Opinioni del pubblico su Tickets
Con Valeria Bruni Tedeschi, Carlo Delle Piane, Martin Compston, Silvana De Santis, William Ruane
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Tickets (2005)
1 giugno 2009 Opinione di ornette su "Tickets"
Tre mostri alla regia, in un trio jazz (fateci caso, in ognuno prevale, nella colonna sonora, uno strumento), con ogni episodio un assolo. In ogni episodio è molto facilmente riconoscibile la mano del regista. Personalmente ho preferito quello di Loach.
voto al film: 
1 giugno 2009 Opinione di ornette su "Tickets"
Tre mostri alla regia, in un trio jazz (fateci caso, in ognuno prevale, nella colonna sonora, uno strumento), con ogni episodio un assolo. In ogni episodio è molto facilmente riconoscibile la mano del regista. Personalmente ho preferito quello di Loach.
voto al film: 
15 febbraio 2008 Opinione di chribio1 su "Tickets"
film interessante fino a meta' film poi stufa.voto.6.
voto al film: 
5 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "Tickets"
Nessun filo materiale (il controllore?), ma nemmeno logico, per tre episodi di diverso spessore. Appena percettibile il cuore della parte firmata da Olmi, sottilissima e lievissima (e pertanto anche un po' troppo generica) parabola sulla follia dei sentimenti. Greve ed insignificante Kiarostami, con un'accoppiata di personaggi inverosimili ed un finale demenziale. Loach delude ampiamente con un raccontino adolescenziale di violenza gratuita, accantonando dei tre scozzesi ciò che conta (la...
voto al film: 
3 luglio 2007 Opinione di LorCio su "Tickets"
Il film non è brutto, è solo disomogeneo. Tre segmenti per tre maestri: Ermanno Olmi, Ababs Kiarostami e Ken Loach. Se Olmi, sobrissimo, non da il meglio di sè, affidandosi alla bravura dell'ottimo Carletto Delle Piane, e Loach dirige con noncuranza un episodio insignificante, è Kiarostami che gira il segmento migliore. A dire il vero è tutto merito dell'immensa Silvana De Santis, vedova di un generale dispotica ma sorprendente. Quando manca della scena, l'episodio non decolla. Il...
voto al film: 
3 luglio 2007 Opinione di miawallace su "Tickets"
Stasera ho visto Tickets, di Olmi/Kiarostami/Loach. L'episodio di Olmi forse è stato il peggiore dei tre, un pò kieslowskiano (nell'accezione peggiore del termine), con un Carlo Delle Piane che sembrava partecipare alla recita della parrocchia e una Valeria Bruni Tedeschi che mi ha confermato l'impressione che non sappia proprio recitare. L'episodio dell'uomo avanti con gli anni che prova a lasciarsi andare al sentimento non lascia il segno, anche se alcune idee di messa in scena sono...
voto al film: 
1 giugno 2006 Opinione di LReno su "Tickets"
"Tickets" inizia bene ma cala alla distanza. L'ambientazione in treno è suggestiva e l'atmosfera è resa molto bene, anche se i tre episodi sono scollegati. Molto bello quello di Olmi, col vecchio professore che si ribella alla sua tarda età attraverso una storia d'amore impossibile e solo sognata, i cui presupposti sono chiariti tramite successivi flashback. Bello anche quello di Kiarostami, in cui ci si sente imprigionati come il giovane obiettore alle prese con la "generalessa" (la...
voto al film: 
8 aprile 2005 Opinione di fefy su "Tickets"
A questo mondo non tutti possono permettersi il biglietto per la felicita, o per lo meno per tentare di trovarla, il filo conduttore del film è infatti una famiglia albanese, povera e in difficoltà. Il contrasto tra tre stili, tre culture e tre visioni del mondo rende un risultato interessante seppur non esaltante. Un unico dubbio….ma in Italia dove si sono mai visti treni cosi’ belli e puliti?....
voto al film: 
27 marzo 2005 Opinione di rosario su "Tickets"
viaggio su treno che poi e' la vita..tra incanti e disincanti stilistici...tr maestri insieme olmi,kiarostami e loach intrecciano le loro storie in un film che prende,ma non troppo.
voto al film: 
22 marzo 2005 Opinione di speedy34 su "Tickets"
Come i diversi vagoni di un treno in corsa, "Tickets" riunisce tre maestri del cinema internazionale - Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami e Ken Loach - per dare vita ad un film non a episodi ma ad una storia intrecciata in un unico lungometraggio dove la sensibilità umana ed artistica di questi tre prestigiosi autori può esprimersi attraverso il semplice e naturale svolgersi di piccoli incidenti che diventano dilemmi morali capaci di cambiare un’esistenza. Il malinconico, fragile ma...
voto al film: 
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