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Opinione di fenice69 su Fino all'ultimo respiro

[À bout de souffle, Francia 1960, Drammatico, durata 90', b/n]   Regia di Jean-Luc Godard
Con Henri Jacques Huet, Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Van Doude




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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09/10/2009 voto al film: voto buono

Sul film

Lui è un giovane con il mito di Humphrey Bogart. Mentre si reca a Parigi per riallacciare la relazione con una sua ex fiamma, uccide un poliziotto e viene ricercato dalla polizia. Lei è un’americana che non sa che piega far prendere alla sua vita e per ora distribuisce un quotidiano statunitense nella capitale francese. Si incontrano, flirtano, si amano, finché lei lo tradisce denunciandolo alla polizia.
Il film nasce da una sceneggiatura di François Truffaut e lo si vede subito dall’asimmetria tra i due protagonisti nel vivere la storia d’amore: lui è in preda ad un amore totale, al quale si dedica anima e corpo ed arriva anche a sacrificare la vita, mentre lei si lascia prendere dall’idea di una storia originale, ma poi si tira indietro quando comprende le difficoltà a cui è destinata ad andare incontro. Godard parte dalla sceneggiatura di Truffaut per entrare nella storia del cinema con questo film manifesto dove, rileggendo il noir americano, rompe le convenzioni cinematografiche francesi (e non solo) che privilegiavano l’aspetto narrativo e quindi la sceneggiatura piuttosto che il raccontare per immagini. In polemica contro una cinematografia di sceneggiatori, Godard sposta il fulcro dell’opera cinematografica nella regia. E‘ il movimento della macchina da presa che ci fa esperire la storia ed i suoi personaggi riuscendo, con dei bellissimi primi piani, a farci entrare in contatto con le loro psicologie. Certo, fondamentale è il contributo dei due straordinari protagonisti, Jean Paul Belmondo e Jean Seberg. Famosa è la lunga (e insolita per un noir) scena nell’appartamento della ragazza in cui i due litigano, si amano, dipanano le loro incertezze esistenziali. Infine, altri due grandi protagonisti: le musiche e una stupenda Parigi.


SI

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