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Opinione di OGM su Nostro pane quotidiano





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13/04/2010 voto al film: voto buono

Sul film

I due titoli del film, Our Daily Bread e City Girl (rispettivamente quello provvisorio e quello definitivo) rispecchiano le due anime, contadina e metropolitana, di un classico del cinema costruito intorno al classico tema dell'amore contrastato e della scintilla  che scatta tra due cuori appartenenti a mondi radicalmente diversi. In questa produzione americana l'espressionismo di Murnau svanisce, per dare vita ad un mélo naturalistico il cui vero protagonista è l'ambiente, frenetico e chiassoso nelle strade di Chicago, desolato e rozzo nelle fattorie del Minnesota. In mezzo a questo insanabile contrasto culturale campeggia l'idealismo romantico di Lem e Kate, un agricoltore ed una cameriera, che rappresentano le genuine eccezioni rispetto alle loro realtà di provenienza,  caratterizzate, rispettivamente, da un maschilismo patriarcale e da un opportunismo cosparso di frivolezza.    L'istintualità selvaggia dei braccianti e l'ottusa prepotenza del padre padrone sono la controparte rurale di quella "violenza" cittadina esercitata dalla pressione dell'arrivismo e della competizione negli affari. Come nelle favole, l'amore è l'unica alternativa, che sfida coraggiosamente i suoi avversari, e riesce, infine, a pacificare gli animi e ad assicurare la vittoria al bene. Questa terza via è come la lucidità che si incunea tra due opposte forme di cecità e follia, ed è sostenuta, nello sviluppo della storia, da una vera e propria dialettica dei sentimenti, che non si nutre di argomenti razionali, bensì vive di piccole sfumature, di tentativi, di esitazioni, di impulsi incerti e di sensazioni indistinte. In questo modo il dramma diventa vero, in quanto non trascende in un'epica delle passioni, ma rimane il trepidante frutto della crisi e dell'insicurezza.


SI

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