Opinione di bradipo68 su The Foul King
Con Jin-Young Jang, Su-ro Kim, Kang-ho Song, Ho-kyung Go, Hang-Seon Jang
- positive [2]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Dae Ho è un grigio bancario dalla vita modesta che è abituato a essere prevaricato sia nella vita privata che al lavoro.
Il capufficio lo tiranneggia con la sua presa headlock, i colleghi lo considerano poco più di tappezzeria, è innamorato naturalmente non ricambiato di una bellissima collega.
Il suo destino è quello di essere un perdente sempre e comunque.
E lui è tranquillo nella sua mediocrità, comunque rispettoso delle regole ,privo di quella personalità che gli permetterebbe di emergere in una società votata alla sfrenata competizione come quella coreana.
Finchè una sera per riuscire a evadere dalla presa headlock del suo nerboruto capufficio, decide di riprendere una sua vecchia passione di gioventù , il wrestling, in una palestra un pò sfigata della periferia in cui ha la possibilità di mettersi in luce più per caso che per propria bravura.
Perchè al suo maestro per combinazione serve un wrestler che sia bravo a usare trucchi e imbrogli per vincere.Come l'idolo di Dae Ho.
Ed ecco creato The Foul King, il re delle scorrettezze ma anche il re immondo, un'ambivalenza perfetta per spiegare il personaggio mascherato dietro cui si nasconde il tenero ed inesperto Dae Ho.
Forse è proprio quella maschera che gli permette di essere un altro uomo, infinitamente più coraggioso di quello a volto scoperto( si veda la dichiarazione abortita d'amore alla collega che neanche lo vede, non casualmente fatta indossando la maschera ma non celando la propria identità).
E sul ring se ne vedranno delle belle.
The Foul King è un film veramente esilarante a una lettura immediata la cui storia riecheggia anche nello sbilenco Super Nacho di Jared Hess, pellicola divorata letteralmente dalla fisicità debordante di Jack Black.
Se si ha l'ardire di leggere che cosa c'è appena dietro la facciata comica di uno spettacolo veramente ben congegnato, in filigrana traspare una forte critica politica per l'arrivismo della società coreana improntata all'individualismo più selvaggio che se non altro smaschera quel senso di solitudine alienante che caratterizza la competizione in cui l'unica cosa importante è vincere e non partecipare.
Quindi il ring come palestra di vita , strumento di crescita ma stavolta siamo dalle parti della burla perchè non si parla di noble art ma di un qualcosa che è la caricatura di uno sport:il wrestling, sublime arte del tarocco, a cui serve addirittura una sorta di sceneggiatura concordata tra i manager degli sfidanti per far andare a buon fine lo spettacolo.
Dae Ho dopo il primo attimo di sbandamento accetterà di buon grado il suo ruolo in un combattimento in cui finalmente acquisterà la consapevolezza di quello che vale.
Ma solo per prepararsi all'ultimo sberleffo da perdente cronico.
La regia di Kim Ji Woon è funambolica nei combattimenti e riesce sempre nel tenere la comicità un passo indietro rispetto alla demenzialità pura.
In tutto questo è aiutato dal grande lavoro dell'allora 23enne e asciuttissimo Song Kang-ho, qui al suo primo ruolo da protagonista, ottimo nel tratteggiare il suo personaggio di perdente e incredibilmente a suo agio come wrestler anche nelle mosse più ardite girate rigorosamente senza stunt.
The Foul King è stato un grande successo al box office coreano e ha permesso di far decollare le carriere di Song Kang-ho, oggi forse IL divo del cinema coreano e di Kim Ji Woon, uno dei registi più dotati della new wave coreana.
Con The Foul King è nata una stella. Anzi ne sono nate due.
Sulla regia di Kim Ji-woon
regia funambolica nei combattimenti
Sull'interpretazione di Kang-ho Song
eccezionale
Commenti
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12 febbraio 2012, 09:42 di LAMPUR
Perdonami, ma dopo 13 assassini non mi fido del tuo percepire "la comicità appena un passo prima della demenzialità". Sul cinema orientale me sembri un po' troppo de parte... (un po' come Allegri co' Seedorf..eh eh..)
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12 febbraio 2012, 14:44 di M Valdemar
sono più dalla parte di Brad, ma, pensavo (che parolone), sarebbe stupendo poter avere da parte vostra una specie di "PERCHE' SI / PERCHE' NO" su un film come questo, ad esempio ...
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12 febbraio 2012, 17:08 di bradipo68
Veramente era Il Buono, il brutto e il cattivo eh eh eh...sulle capacità registiche di Kim Ji woon credo che ci siano pochissimi dubbi e non solo da parte mia.E poi se non ti fidi del mio gusto(ed è più che pacifico,perfettamente lecito) puoi andare sempre su imdb che lì ci sono i grandi numeri.Può darsi che sul cinema orientale tu sia più di parte rispetto a me...@M Valdemar:sarebbe una bella cosa ma purtroppo per la maggior parte delle persone il cinema nasce e muore a Hollywood e dintorni...Un saluto!
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13 febbraio 2012, 12:02 di kikisan
Riguardo le diatribe sul cinema orientale bisogna fare un distinguo: chi guarda ed apprezza film orientali conosce anche perfettamente quelli occidentali; chi apprezza film occidentali, quasi sempre ignora quelli asiatici. Per quanto riguarda Emidio, se andate a leggere i suoi scritti di 2 o 3 anni fa, scoprirete che con i film orientali "non ci stava tanto dentro"... Essendo Bradipo un vero amante del cinema a 360° e sollecitato alla visione di certe pellicole da diversi utenti (un pochino anche dal sottoscritto) si è reso conto che le cinematografie dell'estremo oriente sono validissime ed ha iniziato un suo personale percorso di visioni. Tutto questo - ripeto - per vero amore del cinema... I film - se ben fatti - sono "opere d'arte" indipendentemente da quale latitudine provengano. Fare il tifo per una o l'altra cinematografia non è un derby di calcio (fortunatamente). Un saluto a tutti.
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14 febbraio 2012, 10:17 di bradipo68
Fabrizio, mi hai levato le parole di bocca e ti ringrazio per quanto detto. Sono un amante di cinema a 360° e ho sempre l'umiltà di imparare da chi ne sa più di me.Tu e pochi altri, con le vostre opinioni e con le palylist tematiche(è grazie a te che ho conosciuto meglio gente come Koreeda o Shion Sono) siete stati guide fondamentali nel mio approccio al cinema orientale ed è proprio grazie a queste che sono riuscito ad evitare la spazzatura che girano pure ad Oriente.Diciamo che prima di arrivare a vedere un film orientale (ma anche di altre cinematografie meno conosciute)si fa un gran lavoro di selezione e si scelgono i migliori ,inevitabilmente.Non è essere di parte. Personalmente sono abbastanza stufo del cinema maistream, sono stufo delle logiche da blockbuster e sono curioso di scoprire autori e cinematografie sempre nuove. Fino a un paio di anni fa il mio rapporto col cinema orientale era parecchio frastagliato: colpa mia, questione di pigrizia, le facce e i nomi mi sembravano sempre uguali e non mi prendevo certo la briga di provare a capirci qualcosa.Poi ho cominciato ad approfondire e non me ne sto staccando più. Un saluto!
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