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Una vampata d'amore (1953)

[Gycklarnas afton, Svezia 1953, Drammatico, durata 93', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Åke Grönberg, Harriet Andersson, Annika Tretow, Hasse Ekman



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Una vampata d'amore: assente
Ritmo ritmo in Una vampata d'amore: minimo
Impegno impegno in Una vampata d'amore: assente
Tensione tensione in Una vampata d'amore: presente
Erotismo erotismo in Una vampata d'amore: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Una vampata d'amore

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Una vampata d'amore (voti: 8 media: 3,88) 8

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 10/08/2010 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il personaggio realmente tragico o autenticamente comico è quello che, non avendo teatro né costume, è costretto a interpretare la propria parte lontano dalle scene, nel mondo vero, senza un pubblico che, mentre ride o piange, possa ammirarne la bravura. L’attore non commuove e il clown non diverte fuori dal proprio ambiente naturale, ed entrambi fanno solamente pena: sono, infatti, rispettivamente, il palcoscenico e la pista di sabbia a conferire al loro affanno l’elevata dignità dell’arte, sottraendolo allo squallido baratto dei sentimenti che, nella vita quotidiana, fa della recitazione un’attività subdolamente strumentale. La menzogna del commediante è patetica, così come lo è la sua finta allegria o la sua passione simulata, mentre la sua verità delude, perché è troppo banale per fare spettacolo. Così i protagonisti di questa storia, la domatrice Alma, il clown Frost, l’amazzone Anna e il capocomico Albert non esistono, come persone, in mezzo alla gente comune: ciò che ci si aspetta da loro è la rigorosa adesione ad un copione surreale, che li collochi nella dimensione fantastica delle illusioni docili ai desideri e all’immaginazione, come tante bambole che sanno dare forma agli altrui sogni, ma sono troppo malleabili per essere credute e rispettate. Con questo film, Ingmar Bergman conferisce al motivo conduttore della sua cinematografia - il doppiofondo della realtà – la veste molle e fragile della carne che, quando è dipinta e coperta di panni colorati, fa pensare più che mai al vano camuffamento di un deperibile inganno.
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Opinioni su Una vampata d'amore


10 agosto 2010 Opinione di OGM su "Una vampata d'amore"
OGM

Il personaggio realmente tragico o autenticamente comico è quello che, non avendo teatro né costume, è costretto a interpretare la propria parte lontano dalle scene, nel mondo vero, senza un pubblico che, mentre ride o piange, possa ammirarne la bravura. L’attore non commuove e il clown non diverte fuori dal proprio ambiente naturale, ed entrambi fanno solamente pena: sono, infatti, rispettivamente, il palcoscenico e la pista di sabbia a conferire al...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Una vampata d'amore (1953)

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28 ottobre 2009 Opinione di sasso67 su "Una vampata d'amore"
sasso67

Il film che meglio incarna il pessimismo cosmico bergmaniano. Dove si contemplano la via crucis e le umiliazioni lavorative ed amorose di un direttore del circo e della sua amante. Al protagonista della “serata del saltimbanco” (così suonerebbe, letteralmente, il titolo originale) non è dato altro che una reazione, destinata a risolversi in un patetico pestaggio, che assume i connotati dello spettacolo circense. E non ci sarà neppure la catarsi del colpo di...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Una vampata d'amore (1953)

1 commento
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10 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Una vampata d'amore"
mm40

Uno dei rari tratti d'unione fra due Maestri del cinema mondiale come Bergman e Fellini, così differenti eppure amici e profondi ammiratori l'uno dell'altro, è notoriamente il circo. Soltanto una manciata di mesi prima dell'uscita de La strada del regista riminese, ovvero il suo primo approccio alla realtà circense, ecco che il collega svedese propone questo Una vampata d'amore, lavoro che collega e annoda inscindibilmente fra loro il mondo dei clown, dei saltimbanchi, dei domatori e...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Una vampata d'amore (1953)

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21 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Una vampata d'amore"
steno79

Uno dei primi film importanti di Bergman, ambientato all'inizio del Novecento fra i membri di una troupe ambulante di un circo. Film molto cupo e disperato, con sequenze di umiliazione fisica piuttosto crude e situazioni esasperate che alcuni hanno ritenuto un pò eccessive. Visivamente raffinatissimo, con atmosfere caratterizzate da uno stile barocco ed espressionista (e infatti sono stati fatti paragoni con il cinema di Max Ophuls), conferma una visione assai pessimista...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a Una vampata d'amore (1953)

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2 marzo 2006 Opinione di spopola su "Una vampata d'amore"
spopola

Una vampata d'amore è del 1953 (anteriore quindi alle opere della maturità) eppure già con questo film il regista riesce a raggiungere (e a trasmettere) attraverso un sottile gioco di rimandi, un pathos elevatissimo, grazie al rigore formale, alle qualità stilistiche del racconto, all'uso sapiente della macchina da presa, fra improvvise intuizioni poetiche e profonde sciabolate esteticizzanti. Se ci limitassimo ad analizzare il soggetto, dovremo oggettivamente ammettere che si tratta di...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Una vampata d'amore (1953)

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