccide un poliziotto e viene ricercato dalla polizia. Lei è un’americana che non sa che piega far prendere alla sua vita e per ora distribuisce un quotidiano statunitense nella capitale francese. Si incontrano, flirtano, si amano, finché lei lo tradisce denunciandolo alla polizia. Il film nasce da una sceneggiatura di...

voto al film: fenice69 assegna il voto buono a Fino all'ultimo respiro (1960)



2009-07-30 21:50:46 Opinione di mm40 su "Fino all'ultimo respiro"
mm40

(Forse) il miglior Godard. Giovane esordiente proveniente dalla critica, coadiuvato (spiritualmente e materialmente) dai colleghi dei Cahiers - Truffaut, Resnais, Chabrol - e praticamente spinto alla regia senza quasi possibilità di rifiutarsi, Godard stupisce oltre ogni previsione e realizza un lungometraggio a tinte noir in cui un protagonista piuttosto classico (un bravissimo Belmondo che interpreta uno spietato spaccone dichiaratamente ispirato a Bogart) attraversa una Francia (o...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Fino all'ultimo respiro (1960)


2009-07-22 17:13:23 Opinione di steno79 su "Fino all'ultimo respiro"
steno79

VOTO 10/10  "A bout de souffle" è considerato da gran parte della critica un'opera rivoluzionaria nella storia del cinema e dunque un capolavoro, uno dei pochi film che riuscì a rinnovare il linguaggio cinematografico in virtù delle sue novità a livello stilistico, paragonate da Susan Sontag alle innovazioni in campo letterario di James Joyce o a quelle musicali di Stravinskij. Per diverso tempo ho avuto alcuni dubbi sulla grandezza di questo film, ma all'ennesima visione sono...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Fino all'ultimo respiro (1960)

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