Città amara. Fat City (1972)
Con Stacy Keach, Jeff Bridges, Susan Tyrrell, Candy Clark, Nicholas Colasanto
La trama
Storia di due boxeur ai margini della società.
Stockton, California: la popolazione, composta soprattutto da neri e messicani, vive in condizioni miserabili. Nella palestra dove si allenano i pugili avviene l'incontro tra l'esperto Billy, che ripensa alle vittorie passate e a una sconfitta che non ha mai accettato, ed Ernie convinto di avere davanti una carriera sicura. Ben presto i due saranno uniti dalla stessa sorte: proletari del ring e sconfitti dalla vita.
Amara riflessione sull'altra faccia dell'America opulenta raccontata da un ex pugile dilettante quale fu Huston. Il film è asciutto e denso, grazie anche una buona squadra di attori. "Fat City" è un'espressione gergale che sta ad indicare il paradiso in terra.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 31/03/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
voto 9/10
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [18]
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16 maggio 2012 Opinione di hank su "Città amara. Fat City"
storia di perdenti,di amarezza e di illusioni,ambientata nella california degradata degli anni 70.peccato che i dialoghi risultino spesso lunghi e noiosi e che le scene di boxe siano al limite del comico. straordinari nicholas colasanto ed il suo secondo,pessima la tyrrell. jeff bridges pugile che zompetta goffamente, non si può vedere.un film malinconico.
voto al film: 
31 marzo 2012 Opinione di steno79 su "Città amara. Fat City"
Film tra i più sinceri di Huston, un racconto dove predomina il disincanto e l'amarezza su personaggi marginali, pugili falliti o astri nascenti che quasi sicuramente non riusciranno a proseguire il loro cammino nello spietato mondo della boxe. Si avverte che l'ispirazione di Huston è autentica dalla simpatia umana con cui sono ritratti i protagonisti, dall'accuratezza del microcosmo sociale di Stockton in California, con i suoi bar popolati da tutta una folla di personaggi, principalmente...
voto al film: 
24 dicembre 2011 Opinione di wang yu su "Città amara. Fat City"
Una bella storia di perdenti il potenziale per un grande dramma, sprecato da una sceneggiatura da dilettante,le scene di boxe sono ridicole e poco credibili.voto 4
voto al film: 
17 novembre 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Città amara. Fat City"
(Attenzione, contiene spoiler) Finale: siamo a Stockton, una cittadina della California. Due uomini, Billy Tully ed Ernie Munger, sono seduti al bancone di un bar. Mentre consumano ciò che hanno ordinato, parlano del più e del meno, ma dato che non hanno molto da dire, la conversazione si interrompe quasi subito. Tutt’a un tratto, né Ernie né Billy proferiscono parola. Il silenzio che ne consegue è al contempo imbarazzante e inquietante. Entrambi hanno lo sguardo perso nel vuoto. Poi...
voto al film: 
4 novembre 2010 Opinione di luca826 su "Città amara. Fat City"
VOTO 8,5 DOLENTE (Tv 28 Ottobre 2010) Eccellente film di Huston, sempre in sottotono, capace di trasmettere sentimenti e sensazioni purissimi. L'amarezza di vite sprecate e perse in aspettative di soluzioni quanto mai lontane vengono utilizzate dal grande regista americano per filosofeggiare sulla vita stessa, sulla nostra comprensione delle esistenze, la comprensione del dramma. Le esistenze, perchè Houston dipinge un ritratto certo amaro e pessimista ma mai cupo, indicando nella...
voto al film: 
25 giugno 2010 Opinione di Filmoski su "Città amara. Fat City"
Questa volta non si tratta della boxe dei vincenti nè dei vincitori caduti in disgrazia, ma è la storia di un pugile di basso profilo e della sua lotta quotidiana con la vita. Luoghi e situazioni bukowskiane si alternano ai combattimenti sul ring e sono le relazioni interpersonali a connotare i personaggi e a dare sostanza al film, in particolare il contrapporsi del vecchio pugile a fine carriera all'amico giovane e promettente ne fa un canto malinconico per...
voto al film: 
29 maggio 2010 Opinione di michel su "Città amara. Fat City"
RINGFLY Un ex pugile amareggiato sostituisce un nero finito in galera nel letto di un’alcolizzata. Prima di scomparire nuovamente nell’ombra l’uomo tenta di tornare sul ring. Si respira buona letteratura “loser” in questo ritratto amaro dove vince solo chi incrocia qualcuno più disperato di lui. Triste senza piagnistei è un convincente ritratto di uomini e donne dignitosamente alla deriva. S.Keach e S. Tyrrell, bravissimi, danno un...
voto al film: 
31 marzo 2010 Opinione di OGM su "Città amara. Fat City"
In questa contro-saga del pugilato, l'atmosfera sonnolenta della provincia californiana assorbe i colpi sordi di una rabbiosa rinuncia. Non sempre la resa è passiva rassegnazione, a volte, come in questo caso, è un furioso dibattersi nell'impotenza, prendendo a pugni il vuoto avvertito come una prigione. Fare a botte sul ring (la scelta di Billy Tully) è un'alternativa rispetto a prendersela con la vita (l'atteggiamento di Oma), ma entrambe le opzioni sfociano...
voto al film: 
25 marzo 2010 Opinione di ed wood su "Città amara. Fat City"
Indispensabile contributo del grande John Huston (uno dei maggiori autori del cinema USA, classico e moderno) alla poetica/estetica della New Hollywood. Il regista che, in piena età classica (fine anni 40), aveva traghettato il cinema statunitense verso la maturità, sulla scorta di pellicole fondamentali nello sviluppo dei generi, tanto sul fronte avventuroso-western (Il Tesoro della Sierra Madre) quanto su quello poliziesco-noir (Giungla d'Asfalto), non avrebbe proprio...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
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