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Last Days (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Last Days: minimo
Ritmo ritmo in Last Days: minimo
Impegno impegno in Last Days: forte
Tensione tensione in Last Days: presente
Erotismo erotismo in Last Days: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Last Days

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Last Days (voti: 95 media: 3,22) 95

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locandina non disponibile

23/07/2011

La morte di Amy Winehouse non è un gioco, caro Filippo Jacopo Mazzarella

Mi ero ripromesso di non farne parola, del resto Amy Winehouse ha sfiorato il cinema solo di riflesso, considerando che le sue canzoni hanno accompagnato diversi film, da "Rehab" in I Love...

di Spaggy

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La trama

Un ragazzo solo, con i capelli lunghi, i jeans stracciati, la maglia penzolante, la "divisa" grunge. Cammina in un bosco, nuota nel fiume, accende un fuoco. Poi, si aggira in una grande casa malconcia, indossa una sottoveste da donna, trova un fucile, cucina degli orrendi spaghetti al formaggio, ascolta un agente pubblicitario delle Pagine gialle, risponde (o non risponde) al telefono, suona un pezzo alla chitarra. Distrattamente, incrocia altri quattro ragazzi che vivono nella stessa casa, che gli parlano, gli chiedono.  

Ispirato alla morte di Kurt Cobain e alla curiosità morbosa che si scatenò intorno ai suoi ultimi giorni (un'esperienza che Van Sant ha vissuto per uno dei suoi giovani attori, River Phoenix), Last Days fa un tutt'uno con _Gerry_ (che in Italia non abbiamo mai visto) ed _Elephant_. Non perché somigli a quei film (questo è ancora più asciutto, scarno, non si concede virtuosismi temporali ed è realizzato per lo più a piani fissi), ma perché, come ha detto l'autore "sono tutte e tre storie nelle quali la gente non sa esattamente quello che accade, perché ci sono in tutte elementi mancanti".

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 20/2005

Asciutta ma incisiva la ricognizione di Van Sant nella vita di Blake, un musicista che ricorda Kurt Cobain. Una storia sulla disperazione giovanile fatta di vuoto e bisogni inappagati

Un ragazzo solo, con i capelli lunghi, i jeans stracciati, la maglia penzolante, la “divisa” grunge. Cammina in un bosco, nuota nel fiume, accende un fuoco. Poi, si aggira in una grande casa malconcia, indossa una sottoveste da donna, trova un fucile, cucina degli orrendi spaghetti al formaggio, ascolta un agente pubblicitario delle Pagine gialle, risponde (o non risponde) al telefono, suona un pezzo alla chitarra. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 30/03/2012 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

