Il castello nel cielo (1986)
La trama
Pazu, un ragazzo orfano, sta rientrando a casa dal suo turno in miniera quando dal cielo casca sulle sue braccia Sheeta, una bambina avvolta da una misteriosa luce che le permetteva di galleggiare nell'aria. Risvegliatasi il giorno dopo da un lungo sonno, Sheeta gli racconta di essere una abitante di Laputa, un leggendario castello che fluttua tra le nuvole e di essere scappata da un gruppo di pirati intenzionati a catturarla. Poiché Pazu ha memoria di una fotografia che suo padre era riuscito a scattare a Laputa, decide di aiutarla a ritrovare la strada di casa, intraprendendo insieme a lei una lunga e pericolosa avventura.
Sospeso in uno spazio senza tempo, Il castello nel cielo è un criss cross fatale di cinema, letteratura, pittura, storia. L’avventura dell’adolescente Sheeta e di Pazu è cosparsa di segnaletiche antimilitariste e dell’amore di Miyazaki per il conflitto aperto scienza/natura, con i suoi meravigliosi congegni alati, i flaptor, cavalcati da pirati buoni, gemelli dei “Mamma aiuto” di Porco rosso. Suspense, azione, malinconia, e al centro un immenso “albero della vita” dalle radici protese verso le stelle.
La recensione di FilmTv
Di Mariuccia Ciotta - FilmTV n. 17/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 30/04/2012 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
Certo, il primo “indizio” già sarebbe l’inconfondibile, cara figura di Totoro, logo dello Studio Ghibli, applicato però posteriormente dato il notevole ritardo dell’uscita italiana - Il castello nel cielo è del 1986 -, a cui, per definire un quadro generale quantomeno assurdo, ci sarebbero da aggiungere le misteriose vicende legate alle edizioni in dvd, per cui chi ne è in possesso o solo a conoscenza è come fosse membro di una setta segreta.
Un grazie sentito, pertanto, alla Lucky Red per la preziosa, coraggiosa opera di distribuzione.
Il mondo di Miyazaky s’adagia leggiadro su una nuvola fluttuante nel firmamento, sospesa nel tempo e nello spazio, remota eppur accessibile, per chi anela l’abbandono a un incanto che nasce dagli sfolgorii visivi e conquista ben presto i più reconditi anfratti dell’animo, trafiggendoli con impareggiabile cura e grazia. Un mondo in cui - nella già classica e indiscussa ottica poetica del Maestro nipponico - si fondono e si corrispondono elementi apparentemente discordanti tra loro, tutti riconducibili comunque alle azioni - spesso deprecabili - dell’uomo nella società moderna. La scienza, usata esclusivamente e con furia cieca come inarrestabile arma squartatrice delle più inconoscibili (e presunte) rivelazioni, ha effetti distruttivi su tutto quello che circonda l‘uomo, e di conseguenza su sé stesso.
La ricerca, continua e libera, per rappresentare l’unione tra natura, esseri umani e tecnologia, passa attraverso il racconto di una storia semplice e rocambolesca come questa, ed ha come necessità primaria l'esplorazione autentica dell’armonia e della bellezza. Ecco quindi che in una dimensione fantastica e favolistica quale è Laputa, città-regno che domina i cieli e il sapere, si possono trovare alberi giganteschi le cui possenti radici abbracciano le arcane e potenzialmente devastanti rocce della conoscenza e vivificano ogni pezzo/membro di una comunità che è organo pulsante e indipendente; si possono incontrare esseri robotici dall’aspetto poco amichevole completamente immersi nell’ambiente, con l’erba che li ricopre ed insetti ed uccelli come compagni di un’esistenza in sintonia con la serenità cosmica.
Una stupefacente creazione di immagini di cui non si può che cantarne mirabilia, in cui volteggiano melodiosamente le magnifiche avventure di Sheeta e Pazu alle prese con pietre magiche dai misteriosi poteri, inseguimenti vertiginosi, voli spettacolari, incontri/scontri con spietati cattivi e pirati fracassoni ma amabili. Sincere pratiche ammalianti che assicurano l’immediato coinvolgimento ed entusiasmo, per quello che è un divertimento intelligente e di qualità, poggiato su basi arcaiche quanto elevate.
Le linee tematiche, sia quelle meramente estetiche sia quelle concettuali, sono semplici, elementari eppure profonde. E profondamente “giuste“. Pongono - e NON impongono - ideali, forse perduti, senz’altro creduti acquisiti e quindi dimenticati, che hanno lo scopo di condividere riflessioni e pensieri, accompagnate dalle musiche incantatrici e suadenti di Joe Hisaishi.
Il castello nel cielo illumina sguardo e cuore, facendoci librare in un’atmosfera straordinaria che ha la densità del Sogno.
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- sufficienti [1]
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5 maggio 2012 Opinione di wfrcrd su "Il castello nel cielo"
LA MIA SCHEDA PERSONALE : (voti da 0 a 10) SOGGGETTO: 4...
voto al film: 
30 aprile 2012 Opinione di M Valdemar su "Il castello nel cielo"
Silenzio in sala. Le luci si spengono, sullo schermo appaiono gli inconfondibili tratti della mano (e della mente) di Hayao Miyazaky e sai già che sta per iniziare qualcosa di stupendo ... Esattamente come spera e rivela Pazu, giovanissimo protagonista di un’avventura incredibile non appena vede cadere da chissà dove su dall’alto una ragazzina, Sheeta, che anziché franare al suolo ondeggia soavemente tra le dolci spire d’un carezzevole vento. Certo, il primo “indizio” già...
voto al film: 
27 aprile 2012 Opinione di cippags su "Il castello nel cielo"
Un film di un secolo fa...ma ben vengano 'restituzioni' del genere! Certo chi ha un po' di anni sulle spalle ricorderà Conan ragazzo del futuro, memorabile serie a cartoni di Miyazaki; beh, non vi sembra che questo film ne sia una specie di spin-off? I protagonisti sono identici, i cattivi sono identici, la filosofia morale è identica...gli anni (per fortuna dico io) sono passati per il nostro Hayao e, sebbene la dicotomia bene-male sia sempre alla base di ogni opera del Maestro, mi sento...
voto al film: 
26 aprile 2012 Opinione di gianbers su "Il castello nel cielo"
Meglio di così ... non si può. Non si riesce davvero a trovare un difetto in un film che dura 2 ore e ti fa sembrare che siano passati solo pochi minuti da quando inizia a quando finisce. E vorresti continuasse ancora. Finalmente abbiamo la possibilità di vederlo su grande schermo.
voto al film: 
4 marzo 2012 Opinione di negro su "Il castello nel cielo"
Abbastanza noioso e deludente fino alla comparsa del castello nel cielo. Poi si viene affascianti e travolti da un modo ricco di tecnologia e romanticismo; non si può rimanere indifferenti al robot dalle lunghe articolazioni amico degli animali...
voto al film: 
27 settembre 2010 Opinione di Dandy Rotten su "Il castello nel cielo"
Forse il miglior Miyazaki di sempre. Lo steampunk trasformato in anime. Bellissimo!
voto al film: 
7 maggio 2010 Opinione di lord_windermere su "Il castello nel cielo"
L'opera del maestro Miyazaki è il sogno dell'ordine dell'anima, disegnato come bellezza del mondo, terra, mare e cielo e animato dalla indomita serenità dei suoi personaggi, bambini, adulti e vecchi. Laputa è un tripudio del Sogno di Miyazaki, non a caso principalmente affidato a Pazu e Sheeta, cioè Conan e Lana leggermente più grandicelli. Qui tutto è, come in tutte le opere del Maestro, indimenticabile, ma, l'albero, già per me...
voto al film: 
7 novembre 2009 Opinione di michel su "Il castello nel cielo"
VOLI MECCANICI Con l’aiuto di un amico una ragazzina scopre la terra dei suoi avi. Si tratta nientemeno della mitica città volante di Laputa, di swiftiana memoria. L’opera di Miyazaki si apre su una magnifica sequenza aerea, ma assieme alla protagonista anche il film perde ben presto la sua levità. Lo spettacolo si riduce ad un susseguirsi forsennato di inseguimenti. Il tutto è piuttosto ben fatto e anche divertente, ma questa volta manca la magia.
voto al film: 
26 agosto 2009 Opinione di rebis su "Il castello nel cielo"
Un Miyazaki superiore che configura dietro l’azione rutilante una limpida allegoria del dualismo tra Anima (Sheeta, precipitata dal cielo) e Corpo (Pazu, che risale dalle viscere della terra), quindi del desiderio ininterrotto e spossante tra Eros (il pianeta Terra che si urbanizza verso le profondità ctonie) e Psiche (Laputa, isola utopica e fluttuante, morfologicamente simile ad un cervello alienato dal mondo per conseguire la sua perfezione). Ottimo l’apporto grafico,...
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