I tre birbanti (1926)
[3 Bad Men, USA 1926, Western, durata 110']
Regia di
John Ford
Con J. Farrell MacDonald, George O'Brien, Olive Borden, Tom Santschi
Con J. Farrell MacDonald, George O'Brien, Olive Borden, Tom Santschi
La trama
L'opinione più votata
Di callme Snake scritta il 29/06/2010 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Inizio con qualche dato: 3 Bad Men fu girato l'anno successivo al più fortunato The Iron Horse, il quale in un certo senso ne eclissò la fama.
La fabula presenta molte affinità con quella di un film perduto interpretato da Harry Carey (quasi dimenticato protagonista dei primi Ford, tra i quali gli splendidi Straight Shooting, Bucking Broadway e Hell Bent: John Wayne si ispirerà al suo stile di recitazione naturale e preciso per tutta la carriera). Questa pellicola scomparsa, Marked Men (che Ford considerava il suo muto preferito), si pone come una delle tante variazioni sul tema "criminali che si redimono", assieme a The Three Godfathers, Stagecoach e appunto 3 Bad Men.
Tornando a quest'ultimo, è un dato di fatto che la Fox, dopo una proiezione non particolarmente fortunata, maneggiò notevolmente il montato, eliminando tantissime scene, fino al punto in cui il regista sbottò dichiarando di non volere il suo nome nei credits (che nonostante tutto è presente).
Questo è inoltre il suo ultimo western fino al celeberrimo Ombre rosse, del 1939: è implicito il ruolo di summa e di chiusura rispetto ad un ciclo molto lungo assunto da 3 Bad Men e lo statuto contrario di rinascita assunto dal film con John Wayne.
La trama si snoda lungo la strada percorsa dai cercatori d'oro del Dakota, nel 1877. Tre banditi, i tre "uomini cattivi" del titolo, prendono a cuore una giovane pellegrina che ha perso il padre e decidono di proteggerla da uno sceriffo corrotto che ha messo gli occhi su una mappa in possesso della ragazza: i tre bad men, che dimostrano invece di possedere un cuore d'oro, arriveranno persino a trovarle un fidanzato (!), un cowboy vagabondo interpretato da George O'Brien, altra star fordiana del periodo (ricordiamo per esempio La grande sfida [1929] e Dominatori del mare [1931] ).
I tre birbanti, nonostante tutto, è l'eccellente risultato di tante pellicole precedenti (imperfette, anche quando mirabili), di tanti "studi", come quelli che farebbe un pittore prima di dipingere un capolavoro, che finalmente danno, dopo dieci anni di gavetta, un frutto senza paragoni nel panorama dell'epoca: forse per la prima volta è palese che il regista dietro la macchina da presa potrà regalare perle del calibro di Stagecoach, The Searchers e The Man Who Shot Liberty Valance.
Tutti quelli che oggi sembrano stereotipi, ma che sono stati fondati da Ford stesso (almeno al cinema), si trovano amalgamati in un'opera dalla leggerezza e dalla freschezza ancora intatte, modernissima e coivolgente: lo snobismo di chi giudica prima di conoscere e la mancanza di nobiltà di chi nasconde dietro un distintivo solo i propri interessi personali; le scazzottate e i deliri alcolici (alquanto funzionali per alleggerire i toni: è una trovata utilizzata sistematicamente in ogni suo film); l'immensa wilderness americana e la civiltà che avanza inesorabile (molto prima di How The West Was Won o dello stesso Liberty Valance); lo scontro tra microsocietà in viaggio, clan, famiglie, e quindi l'accettazione o l'esclusione da queste. ESPANDI +
La fabula presenta molte affinità con quella di un film perduto interpretato da Harry Carey (quasi dimenticato protagonista dei primi Ford, tra i quali gli splendidi Straight Shooting, Bucking Broadway e Hell Bent: John Wayne si ispirerà al suo stile di recitazione naturale e preciso per tutta la carriera). Questa pellicola scomparsa, Marked Men (che Ford considerava il suo muto preferito), si pone come una delle tante variazioni sul tema "criminali che si redimono", assieme a The Three Godfathers, Stagecoach e appunto 3 Bad Men.
Tornando a quest'ultimo, è un dato di fatto che la Fox, dopo una proiezione non particolarmente fortunata, maneggiò notevolmente il montato, eliminando tantissime scene, fino al punto in cui il regista sbottò dichiarando di non volere il suo nome nei credits (che nonostante tutto è presente).
Questo è inoltre il suo ultimo western fino al celeberrimo Ombre rosse, del 1939: è implicito il ruolo di summa e di chiusura rispetto ad un ciclo molto lungo assunto da 3 Bad Men e lo statuto contrario di rinascita assunto dal film con John Wayne.
La trama si snoda lungo la strada percorsa dai cercatori d'oro del Dakota, nel 1877. Tre banditi, i tre "uomini cattivi" del titolo, prendono a cuore una giovane pellegrina che ha perso il padre e decidono di proteggerla da uno sceriffo corrotto che ha messo gli occhi su una mappa in possesso della ragazza: i tre bad men, che dimostrano invece di possedere un cuore d'oro, arriveranno persino a trovarle un fidanzato (!), un cowboy vagabondo interpretato da George O'Brien, altra star fordiana del periodo (ricordiamo per esempio La grande sfida [1929] e Dominatori del mare [1931] ).
I tre birbanti, nonostante tutto, è l'eccellente risultato di tante pellicole precedenti (imperfette, anche quando mirabili), di tanti "studi", come quelli che farebbe un pittore prima di dipingere un capolavoro, che finalmente danno, dopo dieci anni di gavetta, un frutto senza paragoni nel panorama dell'epoca: forse per la prima volta è palese che il regista dietro la macchina da presa potrà regalare perle del calibro di Stagecoach, The Searchers e The Man Who Shot Liberty Valance.
Tutti quelli che oggi sembrano stereotipi, ma che sono stati fondati da Ford stesso (almeno al cinema), si trovano amalgamati in un'opera dalla leggerezza e dalla freschezza ancora intatte, modernissima e coivolgente: lo snobismo di chi giudica prima di conoscere e la mancanza di nobiltà di chi nasconde dietro un distintivo solo i propri interessi personali; le scazzottate e i deliri alcolici (alquanto funzionali per alleggerire i toni: è una trovata utilizzata sistematicamente in ogni suo film); l'immensa wilderness americana e la civiltà che avanza inesorabile (molto prima di How The West Was Won o dello stesso Liberty Valance); lo scontro tra microsocietà in viaggio, clan, famiglie, e quindi l'accettazione o l'esclusione da queste. ESPANDI +
29 giugno 2010 Opinione di callme Snake su "I tre birbanti"
Inizio con qualche dato: 3 Bad Men fu girato l'anno successivo al più fortunato The Iron Horse, il quale in un certo senso ne eclissò la fama. La fabula presenta molte affinità con quella di un film perduto interpretato da Harry Carey (quasi dimenticato protagonista dei primi Ford, tra i quali gli splendidi Straight Shooting, Bucking Broadway e Hell Bent: John Wayne si ispirerà al suo stile di recitazione naturale e preciso per tutta la carriera). Questa...
voto al film: 
3 commenti
-
Voto:














