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Un tocco di zenzero (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un tocco di zenzero: minimo
Ritmo ritmo in Un tocco di zenzero: presente
Impegno impegno in Un tocco di zenzero: presente
Tensione tensione in Un tocco di zenzero: minimo
Erotismo erotismo in Un tocco di zenzero: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Un tocco di zenzero

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Un tocco di zenzero (voti: 12 media: 3,25) 12

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La trama

Un ragazzino turco emigrato in Grecia si aggrappa al ricordo della cucina del nonno.

Anni '60: il piccolo Fanis è costretto a lasciare Istanbul insieme alla famiglia e a trasferirsi ad Atene. Qui fatica a inserirsi nella nuova comunità, e un poco alla volta si chiude in un mondo popolato dai piatti che cucinava per lui il nonno Vassilis, trasformando la passione per il cibo in una vera e propria ossessione... 

Il film scorre colorato, superficiale e non sgradevole, ma spreca una bella idea e riesce solo in parte a evocare un mondo mediterraneo perduto, fatto di intrecci tra Europa e Oriente. Perlopiù si affida alla filosofia spicciola enunciata dai personaggi, e abbonda in effetti di ricostruzione al computer davvero fastidiosi.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emiliano Morreale - FilmTV n. 14/2005

Una storia agrodolce costruita sui ricordi di un cinquantenne. Superficiale ma non sgradevole

L’esilio degli immigrati greci da parte del governo nazionalista turco è una parte poco nota della storia del ‘900, e si intreccia con la dolente questione dell’isola di Cipro, di cui si è tornato a parlare qualche mese fa. Proprio questo è lo sfondo di Un tocco di zenzero, costruito sui ricordi di un cinquantenne di oggi: l’infanzia tra i greci di Costantinopoli, l’esilio, la passione culinaria, la Grecia sotto la dittatura dei colonnelli. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di giancarlo visitilli scritta il 24/04/2005 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

“A volte bisogna usare gli ingredienti sbagliati per ottenere qualcosa di diverso”, specie se per diversità s’intende l’incontro-scontro fra culture, come possono esserlo quella turca e quella greca. Così quest’inattesa opera prima del regista ellenico Tassos Boulmetis, datata 2003, ha portato un ‘sapore diverso’ in queste settimane nelle sale italiane, tutte prese dall’’obesa manciata di candidature’ per film da manuale… In Un tocco di zenzero, la cucina assurge un compito importante: è il luogo d’incontro culturale, che diventa tale grazie alla sperimentazione-rielaborazione-sincretizzazione dei vari sapori e ricette. Non c’è bisogno di strategie diplomatiche da parte di ‘cuochi’ scelti, perché ci sono ingredienti di per sé portatori di antichi sapori. Non riconoscerlo, equivarrebbe dire che la filosofia non è nata in Grecia e che la Turchia non é l’antica terra dei Saraceni, oppure che non esiste un Oriente e un Occidente (più ideologico che geografico). Con questi ‘ingredienti’ Boulometis ‘impasta’ la storia della cultura Cristiana e Islamica, mostrando dapprima il loro raffronto e l’impossibilità di una possibile comprensione fra loro, riconciliatesi poi nella tradizione culinaria di Istanbul. Una storia autobiografica che vede il protagonista, Fanis, costretto ad abbandonare Istanbul per Atene con la famiglia, quando aveva appena sette anni, in seguito alla decisione del governo di deportare i greci residenti in Turchia, diretta conseguenza delle tensioni sorte tra cittadini greci e turchi per la contesa isola di Cipro. Sarà la notizia dell’arrivo ad Atene dell’anziano nonno la molla che permetterà a Fanis di ripercorrere le fasi più intense della sua esistenza, dalla nascita a Costantinopoli da padre greco, a sua volta figlio di un droghiere, appassionato di astronomia e gastronomia (“la parola ‘gastronomo’ contiene in sé ‘astronomo’”), alle amicizie che durante la fanciullezza coltivava. Un tocco di zenzero, dopo aver sbancato i patri botteghini (1.200.000 spettatori per un successo equiparabile solo al fenomeno Titanic), è veramente una bella sorpresa, nel triste panorama delle programmazioni cinematografiche degli ultimi mesi. A dimostrarlo, già il titolo originale del film, Politiki Kouzina, che, a seconda di dove è posto l’accento, ha il doppio significato di “cucina politica” o “cucina della polis”; però, pur mettendo a confronto due culture diverse, in realtà molto più vicine fra loro di quanto si possa dire o immaginare, il film ha il grosso merito di evitare attacchi gratuiti all’una o all’altra parte. E’ un film sincero e sentito, dall’inebriante gusto etnico, che sta a metà tra la “commedia etnica” e un “film culinario”, essenziale dal punto di vista registico, si avvale di una bella fotografia e di arditi piani sequenza, che ben ci conducono all’interno degli affollati mercati turchi, in cui si ha come la sensazione di annusare l’inebriante odore delle spezie, specie quello acre e molto forte dello zenzero. Molti dialoghi hanno quella caratteristica propria della cultura greca, sapienziali e altamente filosofici (“i viaggiatori in partenza guardano la carta, invece, quelli che stanno tornando gurdano lo specchio), ma anche la freschezza, il colore e l’eleganza della cultura turca, quella essenzialmente orientale (“Non voltarti. Quando ci voltiamo sui binari del treno, quella resta una promessa”). A metà strada fra The Chocolat e Nuovo cinema paradiso, specie per tutta la parte che riguarda la storia sentimentale del protagonista, Un tocco di zenzero pecca per la cattiva traduzione del titolo originale, che si caratterizza, alla fine, per quella grettezza mentale e tutta europea, che confonde tutto ciò che fa parte dell’oriente con le sole spezie, profumi e sete, senza ancora tener conto della gente. Questa, anche se col tempo (a causa della nostra storica resistenza), c’insegnerà com’è possibile trovare un connubio reale fra astronomia e gastronomia: si tratta di “aprire la propria anima come cozze al vapore”. Giancarlo Visitilli
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Opinioni su Un tocco di zenzero


