Il diario di una cameriera (1964)
Con Jeanne Moreau, Georges Géret, Michel Piccoli, Françoise Lugagne
La trama
Prima metà degli anni '20. La parigina Célestine trova lavoro come cameriera presso una ricca famiglia di provincia. È costretta a fronteggiare le avances del fetiscista padrone di casa, tra l'altro scopre che il giardiniere Monteil è un maniaco che uccide bambine. L'ascesa sociale della donna si compie quando riesce a sposare un ufficiale rimbambito.
Luis Buñuel, complice il romanzo di Octave Mirbeau (nel 1946 Renoir aveva tratto anche lui un film), ci offre un caustico ritratto della provincia francese che, dietro una parvenza di rispettabilità, nasconde torbide ossessioni. Sceneggiatura di Jean-Claude Carrière.
L'opinione più votata
Di kikisan scritta il 01/12/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Questa frase è tratta dal romanzo Le Journal d'une femme de chambre (Il diario di una cameriera)di Octave Mirbeau pubblicato a Parigi proprio nell'anno 1900.
Da questo romanzo Bunuel assieme allo sceneggiatore Jean-Claude Carriere(alla loro prima collaborazione),prendono spunto per trasferire le vicende narrate,nella Francia degli anni 30.
Celestina(Jeanne Moreau), una cameriera in servizio a Parigi, lascia la città per trasferirsi in provincia al servizio di una famiglia alto borghese. I padroni da servire sono tre: il vecchio Rabour(Jean Ozenne),il genero di lui Monteil(Michel Piccoli),la signora Monteil(Françoise Lugagne).Nella casa c'è pure Giuseppe il giardiniere(Georges Géret),maniaco sessuale e fascista fervente. Dopo la morte del Sig. Rabour, Celestina decide di lasciare il servizio. Ma l'omicidio di una bambina trovata nel bosco, la convince a restare per scoprire l'assassino...
Celestina è già scafata,non si fa certo turbare,ha già servito nelle dimore padronali della grande città,per lei i vizietti"campagnoli"sono bambinate,di certo non ha problemi a fronteggiare e a padroneggiare le bizzare e morbose situazioni in cui si viene a trovare.
Celestina è chiamata a dover compiacere l'anziano Rabour(feticista impenitente),facendosi toccare le gambe,oppure indossando per lui stivaletti di pelle(vera e propria ossessione).Quest'ultimo verrà ritrovato morto-probabilmente di infarto-nel suo letto,nudo,mentre sta abbracciando proprio gli stivaletti appena indossati da Celestina.
La cameriera deve anche sopportare le richieste pignole di madame Monteil;questa è una donna frigida,maniaca dell'ordine e dell'igiene,avara,che non sopporta di fare sesso col di lei marito(un irresistibile Michel Piccoli)che a sua volta è un mandrillone assetato di sesso.In riferimento alla suddetta coppia di padroni,da segnalare il dialogo da antologia tra madame Monteil ed un prete(interpretato da Jean-Claude Carriere)a proposito del dovere coniugale;monsieur Monteil,dal canto suo,vistosi rifiutato da Celestina,si "consola"adescando e stuprando una vecchia domestica.
C'è anche un vicino di casa,ex militare,un po'rimbambito,che alla fine sarà quello che riuscirà a sposare Celestina,permettendogli così di fare l'agognato passo avanti nello status sociale e renderla definitivamente"padrona"e non più serva. ESPANDI +
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1 dicembre 2010 Opinione di kikisan su "Il diario di una cameriera"
"Un domestico non è un essere normale. Non è neppure un essere sociale... È un miscuglio, un'accozzaglia di lembi e frammenti che non legano tra loro, che non si adattano l'uno all'altro... Peggio: è un mostruoso ibrido umano... Non è più del popolo, da cui esce; non è ancora della borghesia, in cui vive e a cui tende... Del popolo che ha rinnegato, ha perduto il sangue generoso e l'ingenua forza... Della borghesia ha assunto i vizi...
voto al film: 
1 giugno 2010 Opinione di red grave su "Il diario di una cameriera"
anni '20: arrivano i mostri
voto al film: 
6 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "Il diario di una cameriera"
Romanzetto dallo scarso valore critico, nonostante i probabili intenti. Particolarmente fuori luogo la figura di Piccoli, elemento spiccatamente comico all'interno di un dramma a tratti angosciante. Il finale non insegna nulla, il presunto colpevole non è (momentaneamente?) punito e la protagonista si ritrova insensatamente sposata ad un personaggio marginale del racconto. Bunuel ha avuto momenti migliori.
voto al film: 
21 febbraio 2007 Opinione di Zarathustra su "Il diario di una cameriera"
Primo film sotto l'ala protettrice del buon Silberman che fece di tutto pur di avere Bunuel come regista di uno dei suoi film, è anche il primo film in cui collabora con Carriere, suo fidato sceneggiatore. Ecco, qui nasce un trio fondamentale: Bunuel-Silberman-Carriere nonchè la prima apparizione della cara Muni e del grande Piccoli. Questo, quindi, è il punto di partenza di una nuova carriera, di un nuovo stimolo creativo che non si spegnerà fino alla fine. Carriere compare anche nel...
voto al film: 
13 febbraio 2007 Opinione di ROTOTOM su "Il diario di una cameriera"
Biopsia di una borghesia in nero. Incisione a freddo della carne morta di una obsoleta e sterile borghesia classista e viziosa dove nessuno si salva. Sotto l’aura di benestante perbenismo le malattie vere o presunte, vizi palesati o nascosti, desideri soffocati frantumano gli animi umani, ne tritano il già affettato linguaggio sempre ostile e minaccioso. Oggetti di un valore relativo ingombrano la vita di questi personaggi e ne sanciscono la povertà d’animo delegati come sono a...
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10 dicembre 2006 Opinione di mise en scene 88 su "Il diario di una cameriera"
Un film bello, lucido, che senza mezzi tremini denuncia la società borghese e fascista. Un film sulla perversione della mente umana. Interessante anche la concezione della donna secondo Bunuel. Si possono delineare 4 tipi di donna in questo film: - La donna borghese: attenta ad ogni particolare della casa, alla religione e ad un rapporto sessuale che deve solo far piacere al marito, ma che non deve far provare piacere alla donna; - La donna di città ( Vedi la splendida Jeanne Moreau): un...
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1 luglio 2006 Opinione di bertoconsalvi su "Il diario di una cameriera"
È una giornata tenuemente assolata, un treno è in partenza, in una carrozza è seduta una giovane donna dall’aria assorta, non guarda fuori dal finestrino, non si interessa di niente, è tranquilla. Scorrono i titoli di testa, finché la donna non scende dal treno, sale su una carrozza guidata da un brutto ceffo e viaggia attraverso la campagna libera e silenziosa. Giunta ad una villa, assunta come cameriera, vive le situazioni più varie, a volte quasi surreali. Le journal d’une femme...
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