Opinione di gabriargento su Conan ragazzo del futuro
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Sul film
Mi ricordo che, quando guardavo i cartoni giapponesi, i miei genitori mi dicevano che alcuni erano non solo diseducativi (e su questo a volte ero d'accordo con loro), ma erano persino fatti male. Male nel senso vero della parola, ossia con tecniche approssimative, un'animazione poco curata, una cura per il dettaglio quasi nulla. Forse in parte avevano ragione: i movimenti dei personaggi non avevano la fluidità dei corpi dei personaggi della Disney, non avevano la gamma facciale di qualche cartone americano, ma avevano di certo un'anima e delle storie davvero uniche. E, personalmente, il disegno manga mi piaceva -e mi piace anche oggi- da matti anche negli anime. "Conan, ragazzo del futuro" per quanto riguarda l'apparato tecnico però è davvero ben curato, visto che l'autore è un maestro nipponico del genere, Hayao Miyazaki (autore fra l'altro dell'Orso d'Oro "La città incantata"), creatore di altri anime di culto. I colori grigi, mai accesi si fanno ben apprezzare visto i toni di base un po' tristi e malinconici, nonostante la forte ironia e la forte vitalità e simpatia del personaggio di Conan, del cartone, che si svolge nel 2008 dopo che la Terra è stata quasi interamente distrutta a causa dell'ultima Guerra Mondiale. Conan, un forzuto ragazzino di undici anni, vive con il nonno nell'Isola Perduta, e ci vivono soli da tempo, convinti anche di essere gli unici supersiti dopo la guerra. Peccato che Conan un giorno, dopo aver cacciato un pericoloso squalo bianco, trovi sulla spiaggia una ragazza svenuta, Lana. Ed è solo l'inizio di una serie di avventure fatte di azione, pericoli tecnologici, personaggi bizzarri (incredibile Jimsy, l'amico irresponsabile di Conan), una forte ironia ma anche una forte malinconia di fondo. "Conan, ragazzo del duemila" è diventato un anime-simbolo di una generazione, un cartone animato che dovrebbe essere trasmesso più spesso al posto di qualche nuovo cartone giapponese davvero insopportabile per il forte messaggio di bontà che dà, per la sua anima e per la sua ingenua bellezza. Per far capire anche a quei genitori che spesso ci rimproveravano di stare troppo davanti alla tv che stavamo solo passando una mezz'ora da sogno.
Sulla regia di Hayao Miyazaki
Genio: creatore di tante serie cult e di film d'animazione davvero brillanti, con "Conan, ragazzo del futuro" lascia il segno nella storia degli anime nipponici.
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