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Yakuza (1975)

[The Yakuza, USA 1975, Noir, durata 112']   Regia di Sydney Pollack
Con Robert Mitchum, Ken Takakura, Brian Keith, Eiji Okada, Kishi Keiko



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Yakuza: assente
Ritmo ritmo in Yakuza: presente
Impegno impegno in Yakuza: assente
Tensione tensione in Yakuza: forte
Erotismo erotismo in Yakuza: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Yakuza

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Yakuza (voti: 30 media: 4,10) 30

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locandina di Yakuza

La trama

Harry Kilmer, un americano che traffica in armi, torna in Giappone dopo un'assenza durata la bellezza di vent'anni. Viene chiamato dal suo amico George Tanner cui la Yakuza ha sequestrato la figlia. Harry può contare sull'appoggio di Eiko Tanaka, amata da lui nel periodo dell'occupazione, e di suo fratello Ken. L'impresa si dimostra più difficile del previsto... 

Sotto la scorza - qua e là raccapricciante - di questo thriller violento c’è un’appassionata storia sull’amore e sull’amicizia. Scritto da Robert Towne e Paul Schrader (da un soggetto del fratello di quest’ultimo, Leonard).?Originariamente, il film durava 123 minuti.

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L'opinione più votata

Di callme Snake scritta il 2010-04-01 00:29:59 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto ottimo

Stiamo per affrontare un viaggio che non ci lascerà indenni: una didascalia ci informa sull'origine del termine yakuza, composto dalle cifre 3, 9 e 8, la cui somma dà 20, numero sfortunato nella cultura giapponese. Dopo una sequenza iniziale che mostra l'importanza della ritualità nei rapporti tra yakuza e gli splendidi titoli di testa (una composizione di pelli tatuate, sfondi noir, dissolvenze accompagnate dalla colonna sonora di Dave Grusin), ci spostiamo in America dove un uomo, Tanner (Keith), chiede aiuto a Harry Kilmer (Mitchum), il quale ha un debito nei suoi confronti. Tanner racconta a Kilmer che gli uomini d'affari (degli yakuza comandati da Tono, l'Eiji Okada di Hiroshima Mon Amour) con cui stava intrattenendo un commercio d'armi gli hanno rapito la figlia per estorcegli del denaro. Kilmer si trova così a sua volta in dovere di chiedere aiuto a Tanaka Ken (Ken Takakura), un ex-yakuza fratello della donna che ama, per convincere Tono a rilasciare la ragazza. Tra i due uomini non corre buon sangue: durante la guerra Ken era stato dato per morto e, una volta tornato a casa, aveva scoperto che la sorella (o presunta tale...) conviveva con l'americano Kilmer, il quale l'aveva salvata assieme alla figlia Hanako, anche grazie al denaro di Tanner. Ken si trova ora a dover riallacciare i contatti con il mondo di cui si era liberato, per sdebitarsi con Kilmer...ma la versione che Tanner ha dato dei fatti non corrisponde a verità e la catena di responsabilità viene pericolosamente recisa...Yakuza colpisce per le sue qualità filmiche tanto quanto i protagonisti colpiscono per le qualità etiche, e viceversa: da un lato abbiamo una narrazione perfetta, di un'eleganza indicibile ed allo stesso tempo di terribile violenza, quasi cristallizata in un formalismo che lo avvicina alla cultura che rappresenta (in questo senso Pollack e Mitchum sono l'uno l'alter-ego dell'altro, americani in Giappone, anzi, nel Giappone: una volta tanto non c'è rottura e spaesamento ma sintonia e rispetto reciproco); dall'altro una storia, dei personaggi, dei volti che fin da subito spingono verso una catarsi totale e ti catturano istintivamente nello spirito del film e della tragedia. Inutile sottolineare che quando questo accade (e non accade così spesso), ovvero quando la perfezione formale si presta totalmente ad una narrazione a sua volta al servizio dei personaggi e dell'emozione, il risultato è indimenticabile. Pochi film riescono a commuovere senza enfatizzare alcunché, evitando lo stereotipo o la caricatura: Yakuza ci riesce alla perfezione. Bastano le azioni dei personaggi, la loro coerenza, a metterne in risalto la statura morale; basta la musica, che spesso si sovrappone e offusca le parole, ad evocare la malinconia per un amore (anzi, tre) mai del tutto consumato; basta l'incedere lento e stanco di Mitchum per le strade di Tokyo a mostrarne la solitudine. Alla fotografia spetta il compito di evidenziare il calore e l'umanità dei protagonisti in rapporto alla freddezza di un mondo in cui contano solo gli affari. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Yakuza


2011-10-30 22:29:52 Opinione di mmciak su "Yakuza"
mmciak

"The Yakuza" diretto nel 1975 da Sydney Pollack, l'ho trovato splendido. La storia tratta che Harry Kilmer, un americano che traffica in armi, ex poliziotto e detective privato torna in Giappone dopo un'assenza durata la bellezza di vent'anni per fare un favore ad un amico. Questo è George Tanner cui la Yakuza ha sequestrato la figlia. Harry può contare sull'appoggio di Eiko Tanaka, amata da lui nel periodo dell'occupazione, e di suo fratello Ken. L'impresa inizialmente sembra agevole...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a Yakuza (1975)