“Last Days” di Gus Van Sant è un film dedicato alla memoria di Kurt Cobain, il leader dei Nirvana, gruppo di spicco nella scena del Grunge, morto in circostanze alquanto misteriose a soli ventisette anni. Il film non è affatto un resoconto veritiero sugl’ultimi giorni di vita dell’artista e neanche vuole essere il tentativo di farne un santino da esportazione, tutt’altro. Non c’è traccia dell’esperienza dell’artista in questo film (ad esempio, nessuna delle musiche utilizzate sono dei Nirvana), mentre, della sorte dell’uomo giunto al capolinea di una vita fatta di eccessi, si cattura con limpida precisione stilistica il disordine esistenziale e la voglia ostinata di racchiudersi nella propria sofferenza interiore. Il Blake (uno strepitoso Michael Pitt) di Gus Van Sant ha in comune con Kurt Cobain l’esperienza della solitudine, la voglia di nascondere agli altri gli effetti devastanti della sua crisi, di sottrarsi al mondo proprio quando il mondo reclama la sua massima presenza. Blake vive in grande casa in mezzo ad una campagna verdeggiante e molto vicino alle sponde di un fiume. Quando non ha indosso una sottoveste da donna veste assai trasandato, quando non è in giro come uno zombi all’interno della casa se ne va all’aperto a contemplare la natura. Ha poca voglia di parlare e quando è costretto a farlo biascica monosillabi incomprensibili. Si muove come un automa, ora per prepararsi degl’improbabili spaghetti, ora per accompagnarsi con la chitarra al canto di una canzone. Scappa ogni qualvolta vede arrivare qualcuno che lo cerca. Nella casa si aggirano altri ragazzi, Scott (Scott Green), Asia (Asia Argento), Luke (Lukas Haas), Nicole (Nicole Vivius), che cantano, ballano, fumano, bevono, fanno sesso. Anche loro sembrano trascinare stancamente le loro vite. Anche loro non sanno come aiutare Blake. Si intuisce che tutti questi ragazzi hanno a che fare con il mondo della musica perché qualche volta si fa riferimento al loro lavoro di musicisti, pechè c’è qualcuno che canta e qualcun’ altro che compone e, soprattutto, perché c’è chi nutre molto interesse intorno alla carriera di Blake e ingaggia un detective (Ricky Jay) per trovarlo e ricondurlo sulla “retta via”. Ma tutto sembra essere lasciato al caso, con uno schema narrativo che segue anche una sua logica linearità, ma che, accompagnandosi alla disperazione dell’artista e allo scorrere disordinato e approssimativo della vita della grande casa, ne assorbe e ne restituisce tutta la precarietà emotiva che lo sorregge. Ne esce un quadro d’insieme di lucida e ricercata frammentarietà stilistica, come un qualcosa che è lasciato all’improvvisazione del momento, all’attimo in cui l’azione deve necessariamente compiersi, senza un passato che ne prepari il clima e senza un futuro che ne giustifichi l’estemporaneità. Quello che deve essere sarà. Il frequente utilizzo di campi lunghi durante le scene girate in ambienti aperti, consetono a Gus Van Sant, sia di creare un evidente distacco emozionale tra gli interni bui della grande casa e la magnifica campagna circostante, che di assorbire la disperazione di Blake nella perfezione idilliaca di una natura rigogliosa di doni. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Last Days


30 marzo 2012 Opinione di Peppe Comune su "Last Days"
Peppe Comune

“Last Days” di Gus Van Sant è un film dedicato alla memoria di Kurt Cobain, il leader dei Nirvana, gruppo di spicco nella scena del Grunge, morto in circostanze alquanto misteriose a soli ventisette anni. Il film non è affatto un resoconto veritiero sugl’ultimi giorni di vita dell’artista e neanche vuole essere il tentativo di farne un santino da esportazione, tutt’altro. Non c’è traccia dell’esperienza dell’artista in questo film (ad esempio, nessuna delle musiche...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Last Days (2005)

4 commenti
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6 febbraio 2012 Opinione di tafo su "Last Days"
tafo

Un film che si permette molto. Un film che si permette di guardare dentro l'icona per vedere l'uomo. L'approccio del regista non è nè morboso nè moralistico, gli interessano gli ultimi giorni non l'ultimo sparo. Gus Van Sant amplifica lo stile tragicamente sospeso di Elephant andando a cercare subito l'ancestrale il rapporto con la natura e con gli elementi primitivi. Il protagonista viene scortato dalla camera quasi sempre di spalle nel suo borbottare quasi a non volere disturbare il suo...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Last Days (2005)

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13 agosto 2011 Opinione di PompiereFI su "Last Days"
PompiereFI

Due segnali emersi dalla cronaca recente mi hanno indotto a (ri)pensare a quanto l’Arte Cinematografica preceda e accompagni il nostro vissuto. Da poco avevo terminato una breve disamina scritta di “Elephant”, un’opera che sento sempre viva sottopelle, riferimento irrinunciabile per tutti quegli atti orribili di violenze arcane che ogni tanto emergono da qualche parte del mondo. Ripensavo alla strage del liceo Columbine quando i notiziari sono stati invasi dagli ...

voto al film: PompiereFI assegna il voto buono a Last Days (2005)

3 commenti
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20 maggio 2011 Opinione di NisiDominus su "Last Days"
NisiDominus

