Porco rosso (1992)
La trama
Marco Pagot è un eccezionale pilota dell'aviazione militare italiana che durante la Prima guerra mondiale sopravvive a un misterioso e terribile incidente, in seguito al quale però subisce una straordinaria trasformazione che lo rende simile a un maiale. Le nuove sembianze lo portano ad allontanarsi dall'aviazione e dalla bella vita che conduceva, lasciando anche la fidanzata Gina, cantante in un night. Finisce così sulla cosa dalmata e con il suo aereo rosso si dedica a combattere i pirati dell'aria, iniziando una nuova vita e facendo nuove conoscenze.
Scintoismo e laicità marxista, il più grande animatore contemporaneo crea metamorfosi stilistiche ed emozionali tra Disney e i manga in questo capolavoro nato per intrattenere i passeggeri della Jal e diventato uno dei titoli più importanti del marchio Totoro (simbolo dello Studio). La metafora dell’uomo maiale ha molte interpretazioni, a partire dall’insulto fascista rivolto ai comunisti. Ma è anche allusione ironica alla sensualità innocente che lo lega a una 17enne, dalle smisurate qualità fantaingegneristiche, innamorata di lui nonostante l’aspetto bestiale. E poi, quel “porco” materializza il senso di colpa che Miyazaki si porta dentro perché durante il Secondo conflitto mondiale la sua famiglia costruiva apparecchi militari. Certo è che i suoi aerei sganciano solo bombe di pura, sublime poesia.
La recensione di FilmTv
Di Mariuccia Ciotta - FilmTV n. 45/2010
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 17/06/2011 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
L'omaggio, a vent'anni esatti dalla scomparsa, al grande Nino Pagot (I fratelli Dinamite, nel 1949 e, poi, prodotti dal loro celebre studio, un universo di meraviglie, da Calimero al draghetto Grisù) e a suo fratello Toni, magnifici pionieri del cinema d'animazione, realizzato da un maestro come Hayao Miyazaki (che già collaborò con i figli di Nino nel 1984 per la serie televisiva Il fiuto di Sherlock Holmes): Porco Rosso si rivela una tra le sue opere più intime e appassionate, armoniosamente orchestrata sul doppio filo della purezza del messaggio pacifista inscritto nella vicenda e del rimpianto e della nostalgia per tempi, luoghi e vite del passato, trasfigurati poeticamente nella disillusione del suo protagonista ed esaltati nelle suggestioni citazioniste che sottendono la narrazione, dall'amore per l'Italia, per gli aerei (l'omaggio alla Macchi, storica industria aeronautica nata anch'essa, come l'officina dove lavora la giovane Fio, come azienda a conduzione familiare) e i piloti più eroici della storia, fino a quello per il cinema dei fratelli Pagot. Presentato, così, il suo indimenticabile maiale volante antifascista, Miyazaki può liberare la propria fantasia e scatenare, con la consueta raffinatezza stilistica e un ritmo sempre travolgente, la magia e i brividi dell'avventura più sfrenata. Molte le sequenze e i momenti memorabili: l'ozio di Porco Rosso nel suo rifugio segreto su un'isoletta nascosta lungo la costa adriatica, l'entrata in scena di Madame Gina all'hotel Adriano, l'incontenibile e amabile impertinenza della scolaresca di bambine sequestrate dai truci Pirati dell'Aria, la giovane Fio, sorprendente meccanico aeronautico diciassettenne e le operaie della sua famiglia al lavoro sull'idrovolante di Porco Rosso, il giardino di Gina nella quiete dei pomeriggi estivi, il duello tra Porco Rosso e Donald Curtis ("Nessuna regola in particolare, tuttavia colui che mostrasse una condotta scorretta, sarà coperto di infamia eterna!") e il suo spiritoso epilogo alla Rocky II. Poi, ovviamente, la splendida colonna sonora di Joe Hisaishi, a esaltare gli infiniti colori del cinema di Miyazaki. E il mare, il vento, il volo, la metamorfosi, l'emancipazione femminile, la vegetazione lussureggiante, i panorami incantati della natura. E la struggente poesia dell'amore tra Gina e Porco Rosso.
"Una battaglia così, capita una sola volta nella vita"...
