Ecco l'impero dei sensi (1976)
Con Tatsuya Fuji, Eiko Matsuda, Aoi Nakajima, Melka Seri
La trama
L'opinione più votata
Di yume scritta il 21/10/2010 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Noburo Tanaka aveva girato due anni prima Abesada - l’abisso dei sensi, Bertolucci aveva fatto uscire nel ’72 Ultimo tango a Parigi e il tema dell’amour fou aveva investito l’occidente con conseguenze prevedibili sul piano censorio.
La liberazione dai tabù sessuali era ancora di là da venire, nonostante i proclami sessantottini, anzi quelli furono anni più che mai inclini ad involuzioni moralizzatrici (ricordiamo il calvario di Pasolini, ad esempio).
Bisogna tornare molto indietro per trovare nell’espressione artistica momenti di autentica libertà e riflessioni d’avanguardia sul tema della rappresentazione, pensiamo ad Henry Miller, che in L’oscenità in letteratura afferma: “E’ da due inesauribili fonti galliche, Rabelais ed Élie Faure, che ho tratto maggiormente il coraggio, l’ispirazione e il senso della libertà. In nessun punto delle opere di questi maestri ho mai trovato nulla che scusasse o giustificasse la limitazione della libertà d’espressione nel campo dell’arte.”
Ma è soprattutto nell’opera di George Bataille la teorizzazione dell’uomo come “separazione dalla totalità della natura”, e dunque il riconoscimento della necessità di recupero di un’unità che passi attraverso la trasgressione.
L’ordine stabilito dalla società è funzionale all’accumulo del capitale, trasgredirlo nell’eccesso di piacere e dolore assume le forme di un erotismo tragico che è “pratica della gioia dinanzi alla morte”.
Una lettura del film di Oshima non può prescindere da queste considerazioni, pur tenendo conto del modo più libero rispetto ai nostri schemi occidentali con cui l’oriente ha sempre trattato il tema erotico, e non solo nel cinema.
Si tratta dunque di reperire matrici unificanti all’interno di una problematica universale, che travalica il tempo e lo spazio.
Si può allora pensare anche al tema dionisiaco, visto come “lo spirito selvaggio dell’antitesi e del paradosso, dell’immediata presenza e della assoluta e remota distanza, della felicità e dell’orrore, dell’infinita vitalità e della più cruenta distruzione” (Walter Otto).
Cosa simboleggia Dioniso e in che modo possiamo rapportarlo al discorso sull’amore come “appropriazione” che passa attraverso il bisogno di “mangiare” l’altro? (ricordiamo a questo punto anche il fondamentale “Mangiare Dio” di Ian Kott).
Elemento centrale del culto di Dioniso è l’ orghia che, afferma il Dodds, “non ha nulla a che vedere con l’idea moderna di orgia, poiché si tratta di un atto di devozione che per oggetto ha l’esperienza di comunione con Dio che trasforma l’essere umano”.
Cuore dell’esperienza orgiastica è l’omofaghìa, il divorare carne animale viva dopo aver praticato lo sparagmòs, smembramento rituale a mani nude, o con l’aiuto del tirso, di animali selvatici ancora vivi. ESPANDI +
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25 marzo 2011 Opinione di Axeroth su "Ecco l'impero dei sensi"
EDONISMO MORTALE | - In questa pellicola l'eccedenza sovrasta lo schermo. La ricerca del piacere è tale da sfociare nell'ossessione, nella compulsività, senza lasciare spazio alla vita quotidiana. Nella ricerca del piacere la vita diventa qualcosa di impercettibile, l'unica cosa che rimane è il desiderio della carne, il desiderio di soddisfare i sensi al fine di ottenere le sensazioni più estreme e il godimento più elevato. Col passare del tempo il rapporto...
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21 ottobre 2010 Opinione di yume su "Ecco l'impero dei sensi"
Oshima gira il film nel ’76 traendo da un fatto di cronaca del ’36 di una donna che tagliò il pene all’amante. La voice over in chiusura ci riporta alla realtà e ci fornisce dati. Noburo Tanaka aveva girato due anni prima Abesada - l’abisso dei sensi, Bertolucci aveva fatto uscire nel ’72 Ultimo tango a Parigi e il tema dell’amour fou aveva investito l’occidente con conseguenze prevedibili sul piano censorio. La liberazione dai tabù sessuali era ancora di là da venire,...
