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Raul - Diritto di uccidere (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Raul - Diritto di uccidere: assente
Ritmo ritmo in Raul - Diritto di uccidere: presente
Impegno impegno in Raul - Diritto di uccidere: presente
Tensione tensione in Raul - Diritto di uccidere: presente
Erotismo erotismo in Raul - Diritto di uccidere: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Raul - Diritto di uccidere

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Raul - Diritto di uccidere (voti: 2 media: 3,00) 2

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locandina di Raul - Diritto di uccidere

La trama

Roma, 1938. Raul, giovane laureato in giurisprudenza sostenitore della teoria del "superuomo", commette un omicidio perché pensa si possa eliminare chi ostacola la realizzazione di gloriosi obiettivi. Ma poi, in cerca di riscatto, accetta di incontrare il giudice incaricato delle indagini che inizia con lui uno spietato gioco al massacro...  

Claudicante nel protagonista (Dionisi è solo volenteroso), il film vive i suoi momenti migliori grazie alle perfette "partecipazioni speciali" di Haber, Violante Placido, Mattioli, Jelo, Farron, Mahieux, alla misura di un sobrio ed efficace Giancarlo Giannini e all'ultima apparizione di Laura Betti, capace di sintetizzare in dieci minuti la sua istrionica, strepitosa cattiveria.

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 17/2005

Liberamente tratta da Delitto e castigo, un’opera di regia e di attori ma di debole sceneggiatura

Parte come Una giornata particolare di Ettore Scola (vale a dire: il giorno della visita di Hitler a Roma, nel 1938) ma approda subito a un omicidio, apparentemente commesso per angoscianti questioni di danaro. L’ispirazione è alta: Delitto e castigo di Dostoevskij, l’idea originaria è di Mauro Bolognini, poi portata avanti dal fratello Manolo (che produce) e dal nipote Andrea (che dirige), suggello di un’operazione che vanta numerosi figli d’arte (Andrea Morricone alle musiche, Daniele Nannuzzi alla fotografia, Masolino D’Amico tra gli sceneggiatori. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 20/09/2010 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto mediocre

Delitto e castigo trasportato nell'era fascista: ecco l'idea geniale di questo Raul - Diritto di uccidere (titolo molto più adatto ad una becera fiction di terza serie). Perchè le parole di Dostoevskij, a pensarci bene, si possono traslare in maniera decisamente efficace ai giorni del Duce e del terrore claustrofobico della dittatura in Italia, ed il nostro Rodion Raskolnikov è un credibilissimo studentello avulso dalla politica ed in preda a paranoie e deliri intellettualoidi. Tutto il resto del lavoro è però mestiere, piatta aderenza al testo di origine e qualche banalità; si salvano le interpretazioni dei nomi di risalto (soprattutto Haber, perchè Giannini sembra pure un po' svogliato), mentre Dionisi - il protagonista - se la cava benino e la Placido tentenna ripetutamente. A sottolineare l'italianità del prodotto basti la seguente considerazione: chi è Violante Placido? La figlia dell'attore Michele. Chi è Andrea Bolognini? Il figlio del regista Mauro (e nipote del produttore - anche di questo film - Manlio). Chi è Andrea (ancora) Morricone? Il figlio del compositore Ennio Morricone (fra l'altro qui spudoratamente plagiato, a dimostrazione che l'originalità e l'individualità non sono più un vanto). In sceneggiatura chi troviamo poi? Suso Cecchi D'Amico ed il figlio Masolino. Ora, chiaramente per qualcuno i meriti sono indiscutibili (l'ultimo citato, certo), ed in definitiva la pellicola non è affatto brutta (nonostante qualche limite sopra citato), però rimane davvero tanta perplessità ad osservare i cast dei film italiani di questi anni. 5,5/10.
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SI

Opinioni su Raul - Diritto di uccidere


20 settembre 2010 Opinione di mm40 su "Raul - Diritto di uccidere"
mm40

Delitto e castigo trasportato nell'era fascista: ecco l'idea geniale di questo Raul - Diritto di uccidere (titolo molto più adatto ad una becera fiction di terza serie). Perchè le parole di Dostoevskij, a pensarci bene, si possono traslare in maniera decisamente efficace ai giorni del Duce e del terrore claustrofobico della dittatura in Italia, ed il nostro Rodion Raskolnikov è un credibilissimo studentello avulso dalla politica ed in preda a paranoie e deliri...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Raul - Diritto di uccidere (2005)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

27 gennaio 2007 Opinione di Romero su "Raul - Diritto di uccidere"
Romero

ma dove lo trovo è fuori catalòogooooooooo

voto al film: Romero assegna il voto buono a Raul - Diritto di uccidere (2005)




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