Opinioni del pubblico su Un condannato a morte è fuggito
Con François Leterrier, Roland Monod, Charles Le Clainche
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Un condannato a morte è fuggito (1956)
2010-07-22 10:26:42 Opinione di spopola su "Un condannato a morte è fuggito"
Che cos’è il cinema? Ritmi, e al tempo stesso, rapporti, incrociarsi di rapporti, di opposizioni, di colpi, di scambi tra una immagine e tutte le immagini, tra una immagine e il suono e ancora: Film cinematografici dove le immagini, come le parole del dizionario, non hanno potere e valore che per la loro posizione e relazione. Sono parole di Bresson queste, che a mio avviso possono fare da magnifico corollario proprio a Un condannato a morte è fuggito, che è il primo film per il quale il regista non si avvale di un sottotesto di scrittura ad opera di...
voto al film: 
2011-05-14 01:14:43 Opinione di mm40 su "Un condannato a morte è fuggito"
"Logorante" è la parola chiave, che accompagna fedelmente la visione di questi cento minuti di pellicola: Bresson, giunto al suo quarto lungometraggio, esaspera la componente statica e riflessiva dei suoi precedenti lavori e mette in scena un'opera profondamente drammatica che indaga attorno al concetto di 'fuga'. Non tanto la storia di una fuga, ma della fuga, dell'idea eterna di ricerca - ad ogni costo e con ogni sforzo umanamente concepibile, concreto e mentale - della...
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2010-07-22 10:26:42 Opinione di spopola su "Un condannato a morte è fuggito"
Che cos’è il cinema? Ritmi, e al tempo stesso, rapporti, incrociarsi di rapporti, di opposizioni, di colpi, di scambi tra una immagine e tutte le immagini, tra una immagine e il suono e ancora: Film cinematografici dove le immagini, come le parole del dizionario, non hanno potere e valore che per la loro posizione e relazione. Sono parole di Bresson queste, che a mio avviso possono fare da magnifico corollario proprio a Un condannato a morte è fuggito, che...
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2010-06-28 08:46:05 Opinione di OGM su "Un condannato a morte è fuggito"
I personaggi di Robert Bresson aderiscono con rigore e disciplina al loro progetto esistenziale, a dispetto delle condizioni avverse. Le poche risorse a loro disposizione sono gli strumenti con cui il destino indica loro laconicamente la via da seguire. La strada più difficile ed illogica è, biblicamente, quella giusta, sia che si tratti di rassegnarsi a diventare un borseggiatore (Pickpocket), farsi portatore della parola di Dio in un ambiente insensibile e profano (Il...
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2010-06-17 18:24:26 Opinione di Peppe Comune su "Un condannato a morte è fuggito"
Tratto dalla storia vera di Andrè Devigny( Lieutenant Fontaine nel film), un'esponente della resistenza francese che venne arrestato e rinchiuso nella prigione fortezza di Montluc. La pena che gli venne comminata fu la condanna a morte. Un motivo ulteriore per cercare di evadere e prendersi gioco della follia omicida dei carcerieri nazisti attraverso la meticolosa ricerca della propria calma interiore, la sola arma capace di restituire quella libertà del corpo e dell'animo...
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2010-01-05 18:58:21 Opinione di luca826 su "Un condannato a morte è fuggito"
VOTO 8,5 DETTAGLIATO Film fatto di rumori e dettagli, oltre un'ora di suspence e atmosfera creata con una tecnica sublime fatta di somma di piccoli elementi, apparentemente insignificanti ma che alla fine completano e arricchiscono il messaggio dell'autore. Un film positivo, inusuale per Bresson, positivo perchè spera e crede nei rapporti umani, da solo Fontaine non ce l'avrebbe mai fatta, è nella comunicazione, nella cooperazione, nella solidarietà il segreto del suo...
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2009-07-19 12:37:40 Opinione di sasso67 su "Un condannato a morte è fuggito"
La messinscena scabra, caratteristica di Bresson, claustrofobicamente aristotelica guida lo spettatore in un percorso carico di una tensione, che non è diminuita per nulla dal fatto che la vicenda è narrata dal protagonista in prima persona né da un titolo volutamente esplicito, il quale sposta l’attenzione dello spettatore sulla riuscita della fuga ai meccanismi psicologici di un personaggio che persegue con meticolosa tenacia un obiettivo che potrebbe sfuggirgli...
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2009-05-15 20:42:30 Opinione di Dalton su "Un condannato a morte è fuggito"
Capolavoro bressoniano, che si discosta dal modello carcerario di IO SONO UN EVASO per aprire la breccia al siegeliano FUGA DA ALCATRAZ. Il tutto all'insegna della forma stilistica dell'autore francese: totale asservimento (quasi annullamento, se non fosse per l'amore verso i dettagli) della regia e degli interpreti ai punti salienti della trama.
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2008-09-12 14:53:20 Opinione di steno79 su "Un condannato a morte è fuggito"
VOTO 10/10Forse il miglior film in assoluto del regista: diverso da tutti gli altri che raccontano un'evasione dal carcere (in Francia ne sono stati fatti molti, come "La grande illusione" di Renoir o "Il buco" di Becker), pervaso da un senso religioso che esprime la presenza di una forza invisibile che vigila sulle azioni degli uomini, raccontato con uno stile scarno ed essenziale che mette in rilievo i particolari e frantuma il racconto in brevi sequenze scandite da dissolvenze...
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2007-07-06 18:34:16 Opinione di teaestefano su "Un condannato a morte è fuggito"
Pulito, asciutto, essenziale, non fa una sbavatura che è una: capolavoro. Bellissime musiche di Mozart, passi del Vangelo, Bresson ai massimi livelli. Solo che l'unico modo per vederlo è comprare il DVD, figuriamoci se la TV ce lo fa vedere. Neppure di notte. Neppure Ghezzi & Co.
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2006-07-18 12:20:08 Opinione di carlos brigante su "Un condannato a morte è fuggito"
Film immenso. Basato su una storia realmente accaduta. Non il solito film carcerario. Qui la spettacolarizzazione dell'evento è totalmente (e volutamente) assente. Il senso di claustrofobia dettato dall'uso di campi strettissimi unito all'uso ossessivo dei rumori, conduce lo spettatore all'interno del carcere e della cella rendendolo partecipe dei pensieri e dei drammi del protagonista. Chi ama il Cinema con la "C" non può non vedersi un film di questo grande cineasta, forse non troppo...
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2006-01-05 18:51:07 Opinione di howard76 su "Un condannato a morte è fuggito"
Bresson non scende a compromessi con lo spettatore ti obbliga ha seguire con attenzione ogni sguardo ed ogni gesto del personaggio per respirare le sue ansie
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