Last Days (2005)
Con Michael Pitt, Asia Argento, Lukas Haas, Harmony Korine, Ari Tomais
2011-07-23 21:20:51
La morte di Amy Winehouse non è un gioco, caro Filippo Jacopo Mazzarella
Mi ero ripromesso di non farne parola, del resto Amy Winehouse ha sfiorato il cinema solo di riflesso, considerando che le sue canzoni hanno accompagnato diversi film, da "Rehab" in I Love...
di Spaggy
La trama
Un ragazzo solo, con i capelli lunghi, i jeans stracciati, la maglia penzolante, la "divisa" grunge. Cammina in un bosco, nuota nel fiume, accende un fuoco. Poi, si aggira in una grande casa malconcia, indossa una sottoveste da donna, trova un fucile, cucina degli orrendi spaghetti al formaggio, ascolta un agente pubblicitario delle Pagine gialle, risponde (o non risponde) al telefono, suona un pezzo alla chitarra. Distrattamente, incrocia altri quattro ragazzi che vivono nella stessa casa, che gli parlano, gli chiedono.
Ispirato alla morte di Kurt Cobain e alla curiosità morbosa che si scatenò intorno ai suoi ultimi giorni (un'esperienza che Van Sant ha vissuto per uno dei suoi giovani attori, River Phoenix), Last Days fa un tutt'uno con _Gerry_ (che in Italia non abbiamo mai visto) ed _Elephant_. Non perché somigli a quei film (questo è ancora più asciutto, scarno, non si concede virtuosismi temporali ed è realizzato per lo più a piani fissi), ma perché, come ha detto l'autore "sono tutte e tre storie nelle quali la gente non sa esattamente quello che accade, perché ci sono in tutte elementi mancanti".
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 20/2005
Asciutta ma incisiva la ricognizione di Van Sant nella vita di Blake, un musicista che ricorda Kurt Cobain. Una storia sulla disperazione giovanile fatta di vuoto e bisogni inappagati
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 2011-08-13 18:59:35 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Mi sono perso dietro ai perché, come umanamente accade in questi casi, non trovando molte risposte. E poi ho ripassato mentalmente la filmografia di Gus Van Sant, soffermandomi per un attimo sull’atto successivo a quello: “Last Days”. Nemmeno un giorno di tempo per rimuginare nei miei spazi di solitudine che Amy Winehouse perde (si toglie?) la vita nella sua casa di Londra. In questi casi c’è chi parla di mistero, di doppie personalità: da una parte la forza incredibile del successo accostata a improvvise fragilità, il carisma rapportato a un senso di straniamento nei confronti del mondo. Tutte constatazioni inconfutabili ma inutili. Qualcuno muore, e non c’è più niente da fare. Rimane il nucleo dell’atto, dell’azione secca e improvvisa che ci spiazza e che sorprenderà sempre le nostre abitudini di pensiero.
“Last Days” prende le mosse dai quattro elementi fondamentali, in cui tutte le cose esistono e consistono, che sembrano suggerire un barlume di vita. Terra. Aria. Acqua. Fuoco. Segnali positivi, con un futuro. Invece, a guardar bene, il terreno dove si svolge l’azione è un pantano, l’aria è umida, l’acqua inquinata, il fuoco pericoloso. Perché bruciare in fretta toglie tutto ciò che rimane dell’esistenza. Il film così condotto è vagamente ispirato agli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain, cantante dei Nirvana, uno dei gruppi più innovativi del genere grunge. Segue da vicino la vergogna della paura di essere inadeguati, il non saper cosa fare di se stessi.
Blake (il nome inventato nel film, perché Kurt/Jim o qualsiasi altro nome è maledettamente uguale che non serve cristallizzarlo dandogli una connotazione giornalistica) è un fiore appassito in un vaso senz’acqua. La pellicola è un ritratto molto personale di un artista che si nasconde perché è in crisi, cerca di sfuggire alla pressione della carriera artistica e all’abuso di sostanze stupefacenti che l’hanno allontanato da famiglia, amici, collaboratori. Chissà cosa accade, o forse sta per accadere in questa disamina quasi sperimentale, in questo breve viaggio cinematografico che bussa a qualche porta senza avere la forza (o la pretesa) di aprirle tutte. ESPANDI +
- negative [15]
- sufficienti [11]
- positive [33]
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2012-02-06 18:57:41 Opinione di tafo su "Last Days"
Un film che si permette molto. Un film che si permette di guardare dentro l'icona per vedere l'uomo. L'approccio del regista non è nè morboso nè moralistico, gli interessano gli ultimi giorni non l'ultimo sparo. Gus Van Sant amplifica lo stile tragicamente sospeso di Elephant andando a cercare subito l'ancestrale il rapporto con la natura e con gli elementi primitivi. Il protagonista viene scortato dalla camera quasi sempre di spalle nel suo borbottare quasi a non volere disturbare il suo...
