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Un condannato a morte è fuggito (1956)

[Un condamné à mort s'est échappé, Francia 1956, Drammatico, durata 95', b/n]   Regia di Robert Bresson
Con François Leterrier, Roland Monod, Charles Le Clainche



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un condannato a morte è fuggito: assente
Ritmo ritmo in Un condannato a morte è fuggito: minimo
Impegno impegno in Un condannato a morte è fuggito: presente
Tensione tensione in Un condannato a morte è fuggito: presente
Erotismo erotismo in Un condannato a morte è fuggito: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Un condannato a morte è fuggito

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Un condannato a morte è fuggito (voti: 36 media: 4,56) 36

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Di spopola scritta il 2010-07-22 10:26:42 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto ottimo

Che cos’è il cinema? Ritmi, e al tempo stesso, rapporti, incrociarsi di rapporti, di opposizioni, di colpi, di scambi tra una immagine e tutte le immagini, tra una immagine  e il suono e ancora: Film cinematografici dove le immagini, come le parole del dizionario, non hanno potere e valore che per la loro posizione e relazione.  Sono parole di Bresson queste, che a mio avviso possono fare da magnifico corollario proprio a Un condannato a morte è fuggito, che è il primo film per il quale il regista non si avvale di un sottotesto di scrittura ad opera di un letterato vero e proprio (Jean Giraudoux per La conversa di Belfort, un episodio tatto da Jacques le fataliste di Diderot con i dialoghi scritti da Cocteau per Les dames du Bois du Boulogne, il romanzo omonimo di George Bernanos per Diario di un curato di campagna), ricorrendo invece a una vera storia di vita vissuta.
Il punto di partenza è rappresentato infatti questa volta dal breve racconto di memorie Récit d’une évasion, pubblicato da André Devigny su Le figaro littéraire  del 20 e 27 novembre del 1954 (il più complesso e composito libro-diario che esporrà la cronaca  dettagliata e definitiva della detenzione e della fuga  scritto dallo stesso Devigny, era infatti ancora in gestazione quando Bresson ha organizzato la sua sceneggiatura,  e quindi “sconosciuto” al regista  che ne avrebbe preso visione, una volta dato alle stampe, solo successivamente, come testimonia per altro lui stesso con una lettera inviata a Giorgio Tinazzi: Il libro sullo stesso argomento è stato scritto da Devigny mentre scrivevo la mia sceneggiatura tratta dal racconto. Non ne ho avuto conoscenza che più tardi. Ciò a conferma del fatto che, pur sulla traccia del canovaccio, Bresson ha potuto lavorare in piena autonomia anche se nel totale rispetto dei fatti (la fuga quasi “impossibile” di un partigiano francese dal carcere nazista di Montluc poco tempo prima che venisse eseguita la sua sentenza di morte, un fatto eclatante che rappresenta anche un importante, significativo episodio della Resistenza francese).
Bresson analizza e trasla  l’avvenimento con il suo sguardo analitico, per trasferirlo in un’opera di straordinaria tenuta anche emotiva, che contiene una delle sue più convinte dichiarazioni di fede nelle capacità umane (l’ultima forse nella quale si ritrovano evidenti tracce di speranza, prima che cominciasse il lento viaggio nella disillusione iniziato con Pickpocket e che lo porterà ad esprimere l’agghiacciante pessimismo che non risparmia più nessuno della sua ultima opera, Il diavolo probabilmente: “quello che mi ha spinto a fare questo film – dichiarerà in tale occasione – è lo spreco che si fa di tutto. E’ questa civiltà di massa dove ben presto l’individuo non esisterà più. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Un condannato a morte è fuggito


2011-05-14 01:14:43 Opinione di mm40 su "Un condannato a morte è fuggito"
mm40

"Logorante" è la parola chiave, che accompagna fedelmente la visione di questi cento minuti di pellicola: Bresson, giunto al suo quarto lungometraggio, esaspera la componente statica e riflessiva dei suoi precedenti lavori e mette in scena un'opera profondamente drammatica che indaga attorno al concetto di 'fuga'. Non tanto la storia di una fuga, ma della fuga, dell'idea eterna di ricerca - ad ogni costo e con ogni sforzo umanamente concepibile, concreto e mentale - della...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Un condannato a morte è fuggito (1956)


2010-07-22 10:26:42 Opinione di spopola su "Un condannato a morte è fuggito"
spopola

Che cos’è il cinema? Ritmi, e al tempo stesso, rapporti, incrociarsi di rapporti, di opposizioni, di colpi, di scambi tra una immagine e tutte le immagini, tra una immagine  e il suono e ancora: Film cinematografici dove le immagini, come le parole del dizionario, non hanno potere e valore che per la loro posizione e relazione.  Sono parole di Bresson queste, che a mio avviso possono fare da magnifico corollario proprio a Un condannato a morte è fuggito, che...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Un condannato a morte è fuggito (1956)

