Tickets - La recensione di FilmTv
Con Valeria Bruni Tedeschi, Carlo Delle Piane, Martin Compston, Silvana De Santis, William Ruane
La recensione di FilmTv
Tre racconti intrecciati e un risultato deludente
A pensarci in astratto, quale set migliore di un treno e quale spunto narrativo migliore delle storie che si intrecciano lungo il suo percorso? Potere evocativo del luogo chiuso “in movimento”, ampia gamma di caratteri, coabitazione e confronto forzati paiono l’ideale per un mosaico emblematico. Ma l’operazione (che ha i suoi esemplari migliori negli anni ’30, La signora scompare di Hitchcock e Treno popolare di Matarazzo), non riesce a Olmi, Kiarostami e Loach che, non solo non trovano un collante omogeneo che non sia pretestuale, ma non riescono nemmeno a far collidere le rispettive differenze, le “discordanze” di stile e di tono che potevano rappresentare il maggior pregio del film. Tickets non vuole essere un film a episodi, ma tre racconti intrecciati da un filo conduttore (la famiglia di clandestini che, sempre in secondo piano, è il “pretesto”) e dal percorso di un treno che viaggia da una città mitteleuropea a Roma. Raccontano il sogno di un amore senile, una rabbiosa aggressività di oggi, un incontro fugace tra diversi disadattamenti: ognuno sulla sua “tratta”, ognuno tanto diverso da non aver bisogno delle firme per individuarne l’autore, ma nessuno capace di sconfinare nell’idea dell’altro. Trovo l’episodio di Loach il solo non manieristico. Ma su tutto aleggia un pesante sospetto da spot di Trenitalia. E.M.
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