voto al film: 
2011-08-13 18:59:35 Opinione di PompiereFI su "Last Days"
Due segnali emersi dalla cronaca recente mi hanno indotto a (ri)pensare a quanto l’Arte Cinematografica preceda e accompagni il nostro vissuto. Da poco avevo terminato una breve disamina scritta di “Elephant”, un’opera che sento sempre viva sottopelle, riferimento irrinunciabile per tutti quegli atti orribili di violenze arcane che ogni tanto emergono da qualche parte del mondo. Ripensavo alla strage del liceo Columbine quando i notiziari sono stati invasi dagli ...
voto al film: 
2011-05-20 11:19:41 Opinione di NisiDominus su "Last Days"
Se parliamo di Cobain "Last Days" è una cazzata di film. Se invece parliamo di Blake o di un anonimo tossicodipendente la pellicola assume un'altra luce e può risultare gradevole, con i suoi pregi e i suoi difetti. Io dico che quando si è dischiuso l'incontro tra le inquietudini interiori e una leggenda scomparsa, è stato irresistibile per il regista il tentativo (magari involontario) di fare della filosofia. Filosofia che però non aderisce alle vicende cui...
voto al film: 
2010-04-19 21:59:18 Opinione di ed wood su "Last Days"
Permangono i miei dubbi sulla statura autoriale di Van Sant, anche dopo la visione di questo stimolante Last Days. Opera coraggiosa, radicale, della serie "prendere o lasciare". Opera ambigua: dove finisce la sperimentazione e dove comincia il manierismo? quando la messa in scena della deriva esistenziale sfocia nell'ammiccamento ai clichè della cultura grunge (di cui Cobain è stato, suo malgrado, l'esponente più acuto)? dove termina il gusto per l'inquadratura ricercata...
voto al film: 
2009-10-28 19:33:43 Opinione di hallorann su "Last Days"
LAST DAYS ovvero gli ultimi giorni di vita di una rockstar ispirata più o meno velatamente a Kurt Cobain dei Nirvana suicidatosi nel 1994. Il film comincia con le immagini di un ragazzo che vaga in un bosco, si fa un bagno nel fiume, accende un fuoco per riscaldarsi e canticchia una canzone, poi lo vediamo arrivare in una grande villa immersa nel verde, si prepara da mangiare, si traveste da donna, prende un fucile e lo punta contro degli amici che dormono al piano superiore, si...
voto al film: 
2009-09-27 23:56:50 Opinione di joe cavana su "Last Days"
Un film penoso: quando il nichilismo fine a se stesso (nel film si vede un personaggio demotivato nei confronti della vita, o almeno è quello che si può provare a dedurre) e la noia incontrano una leggenda (Kurt Cobain) della musica moderna morta in circostanze molto tristi e il regista (tra l'altro uno che di solito sa il fatto suo) vuol fare della filosofia. Il film è lento, non succede nulla, Blake/Cobain non parla ma grugnisce nella sua grande casa, con i suoi amici...
voto al film: 
2009-04-17 15:29:17 Opinione di mm40 su "Last Days"
Documentario sul disagio mentale di una rockstar prossima al suicidio. Ovvero la storia degli ultimi giorni di vita (marzo/aprile 1994) di Cobain, senza mai citare il suo nome. L'unica cosa che manca - presumibili le rogne legali in caso di sua esplicitazione - è proprio il nome: c'è una villetta identica alla sua, c'è il suo vestiario (il cappotto, il maglione a righe rosse e nere, gli occhiali da sole!) ricostruito ad arte, c'è il suo atteggiamento schivo, trasandato, la sua aria...
voto al film: 
2009-04-08 19:17:51 Opinione di bradipo68 su "Last Days"
Si chiama Blake ma si legge Cobain.Van Sant chiude un ideale trilogia della morte con questo biopic non autorizzato e che si pone in una sorta di dimensione astratta rispetto al suo protagonista ,un po'come tutto l'alone mitico che circonda gli ultimi giorni del vero Cobain che a 27 anni sulla cresta dell'onda di un successo planetario soccombe al male di vivere sparandosi una fucilata in faccia.Il Blake che qui vediamo ricorda fisicamente moltissimo Cobain ma è un essere straniato che si...
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2009-02-09 20:54:25 Opinione di kotrab su "Last Days"
Mah, in teoria potrebbe anche andare, ma in pratica salvo solo la fotografia, la notevole carrellata fuori dalla finestra (cuore del film) e l'utilizzo ironico de "La Guerre" di Janequin eseguita da The King's Singers. Per il resto ammorbante. 5 1/2
voto al film: 
2008-12-29 00:06:38 Opinione di Max76 su "Last Days"
Bella descrizione della solitudine vista dall'interno e (non vista) dall'esterno. Voto 7.
voto al film: 
- negative [15]
- sufficienti [11]
- positive [33]
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