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29 settembre 2010 Opinione di PompiereFI su "Ecco l'impero dei sensi"
Il film si è ispirato a un fatto di cronaca verificatosi a Tokyo nel 1936. Abe Sada (ex meretrice) lavora, nuova, ingenua e spensierata cameriera, nella casa al servizio del suo attuale padrone Kitzi, un bel moro con penetranti occhi scuri e due baffetti sensuali, il quale non tarda a invaghirsi delle sue forme. La passione prende molto presto il sopravvento, tra l’ossessione sessuale di lui e l’abbandonarsi ai servigi di lei. Il loro amore, se così si...
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7 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Ecco l'impero dei sensi"
Oshima si diverte a scavare nel cuore malato del suo Giappone, sconvolgendo, graffiando e straziando lo spettatore indifeso. Siamo nel 1936, ci sono un uomo, ricco borghesuccio annoiato, ed una donna, tranquilla dama di corte ninfomane, pure lei annoiata. Si trovano, si parlano, si studiano, si spogliano e finiscono a letto, dopo di che, comincia il sentimento, che sfocia in una totale ed opprimente mania reciproca: lei non può fare a meno di lui, lui non può fare a meno di...
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29 luglio 2010 Opinione di riorob su "Ecco l'impero dei sensi"
Sarà che ormai sono diventato un pò anziano. Moralista. Bigotto. Ed anche un pò cattolico. Ma a me questo film sembra solamente un film porno. E pure fatto male. Due esseri. Alla continua ricerca del sesso. In ambienti quasi sempre simili. Con parole quasi sempre simili. Con sentimenti ed emozioni sempre simili. E con scene di sesso con due anziani signore che mi hanno ricordato dei film di Lino Banfi. P.S. è vero....sono proprio moralista...
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7 giugno 2010 Opinione di red grave su "Ecco l'impero dei sensi"
apprezzo questo film che prova a raccontare una storia d'amore estrema lasciando che lo spettatore entri, come una geisha, nell'intimità della coppia. azzardo un parallello con un'altra storia estrema 'm.butterfly' di cronenberg: se anche lì fosse stato dato più spazio a quello che succede fisicamente ai corpi per le leggi d'attrazione. trovo spettacolare la fotografia: il frusciare dei colori dei kimono e dei colori dei corpi. una splendida tragedia, orgasmo senza...
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28 marzo 2010 Opinione di wang yu su "Ecco l'impero dei sensi"
Un film di Erotismo e perversione pungente.
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11 gennaio 2010 Opinione di pensatorecontabile su "Ecco l'impero dei sensi"
"E' meraviglioso...La tua vita per il mio piacere, per il mio piacere...muori..siiii" summa dell'intero film Trovo che sia folle e poetico come solo la passione può!
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17 novembre 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Ecco l'impero dei sensi"
Contano davvero così tanto gli anni di quest’opera? Intendiamoci: un conto è guardarla oggi e un conto dev’essere stato vederla nel '76, ma se si parla di valore artistico nel caso de L’impero dei sensi l’età è un dato irrilevante. Il motivo è semplice: non si tratta di un film in anticipio sui tempi, semmai volutamente propenso a sollevare polemiche e relativa pubblicità gratuita con la sua spudoratezza. Il sospetto...
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11 settembre 2009 Opinione di carlos brigante su "Ecco l'impero dei sensi"
(Ecco) l'impero dei sensi è un'opera che va metabolizzata nella post-visione e che a volte, troppo frettolosamente, viene bollata come film noioso e fine a se stesso o, dall'altra parte, come "cult" a causa, soprattutto, dell'alone di "film maledetto" che si è "guadagnato" sin dalla sua uscita. A mio avviso bisogna, invece, rifletterci su ancora un attimo. Una giovane cameriera, Abe, si invaghisce e finisce tra le "grinfie" del suo vizioso padrone, Kitzi. Inizia così una...
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