Opinioni del pubblico su Fino all'ultimo respiro
Con Henri Jacques Huet, Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Van Doude
- negative [3]
- sufficienti [4]
- positive [26]
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Fino all'ultimo respiro (1960)
21 marzo 2011 Opinione di OGM su "Fino all'ultimo respiro"
L’essenza innovativa della nouvelle vague risiede nell’aver saputo far emergere il carattere disordinato, incoerente e selvaggio della natura umana attraverso i suoi aspetti più civilizzati, come la vita cittadina moderna e meccanizzata, il colloquio sentimentale ed introspettivo, il culto dell’arte e della filosofia. Questo film inaugura un senso dell’avventura intesa secondo un’accezione più ampia ed astratta rispetto a quella dei romanzi classici: il termine si riferisce ancora a una vicenda imprevedibile e vissuta pericolosamente, sempre sul...
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4 luglio 2011 Opinione di emmepi8 su "Fino all'ultimo respiro"
Finalmente sono riuscito a vedere questo film , che è poi il debutto di Godard, su scrittura di Truffaut e con la supervisione di Chabrol, quindi un vero e proprio manifesto della Nouvelle Vague. Certo da parte mia c’era un certo timore reverenziale verso questo capolavoro del cinema moderno, e i rimandi ed i richiami dei tanti registi a me cari, uno per tutti Bertolucci, avevano accentuato questo mio timore, ma alla fine, come altre volte ho detto, il pensiero di Fellini...
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4 giugno 2011 Opinione di ed wood su "Fino all'ultimo respiro"
Capolavoro assoluto della Storia del Cinema, film spartiacque, tra i più influenti di sempre. Forse solo Rossellini è stato più pervasivo di Godard nel tracciare le coordinate di mezzo secolo di modernità cinematografica. Ma limitare il valore dell’esordio di Godard a una mera sfilata di innovazioni tecniche (peraltro in gran parte riprese dal cinema muto, da Murnau a Dreyer, ampiamente citati, assieme ad altri, fin da questo primo film) sarebbe riduttivo....
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21 marzo 2011 Opinione di OGM su "Fino all'ultimo respiro"
L’essenza innovativa della nouvelle vague risiede nell’aver saputo far emergere il carattere disordinato, incoerente e selvaggio della natura umana attraverso i suoi aspetti più civilizzati, come la vita cittadina moderna e meccanizzata, il colloquio sentimentale ed introspettivo, il culto dell’arte e della filosofia. Questo film inaugura un senso dell’avventura intesa secondo un’accezione più ampia ed astratta rispetto a quella dei romanzi...
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4 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Fino all'ultimo respiro"
“Se dovessi scegliere tra il dolore e il nulla, sceglierei il dolore.” C'è sempre (o quasi) qualcuno che ha detto qualcosa di giusto prima di noi, qualcuno che ha incarnato il nostro pensiero con parole sue e ci ha fatto piangere perché ha portato avanti questa parte di noi, inconsapevolmente certo, ma lo ha comunque fatto, forse non con le sue parole, ma con il suo modo di vivere; forse, addirittura, con il suo modo di morire. È qui, in questo campo da gioco...
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21 marzo 2010 Opinione di godardforever su "Fino all'ultimo respiro"
Capolavoro assoluto Storia del cinema
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12 febbraio 2010 Opinione di bellahenry su "Fino all'ultimo respiro"
non si può aggiungere molto a quanto detto da tutti su questo capolavoro...mi è piaciuto tantissimo il protagonista sia come personaggio che come attore. il ritmo ha delle punte inimmaginabili...ma questo già è stato detto....
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27 novembre 2009 Opinione di Tato88 su "Fino all'ultimo respiro"
Interi volumi sono stati scritti su questo film, ritenuto all'unanimità un capolavoro della nouvel vague e della storia del cinema in generale. Frammentato e spezzettato, rapido, strafottente eppure prolisso, divertente e appassionante, serio e caricaturale, cambiò il modo di fare cinema aprendolo a nuovi orizzonti. Belmondo scimmiotta Bogart e la Seberg divenne "la" femme fatale. Basta, non mi dilungo.....(comunque stupendo)
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9 ottobre 2009 Opinione di fenice69 su "Fino all'ultimo respiro"
Lui è un giovane con il mito di Humphrey Bogart. Mentre si reca a Parigi per riallacciare la relazione con una sua ex fiamma, uccide un poliziotto e viene ricercato dalla polizia. Lei è un’americana che non sa che piega far prendere alla sua vita e per ora distribuisce un quotidiano statunitense nella capitale francese. Si incontrano, flirtano, si amano, finché lei lo tradisce denunciandolo alla polizia. Il film nasce da una sceneggiatura di...
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30 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Fino all'ultimo respiro"
(Forse) il miglior Godard. Giovane esordiente proveniente dalla critica, coadiuvato (spiritualmente e materialmente) dai colleghi dei Cahiers - Truffaut, Resnais, Chabrol - e praticamente spinto alla regia senza quasi possibilità di rifiutarsi, Godard stupisce oltre ogni previsione e realizza un lungometraggio a tinte noir in cui un protagonista piuttosto classico (un bravissimo Belmondo che interpreta uno spietato spaccone dichiaratamente ispirato a Bogart) attraversa una Francia (o...