16 novembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Un tocco di zenzero"
bradipo68

Un amarcord gastronomico al profumo di spezie greche.Un film nel solco della nostalgia e della memoria,all'aroma di melassa più che a quello dello zenzero richiamato dal titolo.Nulla di nuovo sotto il sole sia per quanto riguarda la forma che la sostanza ma la confezione laccata lucida induce a una certa benevolenza che a tratti riscatta la noia che affiora.Purtroppo la vicenda si dipana in maniera prevedibile e l'unica curiosità risiede nei particolari gastronomici e nella...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Un tocco di zenzero (2003)


30 gennaio 2006 Opinione di lord_windermere su "Un tocco di zenzero"
lord_windermere

Una gradevole lezione di storia, anche se di storia crudele, perché utilizza i giusti ingredienti, in cucina come nella vita reale e dell'anima del protagonista.

voto al film: lord_windermere assegna il voto buono a Un tocco di zenzero (2003)



6 luglio 2005 Opinione di essere su "Un tocco di zenzero"
essere

Abominevole. Ma questo è poi un film ? Acquistate all'estero pellicole che abbiano almeno un senso cinematografico, cari distributori.

voto al film: essere assegna il voto mediocre a Un tocco di zenzero (2003)


14 giugno 2005 Opinione di pierlues su "Un tocco di zenzero"
pierlues

Ma cosa vedono quelli che vogliono sempre storie grandiose al cinema? Questo film nasce da una bella idea poi sviluppata con garbo e molte carinerie: i cibi turchi (non solo le spezie), un modo di essere orientale, i rapporti tra le persone non sempre delineati...Vorrei capire cosa deve avere un film per essere giudicato sempre buono...mah

voto al film: pierlues assegna il voto buono a Un tocco di zenzero (2003)



28 aprile 2005 Opinione di BLUKLEIN su "Un tocco di zenzero"
BLUKLEIN

CUCINA POLITICA, al solito, era un titolo troppo "forte", troppo poco ruffiano per poter essere semplicemente tradotto e restituito al suo significato originale. Peccato, però, che per una volta la versione italiana rispecchi meglio il film. Trattasi, infatti, dell' ennesima riproposizione dell' escamotage raccatta-audience che prevede il cibo al centro della narrazione, come fattore unificante razze e famiglie divise. La variante in questione è di matrice turco-greca: una famiglia di...

voto al film: BLUKLEIN assegna il voto mediocre a Un tocco di zenzero (2003)


24 aprile 2005 Opinione di giancarlo visitilli su "Un tocco di zenzero"
giancarlo visitilli

“A volte bisogna usare gli ingredienti sbagliati per ottenere qualcosa di diverso”, specie se per diversità s’intende l’incontro-scontro fra culture, come possono esserlo quella turca e quella greca. Così quest’inattesa opera prima del regista ellenico Tassos Boulmetis, datata 2003, ha portato un ‘sapore diverso’ in queste settimane nelle sale italiane, tutte prese dall’’obesa manciata di candidature’ per film da manuale… In Un tocco di zenzero, la cucina assurge...

voto al film: giancarlo visitilli assegna il voto buono a Un tocco di zenzero (2003)

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7 aprile 2005 Opinione di rosario su "Un tocco di zenzero"
rosario

spunto interessante ma esito deludente...le spezie non sempre inebriano,e il film finisce per annoiare.

voto al film: rosario assegna il voto sufficiente a Un tocco di zenzero (2003)


1 aprile 2005 Opinione di fefy su "Un tocco di zenzero"
fefy

Dopo un inizio gustoso e speziato ed alcune riprese da d'autore, il film si perde in un melodramma da soap opera. Peccato, un' occasione filmica mancata, o comunque vissuta e riuscita soltatnto a metà.

voto al film: fefy assegna il voto sufficiente a Un tocco di zenzero (2003)




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