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- positive [24]
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15 maggio 2012 Opinione di ethan su "Porco rosso"
Finalmente, a 20 anni dalla sua uscita, riesco a vedere, grazie alla piattaforma Sky, uno dei importanti lavori del maestro dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki. Devo dire che l'attesa non è andata delusa: personaggi a tutto tondo, un'atmosfera quasi incantata, da sogno, e una storia tra le migliori da lui scritte, narrata senza esitazioni e pause. Certamente anche questo suo film, per la complessità e la profondità dei temi trattati, è più adatto ad un pubblico adulto e questo lo...
voto al film: 
3 maggio 2012 Opinione di bradipo68 su "Porco rosso"
Dopo Ponyo sulla scogliera sembra che sia partito il tappo che impediva ai film di Hayao Myazaki, autore verso il quale qui a bottega ci prostreremo sempre anche solo a sentirne pronunciare il nome, di uscire regolarmente al cinema in Italia. Il problema è che il buon Hayao di nuovo non ha niente da proporci così ci si è messo di mezzo il cappellaio matto che regola la distribuzione dei suoi film( ma credo che abbia la parola definitiva anche su tutti gli altri vista l'evidente...
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26 marzo 2012 Opinione di Luke Vacant su "Porco rosso"
"Porco rosso" è un film straordinario che si muove a metà tra poesia e risate, tra leggerezza e malinconia. Storia semplice ma che tiene sempre lo spettatore divertito a seguirla. Davvero bello.
voto al film: 
2 gennaio 2012 Opinione di giuseppedimarco94 su "Porco rosso"
Il primo idrovolante nel sogno, adesso le apparecchiature più moderne sono la fine di un epoca. L'avventura del nostro Dante gli ha lasciato un marchio non umano. Porco Rosso è l'elemento narrativo in potenza di dispiegamento. E solo una nuova generazione può tenere il testimone del sogno. Il racconto tramandato è l'elegia del sogno, il "trasumanar", con la bellissima visione del paradiso degli idrovolanti. Ma la memoria veicola un senso PER la vita, che al contempo deve essere...
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17 dicembre 2011 Opinione di vincenzo carboni su "Porco rosso"
Chi è il maiale? Un luogo di paradossi, di contraddizioni. Essendo antropomorfo Porco si pone tra il maiale e l'uomo, ma propende verso il primo pur avendo mantenuto le memorie del secondo. È un maleficio per Porco come dice Gina? Non si direbbe. Porco da maiale ora è libero di non porsi più l'uomo e le sue puttanate nazionalistiche («Comprare titoli patriotttici e così dare un contributo alla Comunità Nazionale? Queste cose fatele fra voi umani»), non si pone più l'appartenenza...
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26 ottobre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Porco rosso"
Buon prodotto d'animazione che onestamente, però, non mi ha preso più di tanto. I disegni sono ottimi e discreti anche i dialoghi; la storia è quella di Marco Pagot, un eroe solitario che richiama non poco il Corto Maltese di Hugo Pratt e che si guadagna da vivere facendo il cacciatore di taglie di pirati dell'aria. Non ne uccide nessuno, la morte qui ha solo valenza metaforica, così come l'aspetto del personaggio inspiegabilmente trasformato in maiale probabilmente a seguito del suo...
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4 luglio 2011 Opinione di sasso67 su "Porco rosso"
Buon cartone di Miyazaki, peraltro ambientato in Italia nel periodo fascista. Interessante, colorato, romantico, ma l'animatore giapponese qui non ha ancora raggiunto la maturità espressiva che frutterà un capolavoro come La città incantata.
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17 giugno 2011 Opinione di FABIO1971 su "Porco rosso"
"Questo film narra la storia di un maiale, soprannominato Porco Rosso, che si batte contro i Pirati del Cielo a rischio del suo onore, della sua donna e dei suoi beni, ambientata nel Mar Mediterraneo all'epoca degli idrovolanti". Marco Pagot era un asso dell'aviazione italiana durante la Prima guerra mondiale: un misterioso maleficio, poi, lo ha trasformato in un maiale e ora, pur di non allearsi con i fascisti ("Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale"), a bordo...
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1 marzo 2011 Opinione di Immorale su "Porco rosso"
Un leggendario pilota di idrovolante, l’uomo-maiale denominato Porco Rosso, lavora come cacciatore di taglie in un’Italia agli albori del ventennio fascista, finché non viene sfidato da un valente aviatore americano. Pochi autori, oggigiorno, riuscirebbero a miscelare in un film (d’animazione o no) una tale perfetta mescolanza di sublime poesia espressiva, malinconia, gioia, magia ed avventurosa consapevolezza umana come fa(ceva) il grande Miyazaki; unire...
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23 gennaio 2011 Opinione di Mulligan71 su "Porco rosso"
Nonostante la mia idiosincrasìa verso l'animazione orientale fatta di bolle al naso e facce sempre uguali, devo dire che questo mi è piaciuto. Miyazaki è di un altro pianeta, e il Porco è un personaggio che mi sta simpatico. Ci trovo affinità. "Meglio porci che fascisti". Basterebbe questa. Alta qualità.
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