I cattivi dormono in pace (1960)
Con Toshiro Mifune, Takeshi Kato, Takashi Shimura
La trama
L'opinione più votata
Di yume scritta il 09/08/2011 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Vari incidenti si susseguono mentre il ricevimento prosegue:Wada, il contabile della società, viene arrestato con l’accusa di corruzione davanti ad un folto stuolo di giornalisti che sembrano essere lì proprio per questa scena (sulla categoria Kurosawa non fa sconti, sono gli sciacalli per definizione, nessuno che si salvi, neanche quando appaiono in altri film come Scandalo o Cane randagio); il fratello della sposa rivolge allo sposo uno strano discorso di minaccia che fa calare un gelo ben presto dissipato dal brindisi di notabili dall’aspetto di squali, capaci di incassare impassibili ben altro; al momento del taglio della torta ne entra in sala una seconda, enorme, su un carrello, un plastico in glassa del palazzo della società, con un inquietante fiore che sbuca dalla finestra del settimo piano da cui è precipitato, cinque anni prima, un impiegato. (Suicidato? Tornano alla mente tristi ricordi milanesi del lontano 15 dicembre 1969 n.d.r.)
Una sequenza capolavoro questa del matrimonio (Coppola, nel ’72, la tenne ben presente per Il Padrino), 22 minuti che aprono un film di denuncia sociale e politica a pieno titolo fra i cult mondiali del genere e che ha fatto esclamare ad un entusiasta S.Galbraith, “Qualsiasi studente serio di cinema giapponese dovrebbe correre a vedere The Bad Sleep Well, uno dei film migliori di uno dei grandi maestri dell'arte.”
Satira sulla corruzione ai più alti livelli di governo nel Giappone del dopoguerra, tratta con abile commistione di toni fra noir e thriller, padronanza magistrale di mezzi tecnici (bianco e nero tagliente, da foto-diario, notizie di cronaca che scorrono come in un docu-film, geometrie di interni studiate e intriganti ), grandi soluzioni di regia (il matrimonio e il falso funerale di Wada sono da antologia nell’osservazione di comportamenti, pensieri, emozioni) una materia incandescente che, nel mettere a fuoco un problema sociale con grande audacia e preveggenza (scandali reali, grandi aziende alleate ai governi e corruzione dilagante saranno il leit motiv tra Oriente e Occidente nei 50 anni successivi) porta alla luce quella zona grigia dell’animo umano che solo la tragedia greca, e poi Shakespeare, avevano indagato così a fondo.
Quasi tutti i personaggi, indipendentemente dalla loro posizione, vivono situazioni di disagio, la lotta non è tra il bene e il male, ma piuttosto nella ricerca di spazi possibili di convivenza con le proprie debolezze e bassezze in nome dei propri quotidiani, piccoli eroismi o sopravviventi lampi di umanità.
Iwabuchi, il figlio Tatsuo, Wada e Miura, i funzionari corrotti, Moriyama e Shirai, i faccendieri del boss, sono personaggi da tragedia e commedia insieme, Kurosawa fa sfilare un campionario di umanità complessa e sfaccettata, e anche Nishi (un Mifune introspettivo e tormentato) l’eroe positivo, lontano epigono di Amleto, non sfugge a questo sguardo. ESPANDI +
9 agosto 2011 Opinione di yume su "I cattivi dormono in pace"
Iwabuchi, presidente di una grande società immobiliare, sta celebrando il matrimonio di sua figlia Yoshiko con Koichi Nishi. Vari incidenti si susseguono mentre il ricevimento prosegue:Wada, il contabile della società, viene arrestato con l’accusa di corruzione davanti ad un folto stuolo di giornalisti che sembrano essere lì proprio per questa scena (sulla categoria Kurosawa non fa sconti, sono gli sciacalli per definizione, nessuno che si salvi, neanche...
voto al film: 
5 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "I cattivi dormono in pace"
Il film è forse troppo lungo e, in alcuni snodi, fin troppo melodrammatico, ma è necessario ricordarsi che Kurosawa è probabilmente l'erede legittimo di Shakespeare in terra d'oriente. Qualche scena madre, pertanto, e qualche appassionato monologo rientrano nei canoni della moderna tragedia di stampo elisabettiano. Su un altro versante, quello della denuncia sociale e politica, invece, I cattivi dormono in pace (titolo tutt'altro che ironico, anzi, per la verità assai amaro) sembra...
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