Stop Making Sense (1984)
La trama
L'opinione più votata
Di Mathiasparrow scritta il 27/09/2011 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- positive [4]
- leggi tutte le opinioni
27 settembre 2011 Opinione di Mathiasparrow su "Stop Making Sense"
Pantages Theatre, Hollywood, 1983: la new wave del concert movie. Le note dei Talking Heads dilagano in una penombra quasi antiestetica, oltre le sagome di un backstage portato a ridosso del palco. Spartanità scenografica e assenza pressochè totale di elementi contornanti - pubblico compreso - focalizzano la band renendola unica interprete. Demme pone la propria direzione al servizio del gruppo newyorkese, lasciando oltre lo schermo ogni possibile comparsa: al regista riesce un azzardato...
voto al film: 
4 settembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Stop Making Sense"
Non confondiamo grande musica con grande cinema. Questo non è che è un brutto film, più semplicemente non è un film. E' un live dei Talking Heads, che a me peraltro piacciono moltissimo, e se ci mettiamo a considerare cinema ogni concerto che viene ripreso e poi ritrasmesso, beh... Riprendendo il commento anteriore direi che Si, appunto, ha ben poco a che vedere con Melies e la sua idea di cinema. E secondo me questo conta.
voto al film: 
27 giugno 2010 Opinione di Dalton su "Stop Making Sense"
Isterico ma mai sopra le righe, esemplare eccelso di pantomima perfettamente controllata: ladies and gentleman, ecco a voi David Byrne, il leader dei Talking Heads. Con un budget modesto e senza carrellate folli - anzi, senza il benchè minimo rivolo! - l'allora esordiente Jonathan Demme (eterna promessa del cinema USA, futuro regista de IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI e PHILADELPHIA) riprende un loro concerto. C'entra poco con il cinema come lo intendeva Melies? Può darsi;...
voto al film: 
18 luglio 2009 Opinione di Z su "Stop Making Sense"
Il Paradiso è un posto dove non accade nulla
voto al film: 
4 novembre 2006 Opinione di Vegeta85 su "Stop Making Sense"
Film concerto dei Talking Heads, in cui il regista Jonathan Demme opta per una scelta registica intelligente e inusuale: niente montaggio da videoclip, praticamente nessun "controcampo" sul pubblico, molti piani medi. Ne esce un "film" divertente e divertito, con una band in gran forma e piena di idee. Peccato solo che il repertorio privilegi alla stragrande l'album "Speaking In Tongues", uscito l'anno precedente, mettendo un po' in secondo piano i primi capolavori.
voto al film: 
- negative [1]
- positive [4]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:


