3 commenti
[utile per 4 utenti]

2011-07-02 17:04:35 Opinione di alfatocoferolo su "Yakuza"
alfatocoferolo

Buon prodotto di genere che mescola sapientemente cultura occidentale ed orientale senza generare contrasti dissonanti ma piuttosto armonie molto fluide. Kikisan (che ringrazio) me lo consigliò dopo aver letto la mia opinione su Black Rain, effettivamente si notano dei temi comuni ma qui siamo su altri livelli; c'è una cura più attenta per i dettagli, per i fattori culturali, per le ritualità e non c'è mai qualcosa di scontato (come rivela un finale molto...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Yakuza (1975)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


2010-12-28 17:10:37 Opinione di emmepi8 su "Yakuza"
emmepi8

  Un film affilato e concentrato, che concede poco al mestiere del cinema americano nei confronti del rapporto con i giapponesi e la sua cultura, anzi rispetta questo fattore in maniera isolata, ma che riesce anche a prendere il cuore dello spettatore in maniera insolita. Una trama ad incastri familiari e culturali, per poi portarci in pieno campo di scelta senza addolcire mai il tratto aromatico dal punto di vista americano, che ha sempre edulcorato questo rapporto. Un bellissimo...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Yakuza (1975)

1 commento
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2010-07-24 13:01:35 Opinione di luca82 su "Yakuza"
luca82

Grandissimo film di genere con una splendida sceneggiatura ed attori di rango... da non perdere!

voto al film: luca82 assegna il voto buono a Yakuza (1975)



2010-04-01 00:29:59 Opinione di callme Snake su "Yakuza"
callme Snake

Stiamo per affrontare un viaggio che non ci lascerà indenni: una didascalia ci informa sull'origine del termine yakuza, composto dalle cifre 3, 9 e 8, la cui somma dà 20, numero sfortunato nella cultura giapponese. Dopo una sequenza iniziale che mostra l'importanza della ritualità nei rapporti tra yakuza e gli splendidi titoli di testa (una composizione di pelli tatuate, sfondi noir, dissolvenze accompagnate dalla colonna sonora di Dave Grusin), ci spostiamo in America...

voto al film: callme Snake assegna il voto ottimo a Yakuza (1975)

3 commenti
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2010-03-17 20:11:19 Opinione di Michaela su "Yakuza"
Michaela

Forse a tratti un po' lento, ma niente che la storia e i personaggi non possano far passare in secondo piano.

voto al film: Michaela assegna il voto sufficiente a Yakuza (1975)



2009-03-05 16:45:58 Opinione di Dalton su "Yakuza"
Dalton

Non mi dilungherò molto: semplicemente un capolavoro per il genere thriller e per il sottofilone del confronto tra culture. Anche più bello de I 3 GIORNI DEL CONDOR. Perfino KILL BILL gli è debitore.

voto al film: Dalton assegna il voto ottimo a Yakuza (1975)


2009-01-19 08:10:46 Opinione di steveun su "Yakuza"
steveun

Un film non male con una buona sceneggiatura e una bella fotografia, che viaggia tra due culture diverse in cui sono presenti amicizia, onore e azione all'ultimo sangue: Mitchum bravo ma mi e' sembrato un po' stanco.

voto al film: steveun assegna il voto sufficiente a Yakuza (1975)



2008-06-12 13:36:37 Opinione di colonel blimp su "Yakuza"
colonel blimp

Parlare di questo tipo di film è sempre un'operazione complessa, in quanto siamo a distanza massima da una cultura come quella giapponese, oltretutto non sono i giapponesi a parlarci del Giappone, bensì gli americani (Pollack) che ci parlano della storia di un americano in Giappone (!). Va da sè che, chiunque voglia essere obiettivo su un film simile, voglia partire a parlarne dall'uso che fa della cultura giapponese, in quanto profondamente instillata in tutti gli snodi narrativi. Io,...

voto al film: colonel blimp assegna il voto buono a Yakuza (1975)

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2008-05-27 19:00:21 Opinione di frankwalker su "Yakuza"
frankwalker

Lo scontro tra due culture agli antipodi (eppure, per più di un verso affini); il dolcissimo rimpianto per un tempo ch’è stato e il rimorso – difficile da cancellare – per quello che verrà; un conflitto e un’iniziale antipatia destinati a tramutarsi nell’unica vera amicizia; un pizzico di amaro, disilluso cinismo, di sapore chandleriano, a siglare il tutto. Quando fattori simili recano la firma di Paul Schrader e Robert Towne (sceneggiatori), Sydney Pollack (regista) e Robert...

voto al film: frankwalker assegna il voto buono a Yakuza (1975)

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