Opinione di alfatocoferolo su Ghost in the Shell
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Sul film
Poco o nulla da criticare in questo gioiello d'animazione. Dialoghi molto intensi e quasi mai banali, disegni perfetti (tra le prime miscele di mano umana e computerizzata, recita Wikipedia) e forse qualche lungaggine di troppo (vedi il tediante soffermarsi sugli scenari metropolitani con sottofondo di canzoni giapponesi) ma sarebbe impossibile chiedere ad un regista giapponese di evitarle. Il punto di forza di questo prodotto è sicuramente il risvolto filosofico dei fatti narrati, laddove i software e le macchine dotati di "spirito" finiscono per sviluppare autonomamente ed attraverso la memoria, quasi come effetto collaterale della stessa, una coscienza (intesa come presa d'atto del sè). [SPOILER] Le metafore si sprecano ed alcune appaiono piuttosto ingenue: il signore dei pupazzi è incompleto e cerca un cyborg femmina (come se il sesso avesse una qualche importanza nella categoria), l'essere che ne uscirà infine avrà, guarda il caso, le sembianze di una bambina. Ottimo prodotto davvero, per adulti più che per bambini a causa anche del linguaggio talora scurrile. Da 9.
Commenti
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23 ottobre 2010, 20:28 di braddock
non mi piacciono molto i film di animazione ma questo è particolare, girato con tecniche ottime. Anche il sequel non è male
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24 ottobre 2010, 12:19 di alfatocoferolo
Non è male ma è al di sotto. Non certo per i disegni, eccezionali, ma per la qualità dei dialoghi (il regista fa tutto da solo e non c'è più lo stesso autore), per l'originalità della storia ed anche la comprensibilità del tutto.
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26 marzo 2011, 05:00 di Micromegas
"il tediante soffermarsi sugli scenari metropolitani con sottofondo di canzoni giapponesi" di cui parli credo sia uno delle più immense - nonché sottovalutate, a quanto vedo - sequenze astrattamente didascaliche che il Cinema tutto abbia finora partorito. Il brano che l'accompagna è Ghost City, il secondo dei tre canti che nella versione originale vanno a comporre il tema portante del film, e che a sua volta racconta di un Dio che discende per glorificare un matrimonio, quello tra uomo e macchina, tra natura e artificio, in un continuum evoluzionistico intaccato da un elemento estraneo qual è l'intelletto umano. "Le metafore si sprecano ed alcune appaiono piuttosto ingenue: il signore dei pupazzi è incompleto e cerca un cyborg femmina (come se il sesso avesse una qualche importanza nella categoria)" Questa, più che metafora, si tratta di un'allegoria; di fatti è simbologica. Fa tutto parte del peculiare linguaggio con cui è stato scritto il film - o sceneggiato il fumetto, visto che tale scelta era già stata fatta nell'originale. Personalmente non ci vedo nessuna ingenuità. Inoltre, riguardo la frase di chiusura, non vedo come si possa lontanamente pensare che il film sia rivolto ad un pubblico infantile. Non metto in dubbio che alcuni ignoranti in materia possano scambiarlo per tale, a prim'occhio, vedendo scritto "animazione", ma ciò che lo rende maturo non è certo la presenza di due battute scurrili, peraltro assenti nel copione d'origine e gratuitamente inserite durante la localizzazione americana. Mi fa piacere il voto dato, ma leggendo la recensione ho notato troppe inesattezze perché potessi esimermi dal dare sfogo alla mia prolissità. Ok, prima o poi dovrò farne un'esegesi; finora non ne ho vista una che mi soddisfi.
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26 marzo 2011, 10:53 di alfatocoferolo
Ti ringrazio per i preziosi innesti, soprattutto relativi alla colonna sonora. Mi pare, però, che tu non abbia corretto alcuna inesattezza ma solo espresso una tua opinione al pari di ciò che ho fatto io. L'aggettivo "tediante" ha forte connotazione soggettiva ed è ovvio che per me possa essere tediante ciò che non lo è per altri, senza entrare nel merito qualitativo di un prodotto. Potrà essere il pezzo più bello della cinematografia mondiale ma questo non lo rende immune dalla noia. Il sottofondo è fatto da canzoni giapponesi, Ghost City è di un artista giapponese ed è infarcita di musicalità proprie di quel popolo. Nessuna inesattezza dunque. Quanto allo spreco di metafore, accetto pure che il termine allegoria sia più preciso (benché non mi pare che il termine metafora non possa andar comunque bene per altri versi) ma non vedo nessuna inesattezza nel reputare quest'allegoria "ingenua" visto che i cyborg sono programmati e scambiano informazioni e memorie ragion per cui non c'è alcun motivo apparente che giustifichi il bisogno di una complementarità uomo/donna, tu non lo trovi ingenuo ed io sì (a prescindere dal fatto che riguardi la sceneggiatura del film o il manga da cui è tratto). Sono opinioni, non ce n'è una esatta ed una no. Infine l'inciso finale, come tu stesso noti, potrà essere pleonastico per molti ma non lo è per tutti e siccome le opinioni, dal mio punto di vista, sono scritte anche per essere utili agli altri, ne segue che questo appunto può avere il suo senso. Ad ogni modo sarò contento di leggere la tua "esegesi" quando vorrai scriverne una, sei sicuramente molto ferrato sull'argomento e non può che uscirne fuori un pezzo di utilità per tutti. Grazie, ciao.
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26 marzo 2011, 17:02 di Micromegas
Fa niente, grazie per la fiducia. Hai ragione facendomi notare l'errore che ho fatto riferendomi ad "inesattezze", ma ho una tale stima per questo film che non sono riuscito a trattenermi dal replicare stizzito ad interpretazioni che non gli rendono giustizia. D'altronde l'orario era tardo, ed io semi-ubriaco.
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