5 commenti
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2010-06-28 08:46:05 Opinione di OGM su "Un condannato a morte è fuggito"
OGM

I personaggi di Robert Bresson aderiscono con rigore e disciplina al loro progetto esistenziale, a dispetto delle condizioni avverse. Le poche risorse a loro disposizione sono gli strumenti con cui il destino indica loro laconicamente la via da seguire. La strada più difficile ed illogica è, biblicamente, quella giusta, sia che si tratti di rassegnarsi a diventare un borseggiatore (Pickpocket),  farsi portatore della parola di Dio in un ambiente insensibile e profano (Il...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Un condannato a morte è fuggito (1956)

2 commenti
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2010-06-17 18:24:26 Opinione di Peppe Comune su "Un condannato a morte è fuggito"
Peppe Comune

Tratto dalla storia vera di Andrè Devigny( Lieutenant Fontaine nel film), un'esponente della resistenza francese che venne arrestato e rinchiuso nella prigione fortezza di Montluc. La pena che gli venne comminata fu la condanna a morte. Un motivo ulteriore per cercare di evadere e prendersi gioco della follia omicida dei carcerieri nazisti attraverso la meticolosa ricerca della propria calma interiore, la sola arma capace di restituire quella libertà del corpo e dell'animo...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Un condannato a morte è fuggito (1956)

1 commento
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2010-01-05 18:58:21 Opinione di luca826 su "Un condannato a morte è fuggito"
luca826

VOTO 8,5 DETTAGLIATO Film fatto di rumori e dettagli, oltre un'ora di suspence e atmosfera creata con una tecnica sublime fatta di somma di piccoli elementi, apparentemente insignificanti ma che alla fine completano e arricchiscono il messaggio dell'autore. Un film positivo, inusuale per Bresson, positivo perchè spera e crede nei rapporti umani, da solo Fontaine non ce l'avrebbe mai fatta, è nella comunicazione, nella cooperazione, nella solidarietà il segreto del suo...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Un condannato a morte è fuggito (1956)


2009-07-19 12:37:40 Opinione di sasso67 su "Un condannato a morte è fuggito"
sasso67

La messinscena scabra, caratteristica di Bresson, claustrofobicamente aristotelica guida lo spettatore in un percorso carico di una tensione, che non è diminuita per nulla dal fatto che la vicenda è narrata dal protagonista in prima persona né da un titolo volutamente esplicito, il quale sposta l’attenzione dello spettatore sulla riuscita della fuga ai meccanismi psicologici di un personaggio che persegue con meticolosa tenacia un obiettivo che potrebbe sfuggirgli...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Un condannato a morte è fuggito (1956)



2009-05-15 20:42:30 Opinione di Dalton su "Un condannato a morte è fuggito"
Dalton

Capolavoro bressoniano, che si discosta dal modello carcerario di IO SONO UN EVASO per aprire la breccia al siegeliano FUGA DA ALCATRAZ. Il tutto all'insegna della forma stilistica dell'autore francese: totale asservimento (quasi annullamento, se non fosse per l'amore verso i dettagli) della regia e degli interpreti ai punti salienti della trama.

voto al film: Dalton assegna il voto ottimo a Un condannato a morte è fuggito (1956)

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2008-09-21 22:42:40 Opinione di Max76 su "Un condannato a morte è fuggito"
Max76

8

voto al film: Max76 assegna il voto buono a Un condannato a morte è fuggito (1956)



2008-09-12 14:53:20 Opinione di steno79 su "Un condannato a morte è fuggito"
steno79

VOTO 10/10Forse il miglior film in assoluto del regista: diverso da tutti gli altri che raccontano un'evasione dal carcere (in Francia ne sono stati fatti molti, come "La grande illusione" di Renoir o "Il buco" di Becker), pervaso da un senso religioso che esprime la presenza di una forza invisibile che vigila sulle azioni degli uomini, raccontato con uno stile scarno ed essenziale che mette in rilievo i particolari e frantuma il racconto in brevi sequenze scandite da dissolvenze...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Un condannato a morte è fuggito (1956)

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2007-07-06 18:34:16 Opinione di teaestefano su "Un condannato a morte è fuggito"
teaestefano

Pulito, asciutto, essenziale, non fa una sbavatura che è una: capolavoro. Bellissime musiche di Mozart, passi del Vangelo, Bresson ai massimi livelli. Solo che l'unico modo per vederlo è comprare il DVD, figuriamoci se la TV ce lo fa vedere. Neppure di notte. Neppure Ghezzi & Co.

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Un condannato a morte è fuggito (1956)




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