Cría cuervos (1975)
Con Ana Torrent, Geraldine Chaplin, Conchita Perez, Monica Randall
La trama
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 22/01/2010 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Carlos Saura è altrettanto secco e impietoso nell'indagare e mostrare i rapporti umani in una famiglia della Spagna franchista: la trama è esile ma quel che conta sono i risvolti sottilmente aggressivi che covano nell'animo della bambina protagonista. Ana, da grande, ripercorre le tappe principali della sua infanzia, avvolta dalla presenza della morte che tutto invade (la morte del padre ufficiale dell'esercito, di cui Ana si sente responsabile; prima ancora la morte della giovane madre [Geraldine Chaplin, moglie e musa del regista], sofferente per la precaria relazione matrimoniale e la malattia letale, che forse nemmeno ha; il veleno che Ana nasconde in un contenitore; la morte che pure augura alla zia e che vorrebbe dare alla tenera nonna inferma, in un primo momento anche accondiscendente). Saura ritrae con estrema asciuttezza i pensieri che traspaiono dagli occhi languidi e dal volto di Ana (Ana Torrent), accosta direttamente la realtà diegetica con i pensieri della bambina, i suoi ricordi della madre materializzati, non ha paura di rivelare la potenziale malvagità che può provare anche l'infanzia, ancor più terribile nella sua naturale "incoscienza" ""voluta"", se così si può dire, e dirige un film misterioso, prima della chiave grottesca e ilare adottata in Mamà compie cento anni, in cui tornano temi comuni. 9
2 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Cría cuervos"
Il titolo si rifà al proverbio Spagnolo “Cria cuervos y te sacaran los ojos” (“Alleva corvi e ti caveranno gli occhi”), e il film riesce con grande destrezza a darne una dimostrazione pratica. Bello il montaggio e i continui salti fra protagonista adulta e bambina, e sua madre viva e morta. Musica ossessiva e ben curata.
voto al film: 
27 gennaio 2010 Opinione di sasso67 su "Cría cuervos"
Bellissimo film metafora degli ultimi anni del franchismo, realizzato praticamente in tempo reale. Il titolo è dato dalle prime due parole di un proverbio spagnolo che equivale più o meno al nostro “allevarsi la serpe in seno. Ho l’impressione che Saura, qui nel suo periodo migliore, abbia voluto lanciare dei semi, cioè mettere in scena dei personaggi come simboli, lasciando libero lo spettatore di interpretarli come vuole, fornendogli una possibile traccia...
voto al film: 
22 gennaio 2010 Opinione di kotrab su "Cría cuervos"
Ovvio cominciare col proverbio spagnolo esteso, a cui fanno riferimento le due parole del titolo: Alleva corvi e ti beccheranno gli occhi. Una frase secca, metaforica e fortemente lapidaria, molto chiara. Carlos Saura è altrettanto secco e impietoso nell'indagare e mostrare i rapporti umani in una famiglia della Spagna franchista: la trama è esile ma quel che conta sono i risvolti sottilmente aggressivi che covano nell'animo della bambina protagonista. Ana, da grande,...
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