Se parliamo di Cobain "Last Days" è una cazzata di film. Se invece parliamo di Blake o di un anonimo tossicodipendente la pellicola assume un'altra luce e può risultare gradevole, con i suoi pregi e i suoi difetti. Io dico che quando si è dischiuso l'incontro tra le inquietudini interiori e una leggenda scomparsa, è stato irresistibile per il regista il tentativo (magari involontario) di fare della filosofia. Filosofia che però non aderisce alle vicende cui...

voto al film: NisiDominus assegna il voto pessimo a Last Days (2005)



19 aprile 2010 Opinione di ed wood su "Last Days"
ed wood

Permangono i miei dubbi sulla statura autoriale di Van Sant, anche dopo la visione di questo stimolante Last Days. Opera coraggiosa, radicale, della serie "prendere o lasciare". Opera ambigua: dove finisce la sperimentazione e dove comincia il manierismo? quando la messa in scena della deriva esistenziale sfocia nell'ammiccamento ai clichè della cultura grunge (di cui Cobain è stato, suo malgrado, l'esponente più acuto)? dove termina il gusto per l'inquadratura ricercata...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Last Days (2005)


28 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "Last Days"
hallorann

LAST DAYS ovvero gli ultimi giorni di vita di una rockstar ispirata più o meno velatamente a Kurt Cobain dei Nirvana suicidatosi nel 1994. Il film comincia con le immagini di un ragazzo che vaga in un bosco, si fa un bagno nel fiume, accende un fuoco per riscaldarsi e canticchia una canzone, poi lo vediamo arrivare in una grande villa immersa nel verde, si prepara da mangiare, si traveste da donna, prende un fucile e lo punta contro degli amici che dormono al piano superiore, si...

voto al film: hallorann assegna il voto buono a Last Days (2005)



27 settembre 2009 Opinione di joe cavana su "Last Days"
joe cavana

Un film penoso: quando il nichilismo fine a se stesso (nel film si vede un personaggio demotivato nei confronti della vita, o almeno è quello che si può provare a dedurre) e la noia incontrano una leggenda (Kurt Cobain) della musica moderna morta in circostanze molto tristi e il regista (tra l'altro uno che di solito sa il fatto suo) vuol fare della filosofia. Il film è lento, non succede nulla, Blake/Cobain non parla ma grugnisce nella sua grande casa, con i suoi amici...

voto al film: joe cavana assegna il voto pessimo a Last Days (2005)


17 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Last Days"
mm40

Documentario sul disagio mentale di una rockstar prossima al suicidio. Ovvero la storia degli ultimi giorni di vita (marzo/aprile 1994) di Cobain, senza mai citare il suo nome. L'unica cosa che manca - presumibili le rogne legali in caso di sua esplicitazione - è proprio il nome: c'è una villetta identica alla sua, c'è il suo vestiario (il cappotto, il maglione a righe rosse e nere, gli occhiali da sole!) ricostruito ad arte, c'è il suo atteggiamento schivo, trasandato, la sua aria...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Last Days (2005)



8 aprile 2009 Opinione di bradipo68 su "Last Days"
bradipo68

Si chiama Blake ma si legge Cobain.Van Sant chiude un ideale trilogia della morte con questo biopic non autorizzato e che si pone in una sorta di dimensione astratta rispetto al suo protagonista ,un po'come tutto l'alone mitico che circonda gli ultimi giorni del vero Cobain che a 27 anni sulla cresta dell'onda di un successo planetario soccombe al male di vivere sparandosi una fucilata in faccia.Il Blake che qui vediamo ricorda fisicamente moltissimo Cobain ma è un essere straniato che si...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Last Days (2005)

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9 febbraio 2009 Opinione di kotrab su "Last Days"
kotrab

Mah, in teoria potrebbe anche andare, ma in pratica salvo solo la fotografia, la notevole carrellata fuori dalla finestra (cuore del film) e l'utilizzo ironico de "La Guerre" di Janequin eseguita da The King's Singers. Per il resto ammorbante. 5 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto sufficiente a Last Days (2005)

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