In Good Company - La recensione di FilmTv
Con Scarlett Johansson, Dennis Quaid, Topher Grace, Marg Helgenberger, David Paymer, Clark Gregg, Philip Baker Hall, Selma Blair
La recensione di FilmTv
Dalla celebrazione della famiglia Usa all’amara consapevolezza dell’inadeguatezza
Papà Dan ha una bella figlia adolescente, Alex, un altro bimbo in arrivo e un sereno matrimonio. Ha pure un buon posto, perlomeno fino a quando i boss non decidono di rivoluzionare tutto, anteponendogli un capo, Carter, che ha la metà dei suoi anni. I tagli del personale fioccano, gli stipendi si assottigliano. Poi Carter decide di mettersi con Alex, e Dan si incavola. Ma non andrà come previsto. Quella che poteva essere una lotta impari tra generazioni e modi di vita, diventa invece una collaborazione contro le corporazioni e l’imperialismo di mercato. Una commedia umana, In Good Company, che prende strade abbastanza sorprendenti. Il nocciolo è la celebrazione della buona famiglia americana e dell’uomo dai sani valori, però intorno c’è dell’altro, la progressiva consapevolezza di un’inadeguatezza, per esempio. Dan e Carter, alla fine, vincono contro i potenti (ottima la sequenza col cameo di Malcolm McDowell, peraltro non accreditato), ma il secondo in verità fallisce, come boss, come fidanzato, come “nuovo uomo”. E non gli resta che lasciare tutto. Mica male, per un filmetto che onora i beceri principi del familismo. Bravo Quaid, e straordinario Topher Grace, dal ruolo difficile che fa l’intero film. In colonna sonora, brani cool di Damien Rice e Iron & Wine.
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