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22 luglio 2009 Opinione di steno79 su "Fino all'ultimo respiro"
VOTO 10/10 "A bout de souffle" è considerato da gran parte della critica un'opera rivoluzionaria nella storia del cinema e dunque un capolavoro, uno dei pochi film che riuscì a rinnovare il linguaggio cinematografico in virtù delle sue novità a livello stilistico, paragonate da Susan Sontag alle innovazioni in campo letterario di James Joyce o a quelle musicali di Stravinskij. Per diverso tempo ho avuto alcuni dubbi sulla grandezza di questo film, ma all'ennesima visione sono...
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29 giugno 2009 Opinione di will kane su "Fino all'ultimo respiro"
Oggi in molti fanno fatica a riconoscerlo tale, ma "Fino all'ultimo respiro" fu un elemento di rottura con molto che il cinema aveva presentato fino al 1960, e aprì di fatto la via a nuovi modi di raccontare dallo schermo. E' vero che alcuni dialoghi appaiono obsoleti, a volte privi di senso, non importanti, e che si noti più di una volta che il tempo è passato.Però è giusto anche dire che Godard compì un'operazione che liberava dall'obbligo della morale, impaginava immagini splendide,...
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24 marzo 2009 Opinione di teaestefano su "Fino all'ultimo respiro"
Ecco il prototipo (o quasi) della nouvelle vague, movimento che si contraddistingue per la rottura delle regole del cinema classico precedente (ma bisogna dire anche successivo). Qui si nota una certa "anarchia" soprattutto nel montaggio e nell'inquadratura. Non conosco i termini tecnici, ma si trovano lo stacco anticipato, la posizione della macchina da presa che non cambia tra uno spezzone e l'altro, spezzoni cortissimi senza un vero motivo. Queste arditezze formali, se anche non mi fanno...
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16 marzo 2009 Opinione di bradipo68 su "Fino all'ultimo respiro"
Come scrivere una manifesto della Novelle vague:la sinergia tra Truffaut in sede di sceneggiatura e Godard alla regia in questo caso ha dato un frutto apprezzabile anche se non lo ritengo un capolavoro imprescindibile e magari mi attirerò pure qualche critica.La verità è che io normalmente detesto Godard,non amo la sua idea di cinema,lo trovo un autore pretestuosamente elitario,un intellettuale a tutto tondo che per puro caso magari(non conosco la storia della sua vita ,la mia è solo un...
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28 dicembre 2008 Opinione di sasso67 su "Fino all'ultimo respiro"
A volte sarebbe meglio non vederli nemmeno, film come questo, ultra esaltati dalla critica, ma ormai fruibili soprattutto come documento storico. Questo non è stato neppure il primo tentativo di vedere questo (come dice Mereghetti) "capolavoro della nouvelle vague", ma le altre volte avevo desistito per noia e fastidio: questa volta mi sono imposto di vedere il film (direi che fino a qui possiamo accordarci tutti: è un film) dall'inizio alla fine. E non nego la sua importanza nella storia...
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11 dicembre 2008 Opinione di jonas su "Fino all'ultimo respiro"
Esiste una linea Truffaut e una linea Godard. I registi della prima cercano di esprimere le proprie idee in una forma che possa riuscire gradita al pubblico, senza per questo svendersi; quelli della seconda esprimono le proprie idee e basta: se il pubblico gradisce (come incidentalmente può succedere) bene, altrimenti si rifugiano nel ruolo del genio incompreso. La montatrice Agnès Guillemot, che collaborò con entrambi in tempi diversi, disse che lavorare con Godard era un’esperienza...
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21 settembre 2008 Opinione di miawallace su "Fino all'ultimo respiro"
Visto stasera per la prima volta. Che dire? Mi ha davvero stupita. Un film che nel 1960 dovette far trasecolare parecchi. Modernissimo. Alterna lunghi piani sequenza a un montaggio a dir poco frenetico, per non parlare delle inquadrature insistite di un unico soggetto non sequenziali. Meravigliosi i momenti tra Belmondo e la Seberg. I loro dialoghi sono surreali ma efficacissimi nel dipingere due folli giovani completamente al di fuori di ogni canone borghese. Un film senza dubbio epocale.
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11 luglio 2008 Opinione di LorCio su "Fino all'ultimo respiro"
Abbastanza impegnativo questo film manifesto della Novelle Vague transalpina, scritto da cotanto uomo (François Truffaut) e diretto da cotanto regista (Jean Luc Godard). “A boute de souffle” è puro cinema cerebrale, molto intellettuale (forse troppo), che mira alto il suo bersaglio ambizioso: reinventare il cinema, conferirgli uno stile e una dinamicità nuovi, moderni, all’avanguardia. La storia di questo ladruncolo che la fa grossa (uccide un uomo) e si innamora di una americana...
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16 maggio 2008 Opinione di pinoxx su "Fino all'ultimo respiro"
une bout de jean luc avec michel come se foss lupin taglia qui parla là un filmone è questo qua?
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8 novembre 2007 Opinione di rosario su "Fino all'ultimo respiro"
Godard disegna abilmente il suo cinema con la forza del grande cineasta che fu!
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17 luglio 2007 Opinione di ZioMaro su "Fino all'ultimo respiro"
Primo lungometraggio di Godard, e nuovo cinema fu. Più che un racconto, "À bout de souffle" è una riflessione, quasi una lezione di cinema nuovo, che inaugura il filone dei "film-saggio" tipici del regista. Per Godard il fare cinema è primariamente fare critica cinematografica e ragionare sul linguaggio "cinema", cosa che inevitabilmente implica una determinata visione del mondo e quindi uno "sguardo morale" (e in film successivi più spiccatamente politico) per mezzo della macchina da...
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